la Biennale di Venezia


La Biennale

Le iniziative della Biennale nella sede di Ca' Giustinian

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una sede rinnovata
08 | 06 | 2009

incontri e manifestazioni nella nuova sede

“Evento particolarmente importante del 2009 per La Biennale di Venezia, realizzato grazie a un accordo con il Comune di Venezia, è il ritorno nella sede storica di Ca’ Giustinian restaurata.
La Biennale ha ora una sede istituzionale rinnovata, la cui qualità, la cui posizione e la cui struttura consentono di utilizzarla in modi che andranno ben oltre quelli di semplice sede di uffici. Sarà luogo di relazione con la città e di attrazione per incontri e manifestazioni. Al suo interno e all’esterno si apriranno spazi per un’aperta frequentazione di cittadini e visitatori. Questi nuovi sviluppi consentiranno un’evoluzione verso un organismo con vita continuativa, meglio capace di connessioni con la vita della città e del territorio”.
Paolo Baratta, Presidente della Biennale di Venezia
 
Ca’ Giustinian
Ca’ Giustinian è un palazzo tardogotico, le cui origini risalgono alla fine del secolo XV. Nel 1820 fu trasformato in albergo, col nome di Hotel Europa, che annoverò ospiti particolarmente illustri: tra questi, Giuseppe Verdi, Théophile Gautier, William Turner, Marcel Proust, François-René de Chateaubriand. Ca’ Giustinian è ora completamente rinnovata. Interessata da un importante restauro per opera del Comune di Venezia e della “Legge Speciale”, è una “casa aperta” alla cittadinanza. Al piano terra, l’antica Sala degli Specchi con vista sul Bacino di San Marco diventa L’ombra del Leone, una caffetteria, nonché salotto per la città rivolto a iniziative culturali, nel quale poter invitare artisti e personalità per incontri con il pubblico. Arricchisce l’offerta un box-office con la possibilità di acquistare tutti i biglietti della Biennale e dei principali eventi oltre a quelli del circuito Vela e Ticketone. Nel box-office si trovano anche in vendita alcuni oggetti ed articoli di merchandising della Biennale.
Ca’ Giustinian ha una superficie complessiva di 6.104 metri quadri, dei quali 5.600 coperti e 504 di terrazze. 
 
Macchina di visione: futuristi in Biennale
Ca’ Giustinian - Portego
7 giugno > 22 novembre 2009 - dal lunedì al venerdì h. 9-20, sabato h. 9-13
In occasione della 53. Esposizione Internazionale d’Arte, e del centenario del “Manifesto del Futurismo”, è aperta al pubblico dal 7 giugno al 22 novembre a Ca’ Giustinian la mostra Macchina di visione: futuristi in Biennale, dedicata ai futuristi presenti nelle Biennali dal 1926 al 1942, e alle retrospettive e omaggi a loro dedicati dalla Biennale fino al 1995.
Curata dal Laboratorio Internazionale di Semiotica a Venezia (LISAV) - Università IUAV di Venezia, in collaborazione con La Biennale - Archivio Storico delle Arti Contemporanee (ASAC), la mostra espone lettere, prefazioni ai cataloghi, manifesti, fotografie, filmati, nastri audio, frutto di una ricerca svolta presso l’ASAC. Si tratta della prima delle iniziative che concorreranno a identificare Ca’ Giustinian sede ideale della Biennale e centro di vita culturale della città.
 
Ca’ Giustinian: racconti di luce
Il lavoro progettato su misura per gli spazi di Ca’ Giustinian prevede una luce capace di integrarsi e modularsi con le varie destinazioni d’uso e le loro tipicità storiche e architettoniche, ma è anche una luce che comunica, racconta, emoziona. È lo sguardo di un lavoro dinamico e contemporaneo che si mette a servizio di un luogo storico per farlo rivivere senza tradirlo. Per l’antica Sala degli Specchi ho pensato a un lavoro di segni e di frammenti, di immagini e superfici, di specchi e di riflessi, di elementi che emergono dalla parete per farla vivere come le tracce nere in un foglio bianco… è l’inizio di un nuovo racconto. Le tracce di luce si muovono come l’acqua e la terra, come i terreni lagunari delle barene, in cui solidità e fluidità si ritmano con il movimento delle maree. Il fuori e il dentro comunicano in un unico flusso di riflessioni e riflessi, di immagini reali e immagini di luce. Il reale e l’immaginario, il sorprendere, il riflettere e lo scoprire vivono in immagini di luce naturale e artificiale.
Mario Nanni
 

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