Chiudi

la Biennale di Venezia
Visual Entry Page Architettura (new)

Architettura

- X - Everything is ArchiteXture

I Sabati dell'Architettura

Hans Hollein

Direttore della Biennale Architettura 1996
Sabato 25 settembre 2010, ore 14.00
Spazio Esedra, Giardini della Biennale
Intervengono: Odile Decq, Zvi Tadeusz Hecker, Hans Ulrich Obrist, Gianni Pettena, Dietmar Steiner

Nell’ambito delle celebrazioni per il centenario della Biennale, avvenuto nel 1995, era stato previsto un progetto particolare di architettura sul tema dello “sconfinamento”, destinato ad avvicinarsi alle altre iniziative del Settore Arti Visive. Problemi di bilancio ci costrinsero poi a rinunciare a tale progetto, spingendoci a investire le nostre idee sulla Biennale di Architettura dell’anno successivo.

Dopo alcune incertezze, si decise finalmente che - nell’interesse del pubblico, della città di Venezia e degli architetti e delle nazioni partecipanti – la 6. Mostra Internazionale di Architettura si sarebbe svolta con un nuovo programma, a dispetto delle limitate risorse disponibili.

Nell’aprile 1996 cominciammo a lavorare e l’entusiasmo di tutti gli interessati ci consentì di elaborare un programma di ampio respiro, che copriva l’intera area espositiva dei Giardini. Il programma, ideato da me con la consulenza di una commissione di esperti internazionali, venne realizzato grazie all’impegno del personale della Biennale, dei collaboratori e delle nazioni partecipanti.

Il tema di quella Biennale di Architettura era «Sensori del futuro: l’architetto come sismografo»: nuove idee, tendenze e visioni si esprimevano attraverso la presa di posizione di singoli individui. La Mostra principale, ospitata nel padiglione centrale ai Giardini, raccoglieva circa 70 architetti di diverse generazioni provenienti da tutto il mondo – maestri già affermati con un corpus consistente di opere, insieme con nuove voci emergenti – ognuno con una precisa visione del futuro. Nella sezione «Emerging Voices» era presente anche la giapponese Kazuyo Sejima, direttrice della Mostra Internazionale di Architettura attualmente in corso, e vincitrice del premio Pritzker 2010, come accadde con altri Pritzker di quella sezione, Glenn Murcutt e Peter Zumthor.

Gli esperti – François Burkhardt, Jorge Glusberg, Arata Isozaki, Paolo Portoghesi e Terence Riley - contribuirono al programma generale partecipando poi alla selezione approvata dal Consiglio Direttivo. La 6. Biennale di Architettura non era stata concepita soltanto come una mostra, bensì come una serie di eventi. La Mostra centrale, sull’architetto come sismografo, non trovava quindi riscontro soltanto nelle mostre speciali e nei contribuiti dei padiglioni nazionali, ma anche negli eventi e nei convegni collaterali che offrivano dell’architettura un quadro più vasto di quanto avrebbe potuto una semplice mostra.

La mostra più importante tra le collaterali era «Radicals» (curata da Gianni Pettena), che proponeva un approccio dialettico rispetto al tema centrale, rapportato alla storia delle idee visionarie negli anni Sessanta e Settanta (così come avvenne nella speciale esposizione del padiglione austriaco intitolata «Visonary Architecture in Austria durante gli anni Sessanta e Settanta», a cura di Guenther Feuerstein). La sezione italiana, ovvero il contributo nazionale selezionato per la Biennale di Architettura da Marino Folin, presentava modelli in grande scala del lavoro di 26 architetti italiani al di sotto dei 50 anni, e si collegava direttamente con la Mostra principale. Tutti, o quasi, i Padiglioni Nazionali prepararono un  progetto speciale per questa Biennale, e sono ancora felice dell’entusiasmo con cui le Nazioni hanno voluto partecipare all’impresa – alcune, purtroppo, non poterono essere presenti. Molti Padiglioni raccoglievano e sviluppavano il concetto portante in settori in cui noi eravamo ancora costretti a limitarci: per esempio, la presentazione delle iniziative e delle realizzazione architettoniche della Disney nel Padiglione degli Stati Uniti.

Che la fotografia sia uno dei mezzi principali di diffusione dell’informazione sull’architettura venne poi dimostrato da una rassegna dei maggiori fotografi di architettura del mondo.

Al di fuori dei Giardini, altre mostre confermavano l’importanza della Biennale: «Hic Saxa Loquuntur» e altre iniziative sotto il patronato della Biennale di Architettura, come «Architectural Visions», «The Renaissance of the Railway Stations», l’iniziativa «Hombroich» (tutte ospitate alle Zitelle) e altre mostre in diversi luoghi della città.

Ringrazio il Presidente Gian Luigi Rondi e il segretario Generale Raffaello Martelli, insieme con tutto il Consiglio Direttivo, per la fiducia che mi dimostrarono affidandomi la direzione.
 
Hans Hollein