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la Biennale di Venezia
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Architettura

Intervento di Paolo Baratta

Presidente della Biennale di Venezia
 
Con Rem Koolhaas daremo vita a una grande Biennale di ricerca sull'Architettura.
Molte sono le novità, anche perché Rem ha pensato a un progetto che coinvolge tutta la Biennale, e che ne valorizza appieno tutte le potenzialità.
Incominciamo con la parte della Mostra rappresentata dai padiglioni gestiti autonomamente dai paesi partecipanti - la cui presenza è una prerogativa unica della Biennale di Venezia. Questa volta i vari commissari e curatori non sono stati semplicemente informati del tema adottato dal curatore della Biennale per la “sua” Mostra. Il curatore, invece, ha riservato un argomento specifico per il contributo di tutti i padiglioni (Absorbing Modernity 1914-2014); il suggerimento è stato generalmente accolto e, quindi, anche i padiglioni stranieri concorrono e sono impegnati in una parte consistente della ricerca complessiva, il cui titolo è Fundamentals.
Forse anche per questo il numero di paesi partecipanti è salito da 55 a 66, di cui 10 presenti per la prima volta: Costa d’Avorio, Costa Rica, Repubblica Dominicana, Emirati Arabi Uniti, Indonesia, Kenya, Marocco, Mozambico, Nuova Zelanda e Turchia.
Ma non basta. Ricordo a tutti che oltre all’Arte e all’Architettura la Biennale opera in diversi settori, in particolare Danza, Musica, Teatro e Cinema. E anche qui Koolhaas non si è lasciato scappare nulla. La Mostra vedrà al suo interno (nella sezione Monditalia) la presenza delle attività di questi nostri diversi settori. E con attività non semplicemente affiancate e giustapposte alla Mostra d'Architettura, ma integrate nella Mostra di Architettura. Qui Danza, Musica, Teatro e Cinema sono infatti chiamati a rappresentare elementi essenziali della vita delle realtà storiche e degli spazi complessi in cui può essere pensata o immaginata l'architettura.
I nostri Direttori di Danza, Musica, Teatro e Cinema hanno accolto lo stimolo e svilupperanno gran parte dei loro programmi (Festival e College) all'interno delle Corderie dell’Arsenale nella Mostra d'Architettura, programmi che saranno annunciati in una prossima conferenza.
Mai come quest'anno tutta la Biennale è nella Biennale.
C'è di più. Il ruolo e il compito che il curatore si è assunto differisce profondamente da quello di allestitore di presenze altrui, e cioè di architetti chiamati a testimoniare se stessi, la loro opera o i loro pensieri.
La Mostra rappresenta il risultato di ricerche condotte sotto la guida del curatore, allestito secondo le sue richieste.
Ci sono precedenti storici in alcune delle prime Biennali d'Architettura, ma nulla di confrontabile.
Lo spirito di ricerca è sempre una preoccupazione della Biennale; qui però è la Biennale che si fa ricerca. E noi siamo convinti dell'importanza di questo sviluppo e di questa straordinaria opportunità che Rem ci ha offerto. 
Ma perché si sente il bisogno di una approfondita ricerca rispetto a una semplice aggiornata rappresentazione? Accade nel campo dell'arte e ora in nel campo dell'architettura.
L'anno scorso la Biennale d'Arte fu fondata in misura più accentuata del solito su un impegno di ricerca diretta del curatore. Dicemmo che ciò era utile alla Biennale per la necessità di confrontarsi con alcuni sviluppi in atto nel campo dell'arte contemporanea. L'arte contemporanea divenuta consuetudine, molto guidata dal mercato e annegata nell'inarrestabile e pervasiva diffusione di immagini tutt’intorno a noi, corre il pericolo di derive conformistiche, con diluizione e banalizzazione del rapporto tra le opere e chi le osserva, fino al disinteresse. E in tale contesto la 55. Esposizione Internazionale d’Arte, la Biennale di Massimiliano Gioni, in qualche modo riaffermava e documentava la necessità per l'uomo di creare immagini libere da finalità pratiche, sotto l'urgenza delle proprie ossessioni e delle proprie utopie.
E per l'architettura? Da anni insistiamo sulla divaricazione tra l’architettura e la società civile fatta di individui e istituzioni che pur dovrebbero esprimere domanda di architettura; osserviamo il dualismo tra eccessi e indifferenza negli sviluppi recenti e, anche qui, osserviamo un pericolo di conformismi, favoriti da economia e tecnologia, laddove anche per l'architettura come per l'arte, gli sviluppi dovrebbero essere guidati da consapevole capacità di esprimere necessità e desideri.        
E qui Koolhaas va dritto al segno. Con grande coraggio e ambizione ripercorre la storia della modernità negli ultimi 100 anni e nei suoi sviluppi recenti, ripropone in nuova prospettiva gli elementi che dovrebbero costituire i riferimenti per un rigenerato e attuale rapporto tra noi, la nostra civiltà e l'architettura (Elements of Architecture). 
 
Si aggiunge l’impegno particolare in Monditalia alle Corderie, dove alcuni aspetti della realtà del paese Italia vengono raccolti e rappresentati con ricerche ad hoc, per ricordarci la complessità di questa, come di altre realtà del mondo, che non solo non deve essere negata o occultata ma che è anch'essa elemento di riferimento e fonte ispiratrice per l'architettura.
 
Discussioni, incontri e dibattiti arricchiranno la Biennale Architettura lungo tutta la sua durata di Mostra che, dato il particolare impegno profuso, abbiamo portato a sei mesi.
Come ogni Biennale sarà attivo il progetto “Biennale Sessions” rivolto alle Università, in particolare alle Facoltà di Architettura del mondo. Come in ogni Biennale sarà attivo un grande sistema “educational” rivolto soprattutto alle nuove generazioni.
 
 
Ringrazio il nostro partner Rolex e tutte le altre aziende che ci hanno generosamente assistito e aiutato. Desidero inoltre ringraziare tutte le istituzioni pubbliche internazionali e i molti donors che sono stati di grande importanza nella realizzazione della 14. Mostra Internazionale di Architettura.
Ringrazio il Ministero per i Beni e le Attività Culturali che in un momento non facile per la finanza pubblica mantiene il suo decisivo supporto, le Istituzioni del territorio che in vario modo sostengono la Biennale, la Città di Venezia, la Regione del Veneto. Estendo il ringraziamento alle Autorità a vario titolo coinvolte e interessate alle strutture nelle quali operiamo, e alle Soprintendenze veneziane.
Ringrazio Rem e tutti suoi collaboratori, i numerosissimi ricercatori che sono stati impegnati per realizzare questa Mostra.
Ringrazio i Direttori di Danza, Musica, Teatro e Cinema: Virgilio Sieni, Ivan Fedele, Àlex Rigola e Alberto Barbera.
Ringrazio la struttura della Biennale che si è impegnata con straordinaria professionalità nella realizzazione della Mostra.