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Biennale Architettura  11. Mostra Internazionale di Architettura 

 

Evento Speciale

Manifesto per Milano. Void as Public Opportunity

Equilibrio dinamico della  città in divenire, 2008. 

Mould 250. 1,80 m x 2,60 m x 7,00 m (h; la; lu).

Gianpietro Carlesso & Metrogramma 2008

 



Alla vigilia della presentazione del Piano di Governo del Territorio della città di Milano, il palcoscenico e il tema di ricerca proposto da Aaron Betsky per la 11. Mostra Internazionale di Architettura divengono luogo e messa in scena di una installazione sperimentale che si interroga, studia e ripensa lo spazio urbano collettivo della città di Milano.

 

L’Assessore allo Sviluppo del Territorio del Comune di Milano, Carlo Masseroli, insieme allo scultore Gianpietro Carlesso e lo studio di architettura Metrogramma, hanno scelto la Biennale di Venezia come prima vetrina internazionale per dare visibilità ai contenuti progettuali del Piano di Governo del Territorio, strumento principe che guiderà le trasformazioni urbane della città di Milano nel prossimo futuro.

 

Una rivoluzione urbana che, accesa dalla conquista di Expo 2015, proietterà Milano nel grande teatro delle trasformazioni urbane europee ed internazionali. Ma differentemente da tante altre città nel mondo che stanno investendo su simboli architettonici e icone puntuali, Milano, con questo Piano, si candida a rappresentare la rinascita dello spazio urbano  come carattere precipuo della propria identità. Milano come l’anti Dubai.

 

Quali devono essere gli spazi pubblici del nostro tempo? In che modo la storia può continuare ad essere operante nel corpo della città? In che modo le trasformazioni possono ricercare una loro identità e come queste possono essere compatibili con il carattere storico della città cui appartengono? Come si combatte l’isolamento delle periferie? In che modo e attraverso quali piani e quali progetti la città inverte la tendenza alla reciproca estraneità alle sue parti? Come si avanza un’istanza di modernità vera?

 

Queste e altre domande costituiscono il “fil rouge” della ricerca condotta da Milano e finalizzata alla costruzione di un nuovo strumento urbanistico che segnerà lo sviluppo futuro della città di Milano: il Piano di Governo del Territorio.

Un Piano fondato su un continuo sistema a rete di spazi aperti: infrastrutture, ambiente e servizi.

Una dorsale di spazi collettivi intorno a cui si possa implementare un infinito palinsesto di scenari di città, dove progetto e regole convergono in una forma innovativa di pianificazione che tiene insieme forza delle idee e flessibilità nel tempo.

 

Il vuoto diventa protagonista, scena urbana della città.

 

Dalla riflessione poetica sul vuoto, che grazie all’arte scultorea conquista materia e forma, nasce: “Manifesto per Milano. Void as Public Opportunity”.

La scultura diviene, pertanto, il paradosso; la metafora ideale in grado di raccontare, più di qualsiasi altra cosa, il ribaltamento concettuale tra vuoti e pieni. Il vuoto viene, infatti, rappresentato attraverso il massimo della fisicità. È l’architettura dello spazio che si manifesta. Un vuoto si raggiunge attraverso un processo di “sottrazione”, di “scavo”, di “ricomposizione”, di “sovrapposizione”. Così sarà per Milano; così è nell’arte scultorea.

 
 
 
 
 
 
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