la Biennale di Venezia
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Arte


Parliamo di noi
Blockbuster o Betablocker: curatore di Biennale, curatore di museo

Sabato 26 novembre 2011 - Teatro alle Tese, Arsenale, ore 14.30-16.30
Parliamo di noi
Sessione 1 - Blockbuster o Betablocker: curatore di Biennale, curatore di museo
Relatori: Paolo Baratta, Bice Curiger, Germano Celant, Massimiliano Gioni, Hans Ulrich Obrist e Letizia Ragaglia
 
Paolo Baratta è il Presidente della Biennale di Venezia dal 2008, dopo aver ricoperto lo stesso incarico dal 1998 al 2002.
Bice Curiger è dal 1993 curatrice alla Kunsthaus di Zurigo. È cofondatrice e capo redattrice di "Parkett" dal 1984, e dal 2004 è direttrice editoriale della rivista "Tate etc" della Tate Gallery di Londra. Dirige la Biennale Arte 2011 ILLUMInazioni.
Germano Celant (1940) è critico e storico dell’arte. È senior curator al Guggenheim di New York dal 1989 e direttore artistico della Fondazione Prada. Dal 1977 scrive per "Artforum" e dal 1991 per "Interview". In Italia collabora con varie testate tra le quali "Interni" e "l’Espresso". È stato il direttore della 47. Esposizione Internazionale d’Arte nel 1997.
Massimiliano Gioni (1973) è direttore delle mostre del New Museum of Contemporary Art di New York e, dal 2003, direttore artistico della Fondazione Trussardi a Milano. Ha curato la sezione La zona della 50. Esposizione Internazionale d’Arte nel 2003 e l’8. Biennale di Gwangju nel 2010.
Hans Ulrich Obrist (Svizzera, 1968) dal 1991 a oggi è curatore e co-curatore di più di duecento esposizioni internazionali, tra le quali la 1a Biennale di Mosca (2005), la Biennale di Lione (2007), China Power Station (2008, Serpentine Gallery). Ha co-curato la sezione Stazione Utopia della 50. Esposizione Internazionale d’Arte nel 2003.
Letizia Ragaglia (1969) è curatrice e storica dell’arte. È membro della giuria del progetto KÖR-Kunst di Vienna. Dal 2008 è direttrice del nuovo Museion di Bolzano, dove ha curato personali di artisti quali Monica Bonvicini, Isa Genzken, Andro Wekua e VALIE EXPORT. Ha fatto parte della giuria internazionale della 54. Esposizione Internazionale d’Arte.
 
Paolo Baratta, “Che cosa abbiamo combinato?!”, presentazione dei Meetings on Art, settembre 2011
“La Biennale è un grande pellegrinaggio dove nelle opere degli artisti e nel lavoro dei curatori si incontrano le voci del mondo che ci parlano del loro e del nostro futuro. L’arte è qui intesa come attività in continua evoluzione. Se un museo si qualifica principalmente per le opere che possiede, una istituzione come la Biennale si qualifica piuttosto per il suo ‘modus operandi’, per i metodi seguiti, per la natura dei soggetti che vi partecipano, per le scelte sul metodo e per i principi e le regole che ispirano la sua organizzazione, per gli spazi di cui dispone, ecc.: insomma per la Forma dell’Istituzione che si riflette nella Forma data alla Mostra che vi si tiene ogni due anni. Ed è dalla qualità di questa Forma che dipende il raggiungimento del principale nostro obbiettivo: ottenere la stima del mondo”.
 
Hans Ulrich Obrist, “BIENNALE MANIFESTO”, Flash Art, agosto-settembre 2009
“Le biennali dovrebbero schiudersi all’inatteso; la posizione curatoriale disporsi alla sorpresa. In uno scambio ormai leggendario Diaghilev sfidò Cocteau a stupirlo. Il suo ‘Étonnez-moi!’ (sorprendimi!) sarà sempre significativo. Dobbiamo aspettarci sempre qualcosa di nuovo dalle biennali. […] Le biennali sono una lotta continua e articolata tra presente, passato e futuro, in cui l’unica costante è rappresentata dal cambiamento stesso: è una visione della storia in perenne negoziazione; verità storica per sempre in situ. Che dire, dunque, sul futuro della biennale? Innanzitutto, occorre sottolineare che, in riferimento a qualsiasi fenomeno, le visioni del futuro: (a) evolvono nel tempo e (b) sono molteplici... Il futuro della biennale sarà, in altre parole, variabile e plurimo”.