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la Biennale di Venezia
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Arte

Parliamo di noi
Blockbuster o Betablocker: curatore di museo, curatore di Biennale

Sabato 26 novembre 2011 - Teatro alle Tese, Arsenale, ore 17.00-19.00
Parliamo di noi
Sessione 2 - Blockbuster o Betablocker: curatore di museo, curatore di Biennale
Relatori: Paolo Baratta, Diana Baldon, Giovanni Carmine, Okwui Enwezor, Beatrix Ruf e Vicente Todoli
 
Paolo Baratta è il Presidente della Biennale di Venezia dal 2008, dopo aver ricoperto lo stesso incarico dal 1998 al 2002.
Diana Baldon (1974) è curatrice e critica d’arte. Dal 2001 si è occupata di artisti come Marietjca Potrc, Nils Norman, Rainer Ganahl, Erik van Lieshout, The Yes Men and Christopher Williams. Ha co-curato numerose mostre in instituzioni internazionali tra le quali CAN Centre d’Art Neuchâtel in Svizzera, Sparwasser HQ a Berlino, Cubitt a Londra e la Biennale di Mosca .
Giovanni Carmine (Svizzera, 1975), storico dell’arte, è direttore della Kunst Halle Sankt Gallen in Svizzera. Si è occupato della Direzione artistica della Biennale Arte 2011.
Okwui Enwezor (Nigeria, 1963) è un curatore internazionale, nominato Direttore dell’Haus der Kunst di Monaco di Baviera all’inizio del 2011. Ha curato molte mostre e rassegne in tutto il mondo tra le quali la Johannesburg Biennale in Sudafrica (1997), la Bienal Internacional de Arte Contemporaneo de Sevilla, Spagna, Gwang-ju Biennale in Sud Corea (2008). È stato il direttore artistico di Documenta 11 a Kassel in Germania nel 2002.
Beatrix Ruf (Germania, 1960) è direttrice e curatrice della Kunsthalle Zürich dal 2001. In passato è stata direttrice e curatrice della Kunsthaus Glarus, e curatrice al Kunstmuseum del Cantone del Thurgau in Svizzera dal 1994 and 1998. Dal 1995 si occupa inoltre della collezione Ringier.
Vicente Todoli (Spagna, 1958) è stato dal 2002 al 2010 direttore della Tate Modern di Londra e dal 1986 al 1996 prima Curatore e poi Direttore artistico dell’IVAM (Instituto Valenciano de Arte Moderno) in Spagna. Nel 1997 è stato corrispondente per la 47. Esposizione Internazionale d’Arte curata da Germano Celant.
 
Giovanni Carmine, “Dov’è Ai Weiwei?”, testo del catalogo della Biennale Arte 2011, Marsilio Editori
“Le aspettative riposte in una mostra come la Biennale di Venezia sono differenti e anche divergenti. Se gli addetti ai lavori cercano qui lo sviluppo di un discorso teorico articolato e preciso, il pubblico generalista – non per forza appassionato d’arte contemporanea – è forse soprattutto interessato a vivere un’esperienza diversa dal proprio quotidiano e al contempo alla possibilità di una visione enciclopedica sugli sviluppi più recenti dell’arte. Raramente è possibile farlo in maniera così intensa, ma soprattutto in un breve periodo di tempo e in un luogo concentrato come questo. Si tratta quindi anche di un problema di efficienza con cui l’Esposizione Internazionale d’Arte della Biennale di Venezia si deve confrontare, e questo in un contesto di per sé votato alla dispersione. L’incredibile accumulo di opere e artisti che si ritrovano ogni due anni attorno alla laguna, sommato al substrato storico della città, non aiutano di sicuro a focalizzare.
Accettare questo sistema entropico è la prima sfida con cui ci si scontra nel processo di realizzazione della mostra. Se curare un’esposizione d’arte è infatti anche un atto di classificazione o perlomeno un tentativo di stabilire un certo ordine tramite delle scelte e la loro drammatizzazione nello spazio, nell’infinito caleidoscopio di padiglioni nazionali, eventi collaterali e con l’invasione di altre manifestazioni (commerciali e non) parallele a quelle ufficiali, questa caratteristica fondamentale rischia di andare persa. Paradossalmente però è proprio il suo essere una kermesse pantagruelica e sfaccettata a costituire il fascino di questa manifestazione, in cui la diversità di intenti tra gli innumerevoli eventi a disposizione del pubblico non rappresenta nient’altro che lo specchio del variegato mondo dell’arte contemporanea”.