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la Biennale di Venezia
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Arte

Parliamo di noi
Che cosa abbiamo combinato?!

Domenica 27 novembre 2011 - Teatro alle Tese, Arsenale, ore 14.30
Parliamo di noi
Sessione 3. Che cosa abbiamo combinato?
Relatori: Paolo Baratta, Bice Curiger, Francesco Bonami, Daniel Birnbaum, Maria de Corral, Rosa Martinez e Robert Storr
 
Paolo Baratta è il Presidente della Biennale di Venezia dal 2008, dopo aver ricoperto lo stesso incarico dal 1998 al 2002.
Bice Curiger è dal 1993 curatrice alla Kunsthaus di Zurigo. È cofondatrice e capo redattrice di "Parkett" dal 1984, e dal 2004 è direttrice editoriale della rivista "Tate etc" della Tate Gallery di Londra. Dirige la Biennale Arte 2011 ILLUMInazioni.
Franceso Bonami (1955) è Manilow Senior Curator al Museum of Contemporary Art di Chicago, Direttore Artistico della Fondazione Sandretto Re Rebaudengo (Torino) e di Pitti Immagine Discovery (Firenze). Ha diretto la 50. Esposizione Internazionale d’Arte nel 2003.
Daniel Birnbaum (Svezia, 1963), curatore e critico d’arte, è direttore del Moderna Museet a Stoccolma, Svezia. Ha co-curato la sezione Ritardi e Rivoluzioni della 50. Esposizione Internazionale d’Arte nel 2003. Ha diretto la Biennale Arte 2009.
Maria de Corral (Spagna, 1940) è critica d'arte e curatrice. Dal 1991 al 1994 è direttrice del Museo Nacional Centro de Arte Reina Sofía di Madrid. Nel 1988 è curatrice del Padiglione spagnolo alla 43. Esposizione Internazionale d'Arte della Biennale di Venezia. È stata la co-direttrice della 51. Esposizione Internazionale d'Arte nel 2005 e curatrice della sezione Sempre un po’ più lontano.
Rosa Martinez (Spagna, 1955) è critica d'arte e curatrice indipendente. Dal 1988 al 1992 è direttrice artistica della Biennale di Barcellona. Nel 1996 è co-curatrice di Manifesta 1, a Rotterdam, nel 1997 dirige la 5. Biennale Internazionale di Istanbul e nel 1999 la 3. SITE di Santa Fe (USA). Nel 2003 è curatrice del Padiglione spagnolo alla 50. Esposizione Internazionale d'Arte della Biennale di Venezia. È stata la codirettrice della 51. Esposizione Internazionale d'Arte nel 2005 e curatrice della sezione L’Esperienza dell’Arte.
Robert Storr (USA, 1950) artista e critico d'arte statunitense. Nel 1990 è nominato curatore per il Dipartimento di Pittura e Scultura al Museum of Modern Art di New York e fino al 2003 cura per il MoMA numerose personali, retrospettive, mostre storiche e riallestimenti della collezione permanente. Nel 2002 è nominato Senior Curator del MoMA. Attualmente insegna presso la Yale University e scrive per numerose riviste internazionali tra le quali "ArtPress" e "Frieze". È stato il direttore della 52. Esposizione Internazionale d'Arte nel 2007.
 
Paolo Baratta, “Che cosa abbiamo combinato?!”, presentazione dei Meetings on Art, settembre 2011
“Oltre ad affrontare temi suggeriti dalla Mostra abbiamo deciso di metterci tutti in gioco nell’ultimo incontro, intitolato: Cosa abbiamo combinato?! chiamando a raccolta curatori delle Biennali precedenti e loro illustri colleghi per discutere intorno a quel che s’è fatto e a quel che si potrà fare in avvenire. La Biennale ha attraversato fasi diverse nel corso dei suoi 116 anni di vita, e diverso di conseguenza è stato il ruolo svolto dai curatori. Il nuovo corso – iniziato nel 1999 quando da Presidente appena nominato scelsi come curatore Harald Szeemann – è stato in questo senso segnato da una profonda ridefinizione della Forma della Mostra che diventò, per la prima volta, mostra internazionale, nettamente distinta dalle partecipazioni nazionali, autonoma e svincolata dalla selezione del padiglione italiano. Si delineavano così i tre pilastri che ancora oggi caratterizzano la Biennale d’Arte: il curatore (o la curatrice), le partecipazioni nazionali e il pubblico a cui i Meetings on Art sono espressamente dedicati e con cui si vuole confermare il ruolo della Biennale di Venezia quale istituzione aperta alla conoscenza e allo spirito di ricerca, degna di un pellegrinaggio. In un’epoca nella quale l’arte ha da tempo cessato l’enfasi sulla provocazione dell’anti-arte, cerchiamo le vie del colloquio tra l’opera dell’artista e il nostro sguardo e il nostro spirito, vogliamo capire e sentire quel di più che l’arte con generosità ci dona e ci sussurra, desideriamo illuminazione come visitatori, come amanti dell’arte, come individui e come membri della comunità umana”.
 
Bice Curiger, “ILLUMInazioni”, testo del catalogo della Biennale Arte 2011, Marsilio Editori
“Il fatto che alla 54. Esposizione Internazionale d’Arte della Biennale di Venezia 2011 siano ormai ottantanove i paesi che presentano le loro opere d’arte all’interno di un 'padiglione' non è solo un record nella storia di questa istituzione, quanto piuttosto un motivo per sforzarsi di riflettere sul rapporto fra la grande 'esposizione internazionale' (distribuita su oltre 10.000 metri quadri tra il padiglione centrale dei Giardini e l’Arsenale) e la presenza artisticamente ‚mondana? all’interno dei padiglioni. Quanto risulta ‚competente? oggi il lavoro curatoriale di fronte all’ampliamento geografico degli orizzonti? Basta elencare il nome di alcuni dei paesi che nel 2011 presentano le loro opere in un padiglione a Venezia: l’Azerbaigian, il Bangladesh, il Cile, la Georgia, il Congo, la Croazia, Cuba, l’India, l’Iraq o la Romania. Senza tener conto delle modalità di selezione e di presentazione prescelte in questi padiglioni, senza conoscere le motivazioni artistiche o politicostrategiche a esse collegate, si comprenderà che a Venezia è stata portata una concentrazione di informazioni 'di prima mano' che il curatore dell’esposizione 'internazionale' non avrebbe mai potuto ottenere neanche con una predisposizione ancora più frenetica al viaggio”.
 
Daniel Birnbaum, Fare Mondi, catalogo della Biennale Arte 2009, Marsilio Editori
“La Biennale è un sito creativo e non semplicemente un luogo che espone la cultura alla visione di un’altra , trattandole come qualcosa di statico, come un’essenza fissa, inevitabilmente radicata in stereotipi. Invece, al di là della sfera della cultura-spettacolo, vi è ancora la possibilità di scontri autenticamente poetici, di quello che Glissant definisce un ‘éclat’, una collisione, la quale genera, anch’essa, scintille di novità. […] In base alla mia esperienza, la realizzazione di una grande mostra ha ben poco a che vedere con l’attuazione di un master plan. Le ispirazioni e le idee giungono da molte parti, e forse l’immagine più rispondente a un master plan per la Biennale Arte 2009 è il caos sopra il mio tavolo. A volte i massimi stimoli vengono da luoghi e fonti che rimangono misteriosi, da cose che non si capiscono a fondo”.