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la Biennale di Venezia
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Arte

53. Esposizione Internazionale d'Arte

Fare Mondi

dal 7 giugno al 22 novembre 2009

Padiglione Venezia

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"...fa come natura face in foco"
Artisti del vetro al Padiglione Venezia 
Giardini della Biennale 7 giugno - 22 novembre 2009
 
In occasione della 53. Esposizione Internazionale d’Arte della Biennale di Venezia, è aperta dal 7 giugno al 22 novembre al Padiglione Venezia (Giardini) la mostra ... fa come natura face in foco, dedicata agli artisti contemporanei che lavorano il vetro, realizzata con il sostegno della Regione del Veneto e curata da Ferruccio Franzoia.
 
In questo modo, la Regione del Veneto ha voluto sottolineare l'importanza del vetro di Murano come mezzo di espressione artistica famoso in tutto il mondo, e il suo ritorno nel Padiglione Venezia, dove non era piu' presente dal 1972, sua storica casa sorta nel 1932 proprio per rappresentare alla Biennale le arti decorative del territorio.
 
Per quarant’anni il Padiglione Venezia ha rappresentato lo scenario più qualificato delle ricerche e sperimentazioni dei massimi artisti del vetro. La mostra ... fa come natura face in foco ha voluto riprendere i fili di questa grande tradizione, sottolineando una capacità di rinnovamento lontana dall’esaurirsi. L’adesione a un mondo di antica sapienza continua infatti ad improntare l’attività di molti autori, non solo italiani, la cui ricerca l’allestimento del Padiglione Venezia intende documentare.
 
La mostra si snoda nel portico del Padiglione Venezia con le opere di nove fra i più interessanti artisti del panorama vetrario internazionale: Cristiano Bianchin, Alessandro e Laura Diaz de Santillana, Yoichi Ohira, Ritsue Mishima, Maria Grazia Rosin, Lino Tagliapietra. Al centro, un omaggio a Toni Zuccheri, recentemente scomparso. Nel giardino esterno, una grande installazione dell'artista Dale Chihuly, realizzata appositamente per la Biennale.
 
La Sala della memoria è un omaggio al passato, ed è dedicata a una trentina di pezzi storici delle fornaci muranesi dagli anni '20 agli anni '60, provenienti dalle maggiori collezioni private e mai esposti finora. In mostra soffiati di Vittorio Zecchin disegnati per la Cappellin Venini & C. dai primi anni ’20, e poi il meglio di Venini con un gruppo di vasi disegnati da Carlo Scarpa alla fine degli anni ’30. Non mancano capolavori in vetro pulegoso di Napoleone Martinuzzi e un vaso di Ercole Barovier in vetro “primavera”. Il dopoguerra è rappresentato da oggetti storici di Flavio Poli, Archimede Seguso, Vinicio Vianello e Dino Martens.
Un velo teso a metà sala delimita ed evoca la Murano di allora, da conservare nella memoria, distinta dalle ultime opere dei nuovi protagonisti dell’arte del vetro.
 
L'esposizione è accompagnata dal catalogo pubblicato da Marsilio a cura di Marco Arosio