Biennale Arte
52. Esposizione Internazionale d'Arte
Omaggio a Emilio Vedova
Il Padiglione Venezia della Biennale torna alla sua città: Luca Massimo Barbero, Chiara Bertola e Angela Vettese, rispettivamente designati da Provincia, Regione del Veneto e Comune di Venezia, sono stati chiamati a iniziare un nuovo corso in cui assuma centralità la creatività del territorio. I tre curatori sono stati individuati in ragione dei loro ruoli presso tre delle istituzioni per l’arte contemporanea più attive a Venezia: la Peggy Guggenheim Collection, la Fondazione Querini Stampalia e la Fondazione Bevilacqua La Masa.
La riapertura del Padiglione Venezia deve considerarsi in una ottica che non sia solo di ripristino di uno spazio storico ma anche di un’idea di prospettiva e di opportunità per i linguaggi dell’arte contemporanea futura. Una riapertura alle ricerche giovani che potranno avere in questo spazio un punto di riferimento e visibilità non solo per le arti visive ma per ogni settore della Biennale.
Considerando che una solida base non può che partire dal riconoscimento del passato e di una identità locale che abbia saputo imporsi sul terreno internazionale, i curatori hanno doverosamente rivolto la loro attenzione a Emilio Vedova. Scomparso da meno di un anno, è stato anzitutto l’artista che ha impregnato di sé in modo indelebile l’Accademia di Belle Arti di Venezia influenzando generazioni intere di studenti; nello stesso tempo, costantemente invitato ad esporre alla Biennale, ha potuto far da tramite tra l’humus veneziano e il contesto mondiale della rassegna. La sua sola presenza in città, del resto, sapeva fare gli onori di casa per gli stranieri e generava un via vai di critici, di artisti, musicisti: Vedova, con la sua straordinaria energia sia fisica sia mentale, finché fu attivo seppe essere il centro di un sistema di relazioni che aiutò a mantenere Venezia al centro del dibattito internazionale.
È in questa ottica che si è pensato l’omaggio a questo maestro presentandolo soprattutto in rapporto centrale alla storia della Biennale e a sottolineatura dell’importanza delle grandi Biennali, dove una delle figure protagoniste è stata anche Vedova.
A emblema di questo continuativo rapporto con la Biennale e grazie alla fondamentale collaborazione della Fondazione “Emilio e Anna Bianca Vedova”, si è scelta unicamente l’opera Senza Titolo (Als ob) simbolo della maturità espressiva del suo linguaggio e contemporaneamente Leone d’oro alla carriera (1997), che sarà allestita al Padiglione Venezia dal 10 giugno al 21 novembre.
A costellazione di quest’opera saranno presentati lavori video dei protagonisti dell’arte internazionale che hanno costituito l’ambiente culturale della Biennale degli anni ’70. La presenza dei lavori video di questi protagonisti tra cui: Marina Abramovic, Vito Acconci, Joseph Beuys, Christian Boltansky, Pierpaolo Calzolari, Rebecca Horn, Jannis Kounellis, Ketty La Rocca, Arnulf Rainer, Richard Serra, è stata possibile grazie ad un’altra significativa e fondamentale collaborazione: quella con l’Archivio Storico della Biennale (ASAC) che ha reso possibile per la prima volta di poter mostrare al pubblico questi straordinari documenti.
Una testimonianza di omaggio particolarmente sentita verrà da Georg Baselitz, amico di Vedova e sodale della ricerca espressiva del Maestro, il quale invierà per questa occasione alcune sue opere.
L’omaggio che viene presentato al Padiglione Venezia assume da una parte il carattere di memoria, in concomitanza con altri momenti celebrativi previsti in città e in attesa delle retrospettive che si terranno a Roma (ottobre 2007) e a Berlino (2008), e, nello stesso tempo, di riflessione sull’arte presente nel contesto internazionale della Biennale Arte.