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Maria Lassnig e Marisa Merz Leoni d’oro alla carriera della 55. Esposizione Internazionale d’Arte

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il riconoscimento sarà consegnato sabato 1° giugno 2013, alle ore 11, ai Giardini della Biennale
06 | 05 | 2013

Sono stati attribuiti all’artista austriaca Maria Lassnig e all’artista italiana Marisa Merz i Leoni d’oro alla carriera della 55. Esposizione Internazionale d’Arte della Biennale di VeneziaIl Palazzo Enciclopedico (Giardini e Arsenale, 1 giugno - 24 novembre 2013). 
 
La decisione è stata presa dal Cda della Biennale presieduto da Paolo Baratta, su proposta del Curatore della 55. Esposizione Massimiliano Gioni, con le seguenti motivazioni:
 
Maria Lassnig
“Per oltre sessant'anni Maria Lassnig ha indagato la rappresentazione del corpo e dell'individuo in una serie di dipinti che ritraggono l'artista spesso in uno stato di irrequietezza, eccitazione e disperazione. Con i suoi autoritratti Lassnig ha composto una personale enciclopedia dell'auto-rappresentazione e - attraverso quelli che chiama i "body-awareness paintings", ovvero i dipinti di “auto-coscienza corporea” - ha trasformato la pittura in strumento di auto-analisi e di conoscenza del sé. A novantatre anni Lassnig rappresenta un esempio unico di ostinazione e indipendenza che merita di essere celebrato con il riconoscimento del Leone d’Oro alla Carriera.”
 
Marisa Merz
“Dagli anni Sessanta Marisa Merz si è imposta come una delle voci più singolari dell'arte contemporanea. A partire dal suo lavoro svolto in parallelo ai protagonisti dell'arte povera, tra i quali Marisa Merz si distingueva per la riflessione sulla sfera dello spazio domestico e femminile, l’artista ha sviluppato un linguaggio personale in cui pittura, scultura e disegno si combinano per dare forma a immagini all’apparenza arcaiche e primordiali. In queste icone contemporanee, volti stilizzati affiorano alla superficie come apparizioni divine. Questa pittura epifanica, coltivata per anni in solitudine, ci invita a guardare il mondo a occhi chiusi, perché – come recitava il titolo di una mostra di Marisa Merz del 1975 – “A occhi chiusi, gli occhi sono straordinariamente aperti”.”
 
Il riconoscimento sarà consegnato alle due artiste sabato 1° giugno 2013, alle ore 11, ai Giardini della Biennale, nel corso della premiazione e inaugurazione della 55. Esposizione.
 
 
Note biografiche
Maria Lassnig è nata nel 1919 a Kappel am Krappfeld, Austria. Vive e lavora a Vienna.
L’opera di Maria Lassnig è da sempre concentrata sull’autoritratto. I primi lavori sono marcatamente espressionisti e gettano le proprie radici sia nella tradizione figurativa di inizio Novecento sia nella riflessione sul corpo sviluppata in parallelo all’azionismo viennese. Con i suoi “quadri di auto-consapevolezza corporea” Lassnig ha avviato una complessa indagine sulla rappresentazione della figura umana. Negli ultimi anni Lassnig ha creato quelli che definisce “dipinti drastici”, creando immagini ancora più drammatiche. Queste opere, che l’artista descrive come “puro realismo, un po’ imbellito e imbruttito”, esplorano tumultuosi stati emotivi. Con i suoi dipinti Lassnig sfuma i confini tra realtà interiore e rappresentazione esteriore, tra esperienza soggettiva e percezione oggettiva. Lassnig ha rappresentato l’Austria alla Biennale di Venezia nel 1980, ha partecipato a due edizioni di Documenta, alla Biennale di Gwangju nel 2010 e a numerose importanti mostre collettive. Ha avuto mostre personali al Centro Pompidou di Parigi, al MUMOK di Vienna, al Museo Ludwig di Colonia, alla Serpentine Gallery di Londra e alla Lenbachhaus di Monaco.
 
 
Marisa Merz è nata nel 1926 a Torino, Italia. Vive e lavora a Torino.
Figura fondamentale ma sempre defilata dell’arte italiana del dopoguerra, Marisa Merz ha iniziato la sua carriera nella seconda metà degli anni Sessanta, partecipando al movimento dell’arte povera, unica donna nella compagine della neo-avanguardia torinese. Il tema dell’interiorità è centrale nella sua ricerca artistica e coinvolge sia l’ambito privato sia la soggettività individuale dell’artista. Sin dalle prime sculture realizzate con materiali industriali trasformati in forme organiche, Marisa Merz ha proseguito una singolare poetica espressa in una varietà di mezzi espressivi che includono scultura, pittura, disegno e installazione. Presenze ricorrenti nell’opera di Merz sono le raffigurazioni di teste e volti femminili. Le sue piccole sculture in argilla, i ritratti e dipinti sono accomunati da una sensibilità personale e sono manifestazioni senza tempo del mondo interiore dell’artista. Marisa Merz ha esposto in importanti mostre personali al MADRE di Napoli, allo Stedelijk di Amsterdam, al Kunstmuseum di Winterthur, al Centro Pompidou di Parigi, a Villa delle Rose a Bologna. Il suo lavoro è stato incluso in importanti rassegne internazionali alla Tate di Londra, a Documenta a Kassel, al Guggenheim di New York. Dopo aver partecipato alla Biennale di Venezia nel 1988, nel 2001 Marisa Merz ha ricevuto, in occasione della 49. Esposizione Internazionale d’Arte, il Premio speciale della giuria “La Biennale di Venezia”.