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Inaugurato il Padiglione Italia

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30 | 05 | 2013

“Partire dalla cultura per costruire il futuro”: ha offerto immagini forti il ministro per i Beni e le Attività Culturali Massimo Bray in occasione dell'inaugurazione del Padiglione Italia all'Arsenale, con la mostra Vice versa a firma di Bartolomeo Pietromarchi, con accanto il Presidente della Biennale di Venezia  Paolo Baratta, rivolgendosi a un pubblico che non risparmia un applauso quando si tocca il tasto di dare risorse alla cultura.

La via maestra da percorrere è stata indicata in modo chiaro dal ministro: “Se il nostro Paese vuole crescere e creare futuro non si può che partire dalla cultura”. Sul tavolo, però, c'è il problema annoso dei fondi: “Non posso pensare - rileva - che sia solo una questione di soldi”, c'è invece l'urgenza di rimarginare la ferita nel rapporto tra Stato e cultura - “C'è qualcosa che non funziona nel modo in cui lo Stato guarda alla cultura” aveva detto poco prima - e quindi serve mettere “tutte le risorse necessarie”.

Bray non ha risparmiato elogi al curatore di Vice versa, Pietromarchi, in un Padiglione Italia strutturato come sette stanze per i dialoghi tra 14 artisti, e al Presidente Baratta. Con la mostra della Biennale, Il Palazzo Enciclopedico, e quella di Pietromarchi, secondo il ministro, c'è la dimostrazione di “come la cultura possa aggregare una comunità non solo italiana ma internazionale”. La parola “fiducia” è tornata in questi giorni più volte anche  nelle dichiarazioni di Paolo Baratta e il Presidente non ha perso l'occasione per ricordare a tutti che “alla Biennale si partecipa per gioia, per riconoscersi tutti nella grande comunità della cultura. La fiducia reciproca è il prodotto più importante di iniziative come queste”.

La cerimonia di inaugurazione è stato il momento conclusivo di una visita che ha rotto tutti i protocolli, con il ministro in fila per farsi attaccare al bavero della giacca la spilla della mostra e ricevere la cartellina stampa e il catalogo, con una macchina fotografica che ogni tanto compariva nella sue mani per qualche foto, per uno scambio continuo di saluti poco ufficiali e tanto amicali con qualche visitatore. A fare da Cicerone lo stesso curatore, e Bray non ha perso una parola per seguire una rassegna concepita “come un itinerario esemplare - indica Pietromarchi - nell'arte italiana attraverso 'isole' con dialoghi tra artisti”. Tempo per qualche battuta con alcuni artisti, come Favelli o Tirelli, e poi via a passo spedito verso la mensa San Martino della Caritas, per una iniziativa che unisce arte a recupero delle persone più sfortunate, e poi ai Giardini per i padiglioni di Israele e Angola.