Biennale Arte
Storia
Gli anni Ottanta
1970-2003
Nel 1979 venne nominato alla guida della Biennale lo storico napoletano Giuseppe Galasso, mentre il critico torinese Luigi Carluccio assunse la direzione del Settore Arti visive. Le prime iniziative importanti del decennio furono guidate dai direttori del Teatro, Maurizio Scaparro, e Architettura, Paolo Portoghesi. Il primo collegò con grande successo l'attività della Biennale al Carnevale veneziano, Portoghesi recuperò invece le Corderie dell'Arsenale, grande spazio da tempo inutilizzato, con la mostra sul Postmodernismo La via novissima.
Negli anni Ottanta l'Esposizione d'Arte venne impostata su temi unitari: Arte come Arte (1982), Arte allo specchio (1984), Arte e scienza (1986). La struttura tematica venne poi superata da Giovanni Carandente, che nell'edizione del '90 articolò invece la mostra per sezioni: Ambiente Berlin e Aperto.
L'Esposizione internazionale d'arte del 1980 presentò diverse mostre, tra le quali una curata da Jean Leymarie dedicata a Balthus (Balthasar Klossowsky de Rola) nella Scuola Grande di San Giovanni Evangelista, e un'altra allestita da Jiri Kotalik a Ca' Pesaro (L'arte moderna cecoslovacca nei musei di Praga). Achille Bonito Oliva e Harald Szeemann idearono Aperto '80, allestita negli ex Magazzini del Sale a Dorsoduro. Questa nuova iniziativa si presentò come una speciale sezione per i giovani artisti e fu ripetuta in molte edizioni successive. Proprio in questa sezione fecero la loro apparizione alla Biennale i cinque protagonisti della cosiddetta Transavanguardia, teorizzata dallo stesso Bonito Oliva: Sandro Chia, Francesco Clemente, Enzo Cucchi, Nicola De Maria e Mimmo Paladino. Tra le mostre personali, invece, attirò l'attenzione il padiglione polacco dedicato alla scultrice Magdalena Abakanowicz.
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