La Biennale di Venezia  
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Emilio Vedova
Biennale Arte  Storia  Gli anni Novanta 
1970-2003 

L'Esposizione internazionale d'arte del 1990, diretta da Giovanni Carandente fu intitolata Dimensione futuro. La mostra centrale, Ambiente Berlin, vasta rassegna di artisti di vari paesi che avevano operato nella metropoli tedesca nei decenni precedenti, venne allestita al Padiglione Italia. Spiccavano, all'inizio del percorso, i plurimi del ciclo Absurder Tagebuch del 1964 di Emilio Vedova. Invece Omaggio a Eduardo Chillida, grande scultore spagnolo Gran premio per la scultura nel 1958, fu allestita a Cà Pesaro. Achille Bonito Oliva allestì una mostra speciale alla Giudecca, Ubi Fluxus ibi Motus. Molto interesse destò la partecipazione di Robert Rauschenberg, ambasciatore della Pop Art nel '64, che espose un proprio lavoro nel padiglione sovietico.

Ma a suscitare particolare attenzione e polemiche furono le opere della sezione Aperto alle Corderie. Esponenti ecclesiastici protestarono per un lavoro del gruppo americano Grand Fury sul tema dell'Aids, mentre gli ambientalisti contestarono un'opera che esponeva formiche vive. La mostra fu chiusa per gli accertamenti sanitari sul sezionamento di una carcassa di mucca da parte dell'inglese Damien Hirst (dal contenitore di plexiglass in cui era contenuto l'animale, fuoriusciva la formalina usata per la conservazione). Con una scultura policroma a grandezza naturale, l'americano Jeff Koons si ritraeva insieme alla moglie Ilona Staller.
Il Leone d'oro per la scultura andò alle grandi fotografie di archeologia industriale dei tedeschi Bernd e Hilla Becher, mentre i marmi di Giovanni Anselmo furono premiati per la pittura. Suggestivo risultò il padiglione statunitense con le scritte elettroniche e le sentenze pubblicitarie, costate un anno di lavoro, di Jenny Holzer (Premio dei Paesi). Vincitore del Premio Duemila per i giovani fu lo scultore inglese di origine indiana Anish Kapoor.