La Biennale
Storia della Biennale di Venezia
Dal dopoguerra alla riforma del 1973 (1948-1973)
1948
Torna l'Esposizione Internazionale d'Arte, la prima del dopoguerra e del dopo-fascismo, con una grande mostra di carattere riassuntivo. Il Segretario Generale, lo storico dell'arte Rodolfo Pallucchini, riparte dagli Impressionisti (proposti da Roberto Longhi) e da moltissimi protagonisti dell'arte contemporanea (Chagall, Klee, Braque, Delvaux, Ensor, Magritte). Retrospettiva di Picasso presentata da Guttuso. Pallucchini invita Peggy Guggenheim a esporre la sua celeberrima collezione newyorkese, che poi si insidierà a Ca' Venier dei Leoni e diventerà uno dei patrimoni della Venezia moderna. Mostra del cinema: Gran Premio Internazionale a Hamlet di Laurence Olivier.
1948-54
Con Pallucchini le Esposizioni d'Arte conquistano un ruolo di osservatorio sull'arte contemporanea e sull'avanguardia. Premiati Braque (1948), Matisse (1950), Dufy (1952), Ernst e Arp (1954). Nel 1950 il Padiglione americano presenta opere di Pollock, Gorky e, per la prima volta, De Kooning (nel 1954 ritornò con 27 dipinti). Alexander Calder, nel 1952, è il primo grande artista americano a vincere il Gran Premio di scultura.
1949
Ampliamento e sistemazione definitiva dell'Arena al Lido. Viene istituito il Leone di San Marco, poi Leone d'oro, assegnato a Manon di Henri-Georges Clouzot.
1951
Il Governo nomina il nuovo Consiglio d'amministrazione, il primo del dopoguerra. Mostra del Cinema: Leone d'oro a Rashomon di Akira Kurosawa, che rivela in Occidente il cinema giapponese. Viene reintrodotto il Premio Volpi che dall'anno successivo si chiamerà di nuovo Coppa Volpi. A vincerlo sono Jean Gabin e Vivien Leigh. Al Festival di Musica, prima rappresentazione assoluta di The Rake's Progress di Igor Stravinskij.