la Biennale di Venezia
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Cinema


Orizzonti

Jia Zhangke (Cina) - Presidente
Regista, produttore e scrittore, nasce nel 1970 a Fengyang, nella provincia cinese dello Shanxi, e nel 1993 frequenta l’Accademia del cinema di Pechino. Nel 1998 realizza Xiao Wu, il suo primo lungometraggio, vincendo il Wolfgang Prize e il Netpac Award al Forum del 48. Festival internazionale del cinema di Berlino. Sull’onda di questo successo Jia realizza tre lungometraggi che riscuotono grandi acclamazioni a livello internazionale: Zhantai, presentato in concorso alla Mostra di Venezia nel 2000; Ren Xiao Yao; presentato in concorso al Festival di Cannes due anni dopo; e Shijie, presentato in concorso alla Mostra di Venezia nel 2004. Nel 2006 il suo Sanxia haoren riceve il Leone d’Oro alla 63. Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia. In seguito, nel 2007, il suo Wuyong è insignito del Premio per il miglior documentario nella sezione Orizzonti alla Mostra di Venezia; seguono En shi si cheng ji (2008, in concorso a Cannes) e Hai Shang Chuan qi (2010, presentato a Cannes nella sezione Un Certain Regard). Nel 2010 Jia Zhangke è premiato con il Pardo d’onore al 63. Festival del cinema di Locarno, il più giovane cineasta di sempre a ricevere tale riconoscimento.


Stuart Comer (Gran Bretagna)
È il curatore della sezione film della Tate Modern di Londra, si occupa delle opere video e cinematografiche della collezione Tate, gestisce il programma Tate Film, è fra i curatori della stagione inaugurale degli Oil Tanks della Tate Modern del 2012 e organizza un ampio programma di proiezioni, performance, incontri e seminari incentrati su questioni culturali d’attualità e sulla storia del cinema e del video d’arte. Ha curato il volume Film and Video Art (2009) e ha pubblicato articoli su numerosi periodici (“Artforum“, “Frieze“, “Afterall“, “Mousse“, “Parkett“, “Art Review“); inoltre, ha scritto saggi per cataloghi su artisti quali Burr, Fraser, Hockney, Lamelas, Lockhart, Morrisroe, Van Der Pol e Wearing. Alcuni tra i suoi più recenti progetti curatoriali indipendenti: “Andy, as you know I am writing a movie...“ presso il Beirut Art Center, “An American Family“ al CASCO di Utrecht e al Kunstverein di Monaco di Baviera e “Double Lunar Trouble“ presso la Whitechapel Art Gallery di Londra, oltre al contributo curatoriale fornito per la Biennale di Lione del 2007. Comer ha preso parte a simposi, conferenze e manifestazioni svoltisi in numerose sedi a livello internazionale ed è stato membro della giuria del Sutherland Trophy del BFI durante il 50. Times BFI London Film Festival del 2006, della giuria internazionale del 52. Festival internazionale del cortometraggio di Oberhausen del 2006 e delle giurie del primo premio Derek Jarman per film e video d’arte nel 2008, e del primo Magic of Persia Contemporary Art Prize nel 2009.


Odile Decq (Francia)
Nata negli anni ’50, Odile Decq apre uno studio di architettura subito dopo il conseguimento della laurea presso l’Ecole de la Villette e mentre ancora studia Scienze politiche a Parigi, dove nel 1979 porta a termine un corso di specializzazione in urbanistica. La fama internazionale non attende molto ad arrivare, e già nel 1990 Decq riceve la prima commessa importante: la Banque Populaire de l’Ouest a Rennes. I numerosi premi e le pubblicazioni con cui l’edificio si distingue mettono in rilievo la nascita di una nuova speranza originata direttamente dalla ribellione punk che rovescia tutte le vecchie convenzioni. Mettendo in discussione la commessa, l’uso, la materia, il corpo, la tecnica e il gusto, l’architettura di “Odile Decq Benoît Cornette“ getta sul mondo odierno uno sguardo paradossale, tenero e severo insieme. Lo studio riceve un Leone d’Oro a Venezia nel 1996. Dal 1998, restata sola dopo la morte di Cornette, Odile Decq tiene fede al proprio atteggiamento combattente diversificando e radicalizzando la sua ricerca. Nel 2010 l’artista ha portato a termine il MACRO di Roma e il ristorante dell’Opéra Garnier di Parigi, recentemente inaugurato. Nel 2012 saranno completati il FRAC (Fonds Regional d’Art Contemporain) di Rennes e la sede centrale di GL Events a Lione. Nel 2007 Odile Decq è stata eletta direttrice dell’Ecole Spéciale d’Architecture di Parigi e da allora si divide tra il lavoro per lo studio professionale e la scuola, che sta organizzando e sviluppando a livelli internazionali.


Marianne Khoury (Egitto)
Nata e residente al Cairo, produce e dirige film che coinvolgono il pubblico a livello intimo in modo da fargli condividere la sua passione per il confronto con temi controversi quali l’identità, la memoria, l’emarginazione e l’esclusione sociale. Khoury ha diretto il suo primo documentario, Zaman Laura (The Times of Laura) nel 1999, e quindi, nel 2002, ’Ashiqaat al-Cinema (Women Who Loved Cinema), ricevendo per entrambi i riconoscimenti della critica per aver esplorato le opere pionieristiche realizzate da donne rinnegate nell’Egitto di quasi un secolo fa. Il film Zelal ha ottenuto il plauso della critica, è entrato in concorso alla 67. Mostra di Venezia ed è stato insignito del premio FIPRESCI al Festival del cinema di Dubai. Khoury è stata attratta dal mondo del cinema subito dopo la laurea. In effetti, dal 1984 la cineasta è socia dirigente della Misr International Films (Youssef Chahine & Co.) e ha partecipato come produttrice esecutiva a una vasta serie di coproduzioni dirette dall’importante regista Youssef Chahine: Weda’an Bonapart, Al-yawn al-Sadis, Iskanderija, kaman ove kaman, Al-qahira menauwwara bi Ahlaha, El akhar, Skoot Hansawwar e Heya Fawda. Al momento Khoury sta producendo il progetto Shéhérazade di Heba Yousri. Membro della giuria in svariati festival internazionali e fondatrice di Cinemania, Khoury è membro della commissione del centro del cinema egiziano (maggio 2011). Il suo progetto attuale è dedicato allo sviluppo e alla produzione di film realizzati da talenti egiziani emergenti.


Jacopo Quadri (Italia)
Nasce a Milano nel 1964. La sua carriera di montatore cinematografico comprende oltre 50 lungometraggi e documentari ambientati in Italia, Francia, Germania, Argentina, Brasile e Cina. Ha montato gli ultimi film di Bernardo Bertolucci e tutti quelli di Mario Martone, fin dall’esordio di quest’ultimo a inizio anni ‘90 con Morte di un matematico napoletano che vinse il Gran Premio della Giuria alla 49. Mostra di Venezia. Nel corso degli anni, Quadri presenta i suoi lavori a Venezia in più occasioni, come Escoriandoli nel 1996 e Ovosodo di Paolo Virzì nel 1997, vincitore del Premio Speciale della Giuria. Poi è la volta di Statici, una serie di cortometraggi diretti dallo stesso Quadri, presentati a Venezia e al festival di Rotterdam, e La terra trema, un documentario di archive footage codiretto con Mario Martone e presentato a Venezia nel 1998. Nel 1999 Diciassette anni di Zang Yuan, montato da Quadri, vince a Venezia il Leone alla regia. L’anno seguente presenta Marisa, un cortometraggio come regista. Negli ultimi anni ha montato Garage Olimpo di Marco Bechis, The Triumph of Love (2001) di Clare Peploe, The Dreamers (2003) di Bernardo Bertolucci, Birdwatchers (2008) di Marco Bechis e molti altri. Nel 2008 torna a Venezia con Below Sea Level di Gianfranco Rosi, vincitore del Gran Premio Orizzonti per il miglior documentario e del premio Doc/It. Lo scorso anno, di nuovo con il regista Gianfranco Rosi, ha presentato a Orizzonti El Sicario – Room 164 e, in concorso, Noi credevamo di Mario Martone.