la Biennale di Venezia
Main Visual Sezione Cinema (new)

Cinema


Intervento del Direttore della 69. Mostra
Alberto Barbera

“È ormai assodato che la funzione principale di un festival sia quella di scegliere che cosa si possa e si debba vedere all’interno della smisurata massa cieca della produzione”. Lungi dal voler smentire l’affermazione, che ha buoni motivi per essere ritenuta veritiera, credo di dover aggiungere qualche considerazione. Non tanto a margine, però, se è vero che una delle ragioni che mi hanno spinto a tornare al servizio della Mostra veneziana, volge lo sguardo – strabicamente – in altra direzione. Né mi riferisco alle possibili chiose che pure andrebbero fatte sulla residua libertà di scelta dei direttori di festival, sempre più condizionati da altre logiche e altri discorsi che non so se abbia ancora senso definire paracinematografici o extracinematografici, visto il peso crescente che le logiche di marketing e le strategie (oscuramente? irrazionalmente? se ne potrebbe discutere a lungo) stabilite dai responsabili di prodotto delle Majors o dai Sales Agents (sempre più invasivi) assumono nei confronti del destino di un film, delle modalità di promozione, dei percorsi di lancio e di uscita. Che, anche questo va detto, tendono progressivamente a prescindere dagli appuntamenti fissati dai calendari festivalieri, spesso ignorandoli del tutto o evitandoli accuratamente.

Mi riferisco invece al fatto che di assodato sembra esserci piuttosto - o anche - la diffusa consapevolezza che i festival non possano più limitarsi ad essere il luogo di una scelta auspicabilmente oculata. Finestre, cioè, per quanto selettive e criticamente orientate, sulla produzione di un dato momento o periodo storico. Ma debbano invece ripensare il proprio ruolo, in funzione dei cambiamenti in atto in quella che, in mancanza di meglio, si continua a chiamare l’industria culturale. Venezia, che in rapporto ad altri era cambiata sinora di meno, si sta invece attrezzando per i mutamenti più significativi.

In primo luogo, rinnovando profondamente le proprie strutture in un progetto di rifacimento che riguarderà nei prossimi due o tre anni tutti gli edifici, le sale di proiezione, gli spazi di accoglienza e le infrastrutture logistiche, da troppo tempo rimaste identiche a se stesse.

In secondo luogo, dotandosi di un vero e proprio Film Market, indispensabile contraltare e completamento commerciale alla natura prevalentemente artistica della Mostra (giustamente rivendicata sin dal suo nome originale), ma senza il quale il festival sarebbe destinato sempre più ad apparire come un’anatra zoppa in un contesto di grandi appuntamenti festivalieri capaci di coniugare quelle che da sempre sono le due anime inscindibili del cinema.

Dando vita, infine, a un laboratorio permanente per la formazione e il sostegno di giovani talenti emergenti che a Venezia troveranno non solo una residenza temporanea e dei tutors in grado di affiancarli nel processo di sviluppo di un loro progetto cinematografico, ma le condizioni economiche per poterlo realizzare e presentare, infine, alla Mostra dell’anno successivo. Un progetto ambizioso denominato Biennale College - Cinema, che ci auguriamo possa vincere la scommessa insita nell’unicità del suo approccio, per assumere un ruolo crescente nel contesto delle proposte che il festival di Venezia rivolge ai suoi interlocutori privilegiati di tutto il mondo. Che si sia riusciti in poco più di sei mesi di lavoro non dico a realizzare ma almeno a dar forma e avvio a tutti questi progetti, il cui sviluppo compiuto richiederà tempi assai più lunghi, rappresenta di per sé uno di quei piccoli miracoli di cui solo la Biennale sembra possedere il segreto.

Qualche parola, infine, su quella che si definisce la linea editoriale di questa edizione, più snella sia nel numero dei film ammessi in Concorso sia in Orizzonti, che torna tra l’altro ad assumere la sua fisionomia iniziale. Accanto agli autori affermati e ai nomi attesi che certamente non mancano, la connotazione più significativa riguarda il numero elevato di registi meno noti e delle auspicabili ‘sorprese’. Ciascuno sarà libero, a Mostra conclusa, di fare le proprie valutazioni. Ma se questa edizione sarà servita a far conoscere un po’ meglio qualche autore rimasto sinora confinato nel proprio Paese o nel circuito limitato di alcuni festival specializzati; se, ancor di più, avrà rivelato registi ignorati e cinematografie giovani provenienti da aree geografiche pressoché prive di una tradizione filmica consolidata, allora si potrà dire che non solo si è reso un buon servizio al prestigio di un’istituzione che vanta trascorsi invidiabili in questo senso, ma si è riaffermato con forza il principio che un festival non può accontentarsi di essere una passerella di celebrità (ancorché autoriali) ma deve la sua principale ragione d’essere alla capacità di proporsi come uno scandaglio lanciato a sondare le profondità di un universo di cui troppo spesso si conosce solo la superficie.

C’è un’ultima novità, che sostituisce le tradizionali retrospettive per cui la Mostra era giustamente celebre. Accanto alla preziosa selezione di film restaurati provenienti dall’Archivio Storico delle Arti Contemporanee della Biennale per celebrare gli ottanta anni della Mostra, l’inedita sezione che prende il nome di Venezia Classici - riconoscendo fin dal titolo il debito nei confronti della meritoria creazione del festival di Cannes - altro non fa che sottolineare la crescente importanza e popolarità delle operazioni intese a salvaguardare l’enorme patrimonio cinematografico, rendendo omaggio ai molti che dedicano risorse e competenze a restaurare i classici del secolo scorso. Serve a far conoscere ai giovani (che perlopiù li ignorano), film straordinari riportati allo splendore di partenza e proiettati nelle miglior condizioni possibili. Tanto per ricordare che il cinema, anche quello ‘vecchio’, va visto sul grande schermo, e che senza il passato non ci sarebbe neppure il futuro del cinema.

Alberto Barbera
71. Mostra
Tutte le informazioni sull'edizione 2014, dal 27 agosto al 6 settembre
Biennale College - Cinema
I 3 lungometraggi dell’edizione 2013/2014 presentati alla 71. Mostra
Lido in Mostra
Servizi e agevolazioni per il pubblico, i giovani e gli accreditati