la Biennale di Venezia
Main Visual Sezione Cinema (new)

Cinema


69. Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica

Direttore: Alberto Barbera

29 agosto > 8 settembre 2012

Proiezione Speciale

CONVITTO FALCONE - PASQUALE SCIMECA
Tutte le sezioni »
 
Sinossi
Antonio ha appena undici anni, quando, grazie a una borsa di studio, lascia la sua casa in un piccolo paese delle Madonie per andare a studiare al Convitto Nazionale “Giovanni Falcone” di Palermo. Ma Antonio soffre molto lontano da casa e per questo assume un atteggiamento svogliato e scostante. Invano, il professore Carella cerca di coinvolgerlo nelle attività del giornalino che prepara per la commemorazione dell’anniversario della strage di Capaci. Durante l’anno scolastico viene organizzato un torneo di calcio e Antonio decide di truccare la partita decisiva, ricattando il suo amico Salvatore, che di quella partita sarà l’arbitro. Ma i dubbi e i rimorsi lo tormentano: è “uno dei ragazzi della scuola di Falcone”, come gli ricorda sempre il professore Carella. Come può commettere un’azione illegale proprio lì dove il giudice assassinato dalla mafi a ha frequentato le scuole elementari?
Commento del regista
Vent’anni fa morivano Giovanni Falcone e il suo amico fraterno Paolo Borsellino. Trent’anni fa morivano Carlo Alberto Dalla Chiesa e Pio La Torre. Sono nomi, ma anche simboli, vite vissute, esempi, speranze. Sono punte di diamante, acqua pura che sgorga nel deserto di valori e comportamenti che sembrano caratterizzare il nostro tempo. In un’epoca che impone come regola di buon gusto “un eguale formalismo di sentimenti e d’idee”, in un’epoca in cu la corruzione e l’ipocrisia, la retorica e i miserevoli interessi di parte, guidano il pensiero e l’azione di tutti noi, questi Uomini giusti, i cui volti si affacciano timidi dall’alto della loro grandezza, possono ancora insegnarci qualcosa. La prima cosa che fece Carlo Alberto Dalla Chiesa quando arrivò a Palermo con il suo nuovo incarico di Prefetto Antimafi a, fu quella di andare nelle scuole per parlare con i ragazzi. Ad alcuni sembrava che perdesse il suo tempo, ma in realtà stava seminando. L’ultimo atto politico di Pio La Torre fu quello di costruire un grande movimento di giovani contro la guerra. Prima di rispondere alla domanda di un giornalista che gli chiedeva perché rischiava in quel modo, ogni giorno, la propria vita, Giovanni Falcone buttò indietro la testa sulla spalliera della poltrona dov’era seduto, poi sfoderò il suo più ampio, disarmante sorriso e rispose: “Per spirito di servizio” che tradotto nel sentire comune signifi ca “Per fare il mio dovere”.