la Biennale di Venezia
Main Visual Sezione Cinema (new)

Cinema


69. Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica

Direttore: Alberto Barbera

29 agosto > 8 settembre 2012

Proiezione Speciale

OMAGGIO A SIMONE MASSI - SIMONE MASSI
Tutte le sezioni »
 
Immemoria (1995, 1’00”)
In aprile (1995, 2’00”)
Millennio (1995, 2’00”)
Racconti (1996, 2’00”)
Niente (1996, 2’30”)
Keep on! Keepin’ on! (1997, 3’00”)
Adombra (1999, 11’00”)
Pittore, aereo (2001, 4’00”)
Tengo la posizione (2001, 4’00”)
Piccola mare (2003, 4’00”)
Io so chi sono (2004, 3’00”)
La memoria dei cani (2006, 8’00”)
Nuvole, mani (2009, 8’00”)
Dell’ammazzare il maiale (2011, 6’00”)
Fare fuoco (2011, 10’)
Lieve, dilaga (2012, 1’) e Animo resistente (2012, 4’)
È un artista e un artigiano. Un “animatore resistente” che realizza i suoi fi lm completamente a mano, un disegno alla volta, in solitudine. Le sue opere parlano il linguaggio della poesia, ma nascono da un lavoro manuale quotidiano, che è insieme faticoso e minuzioso, idealmente legato alle origini contadine e operaie della sua famiglia e del luogo in cui è nato, Pergola, nelle Marche, dove ha deciso di rimanere, lontano dai rifl ettori dei media. Simone Massi, 42 anni, ha realizzato 19 fi lm in 19 anni di attività. Tutti cortometraggi, perché ci vogliono anche due anni e mezzo di lavoro per completare un fi lm di 8 minuti, al ritmo di 6-7 disegni al giorno. Ha ricevuto più di 200 riconoscimenti in festival di tutto il mondo, in 54 paesi diversi, ma il suo nome, in Italia, è ancora poco conosciuto al grande pubblico, visto che l’arte dell’animazione, nelle sue espressioni più alte e ricercate (e rigorose) rimane appannaggio di pochi esperti e appassionati. Nel 2012 gli è stato assegnato il David di Donatello per il miglior cortometraggio, Dell’ammazzare il maiale, proprio nell’anno in cui la Mostra Internazionale d’Arte Cinematografi ca di Venezia gli ha affi dato la realizzazione della sigla. Al Lido, nel 2009, era stato presentato anche uno dei suoi fi lm più lirici ed emozionanti, Nuvole, mani. Tra i più conosciuti poi ci sono Piccola mare (2003, con la voce narrante di Marco Paolini), Tengo la posizione (2001, ispirato a Pavese e alle lettere dei condannati a morte della Resistenza) e La memoria dei cani (2006), considerato uno dei capolavori dell’arte animata dell’ultimo decennio (premiato dalla critica ai festival di Zagabria e Hiroshima, vincitore a Stoccarda e a Bucarest, selezionato ad Annecy, Toronto, Sidney, Rio de Janeiro...). Ha ideato uno stile tutto suo, quello dei “graffi ”, che si presenta come un lavoro di sottrazione, in cui le fi gure emergono dalla materia incisa, scavata, e in cui è fondamentale il gioco delle luci e delle ombre, il dialogo tra i bianchi e le sfumature di grigio-nero. Ma Simone Massi ha sperimentato diverse tecniche (matita, china, gessetti colorati) a partire dal 1993, anno in cui, 23enne, approdò alla Scuola d’Arte di Urbino, che è stata fondamentale nella sua formazione. Così come sono fondamentali gli anni di lavoro come operaio, che hanno formato il suo carattere, l’abitudine alla fatica, l’etica delle cose guadagnate con il duro impegno. Il suo ultimo film, disegnato a matita, verrà presentato a Venezia in prima mondiale: si intitola Animo resistente ed è dedicato all’eccidio di Monte Sant’Angelo. Ma al Lido sarà possibile vedere anche Lieve, dilaga, realizzato sempre nel 2012, e uno straordinario inedito del 2011, Fare fuoco, ispirato a Jack London. La sigla – 300 disegni per 30 secondi di cinema (quattro mesi di lavoro) – realizzata con la tecnica dei graffi , è un omaggio al sogno del cinema (quello amato da Simone Massi), da Fellini ad Angelopoulos, da Wenders a Olmi, da Tarkovskij a Dovženko, a partire da una citazione di E la nave va (il rinoceronte 255 felliniano). Massi ha sempre lavorato in totale indipendenza, rimanendo fedele al suo cinema fatto di terra e nuvole, di cose concrete, essenziali, e volti segnati dalla fatica, di memoria e sogno, in cui trovano posto sia il mondo contadino che l’amato cinema russo e le opere di Pavese. Uno stile che riscopre il lavoro manuale (la sua dignità), e che non ha paura dei silenzi e degli “spazi vuoti” (pieni di senso). Un modo di raccontare che si realizza nella tecnica del piano sequenza e nella pratica della metamorfosi, in cui linee e forme sono in costante movimento e trasformazione, disegnando un mondo in cui tutto è misteriosamente legato.
Fabrizio Tassi

 
71. Mostra
Tutte le informazioni sull'edizione 2014, dal 27 agosto al 6 settembre
Biennale College - Cinema
I 3 lungometraggi dell’edizione 2013/2014 presentati alla 71. Mostra
Lido in Mostra
Servizi e agevolazioni per il pubblico, i giovani e gli accreditati