la Biennale di Venezia
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Cinema


Orizzonti

Pierfrancesco Favino (Italia) Presidente
Interprete duttile e versatile, Pierfrancesco Favino ha vinto quest’anno il David di Donatello come miglior attore non protagonista per il ruolo dell’anarchico Pinelli in Romanzo di una strage di Marco Tullio Giordana, e il Nastro d’Argento come migliore attore protagonista per A.C.A.B. di Stefano Sollima. Diplomato all’Accademia Nazionale d’Arte Drammatica, segue poi il corso di perfezionamento diretto da Luca Ronconi. Tra i fi lm che lo hanno messo più in evidenza: L’ultimo bacio (2000) di Gabriele Muccino, El Alamein (2002) di Enzo Monteleone. Nel 2004 è nel cast di Le chiavi di casa di Gianni Amelio, in concorso a Venezia. Seguono Romanzo criminale (2005) (David di Donatello quale miglior attore non protagonista e Nastro d’Argento quale miglior attore protagonista), La sconosciuta (2006) di Giuseppe Tornatore e Saturno contro di Ferzan Ozpetek, grazie al quale ha ottenuto alla Mostra di Venezia del 2007 il premio “Diamanti al Cinema”. Nel 2008 torna nelle sale con il film Disney The Chronicles of Narnia: Prince Caspian, con Miracle at St. Anna di Spike Lee e L’uomo che ama di Maria Sole Tognazzi. Nel 2009 partecipa a Angels & Demons di Ron Howard. Nel 2010 è protagonista di Baciami ancora di Gabriele Muccino, Cosa voglio di più di Silvio Soldini, Figli delle stelle di Lucio Pellegrini, regista con cui presenta nel 2011 La vita facile. Nella stagione 2011-2012 è sugli schermi anche con L’industriale di Giuliano Montaldo e Posti in piedi in Paradiso di Carlo Verdone.

Sandra den Hamer
(Olanda)
Sandra den Hamer ha studiato cinema e teatro alla Università di Utrecht prima di lavorare per Channel Four, nel 1984. Ha iniziato la propria collaborazione con il Festival di Rotterdam nel 1986, lavorando come coordinatrice di CineMart e come produttrice, prima di diventare direttrice aggiunta del festival nel 1991. Nel luglio del 2000 viene nominata direttrice del festival, prima con Simon Field, e, dal 2004, come direttrice unica. Durante la sua collaborazione con il Festival di Rotterdam è stata anche responsabile del Hubert Bals Fund (il fondo ideato dal festival per il sostegno economico a registi provenienti da paesi emergenti) e di CineMart. Negli ultimi vent’anni ha partecipato a numerosi panel internazionali, seminari e workshop di coproduzione. È stata inoltre membro delle giurie di Fespaco (Ouagadougou, Burkina Faso), Un Certain Regard (Cannes) e il Dutch Film Festival di Utrecht. Dal 2007 è direttrice del Filmmuseum di Amsterdam. Nel 2010 il museo è stato unifi cato con l’Holland Film, istituto olandese per l’educazione cinematografi ca e la Filmbank, dando origine al Eye Film Institute Netherlands. Dall’unione è nata un’organizzazione che ha lo scopo di proteggere e promuovere il cinema olandese. Sandra den Hamer è stata nominata direttrice dell’Eye Film Institute Netherlands.

Runa Islam
(Gran Bretagna/Bangladesh)
Runa Islam è un’artista molto apprezzata originaria del Bangladesh, dove è nata nel 1970; attualmente vive e lavora a Londra. Islam ha frequentato la Rijksakademie van Beeldende Kunsten di Amsterdam e ha conseguito un M.Phil presso il Royal College of Art di Londra. La sua ricerca riguardante la produzione di particolari linguaggi visivi e concettuali si è concretizzata nella creazione di sequenze analitiche e sperimentali che mettono in luce la verità come concetto limitato e soggettivo. Le sue opere, scultoree e architettoniche, attuano non soltanto un discorso sulle forme della documentazione, ma anche dialoghi tra metodi diversi di riproduzione. Maestria, sorveglianza, percezione e ricostruzione della memoria sono formalizzate nella sua produzione visiva. I suoi lavori sono stati presentati sia in mostre personali – Moma di New York (2011), la Serpentine Gallery di Londra (2006), l’Ucla Hammer Museum di Los Angeles (2005) – sia in mostre collettive – la 29. Biennale di San Paolo del Brasile (2010), il Turner Prize alla Tate Britain (2008), Manifesta 7 e la 51. Biennale d’Arte di Venezia (2005). Alcune delle opere di Islam sono conservate in collezioni pubbliche come l’Arts Council Collection in Inghilterra, il Museum of Modern Art di New York e la Tate di Londra. Nel 2008 l’artista ha completato la lavorazione di un fi lm per conto dell’Alto Commissariato per i Diritti Umani. Prossimamente ha in programma una personale all’Arter di Istanbul e, nel 2013, la partecipazione all’11. Biennale di Sharjah.

Jason Kliot
(Usa)
Jason Kliot, produttore candidato al premio Oscar, ha al suo attivo oltre quaranta fi lm, diretti da registi di grande fama quali Jim Jarmusch, Brian De Palma, Steven Soderbergh, Miguel Arteta, Hal Hartley, Nicole Holofcener, Alex Gibney e Todd Solondz. Nel corso della sua carriera Kliot ha prodotto opere innovatrici di cineasti esordienti sostenendo, nel contempo, la visione particolare di registi già affermati. Ha prodotto progetti d’autore, successi commerciali per il grande pubblico, documentari sul teatro. I suoi fi lm hanno vinto diversi premi al Sundance Film Festival, al Festival di Berlino, al Festival di Cannes e alla Mostra del Cinema di Venezia (Leone d’Argento per la miglior regia); hanno inoltre ottenuto 25 candidature agli Independent Spirit Awards. Kliot è anche riconosciuto come fi gura di primo piano nella rivoluzione del cinema digitale. Blow Up Pictures e HDNetFilms, le avanguardistiche compagnie di produzione di fi lm in digitale da lui fondate insieme a Joana Vicente, Marc Cuban e Todd Wagner, hanno dato avvio a una nuova era di cinematografi a digitale che ha trasformato radicalmente lo scenario della produzione e distribuzione americana del fi lm indipendente. Professore aggiunto nel Graduate Film Department alla Tish School of the Arts della New York University, Kliot è anche uno dei fondatori di City Harvest, la prima associazione sorta degli Stati Uniti per il recupero del cibo.

Nadine Labaki (Libano)
Nata in Libano nel 1974, Nadine Labaki, è una delle registe più acclamate della sua generazione nel mondo arabo, famosa per aver demolito stereotipi ed essersi occupata di questioni fondamentali come la religione e il ruolo delle donne nella società in modo umoristico e poetico. Labaki è nota anche per la sua capacità di esprimere un diverso tipo di realismo scegliendo attori perlopiù non professionisti, basandosi sulle loro effettive caratteristiche umane. Si laurea in Studi audiovisivi alla Saint Joseph University di Beirut (Iesav) nel 1997, dirigendo il suo cortometraggio di laurea 11 Rue Pasteur, vincitore del Best Short Film Award alla Biennale del Cinema Arabo di Parigi. Nel 2006 dirige e interpreta Caramel, una commedia che narra le vicissitudini di cinque donne di Beirut alle prese con problemi di amore, sessualità e tradizione. Presentato in anteprima a Cannes nel 2007 (Quinzaine des Réalisateurs) è stato un successo commerciale e ha collezionato importanti premi in numerosi festival internazionali. Nel 2010 compare come interprete e dirige il suo secondo film Et maintenant on va où? che affronta in modo molto umoristico il delicato tema di un villaggio dove chiese e moschee convivono fi anco a fi anco e dove le donne cercano di trattenere i loro uomini spacconi dal cominciare una guerra di religione. Proiettato in anteprima al Festival di Cannes del 2011 nella sezione Un Certain Regard, vince numerosi premi in altri prestigiosi festival.
 
Milcho Manchevski (Usa/Macedonia)
I film diretti da Milcho Manchevski (Before the Rain, Dust, Senki e Majki) hanno vinto più di quaranta riconoscimenti internazionali, compreso il Leone d’Oro a Venezia, il premio Fipresci, l’Independent Spirit Award, una nomination all’Oscar e sono stati inclusi nei corsi di studio di diverse università. “The New York Times” ha inserito Before the Rain nella lista dei suoi migliori 1.000 film mai realizzati. Manchevski ha inoltre diretto più di cinquanta cortometraggi tra cui 1.73, Tennessee (Mtv Award come miglior video rap) e Macedonia Timeless. Ha collaborato come regista alla serie tv The Wire, della Hbo. È inoltre autore di libri e saggi, tra cui il libro post-concettualista The Ghost of My Mother e Truth and Fiction: Notes on (Exceptional) Faith in Art, che parla della fede e del rapporto tra realtà e finzione nell’opera d’arte. I suoi due libri di fotografie, Street e Five Drops of Dream, sono stati oggetto di altrettante esposizioni, al Museum of Contemporary Art e recentemente alla galleria Miyako Yoshinaga. Manchevski ha inoltre ideato e realizzato diverse performance artistiche, sia come artista solista che in quanto membro fondatore del gruppo 1AM. Vive a New York dal 1985.
 
Amir Naderi (Iran)
Fin dagli anni Settanta, Amir Naderi è una delle più influenti fi gure del nuovo cinema iraniano. La sua cultura cinematografica si sviluppa nel teatro in cui lavora da bambino. Fa il suo ingresso sulla scena internazionale con classici quali Davandeh (1985) e Aab, baab, khaak (1986), che vincono entrambi la Mongolfiera d’Oro al Festival di Nantes. Naderi è il primo importante regista iraniano a lasciare il suo paese nei tardi anni Ottanta. I suoi film americani, inimitabili nel cogliere una certa anima ormai evanescente di New York, sono presentati in prima visione al New Directors/New Films, alla Mostra del Cinema di Venezia, al Festival di Cannes, al Tribeca e al Sundance. Sound Barrier (2005) vince il Premio della Critica “Roberto Rossellini” al Festival di Roma, mentre Vegas: Based on a True Story (2008) partecipa in concorso a Venezia. Il suo ultimo lavoro, Cut, girato in Giappone, è il film d’apertura della sezione Orizzonti alla Mostra di Venezia del 2011; vince inoltre il premio per la miglior regia al 21. Japanese Professional Movie Awards. Naderi è il primo straniero a ottenere questo riconoscimento. I suoi film sono stati scelti per retrospettive da musei e festival cinematografi ci di tutto il mondo. Naderi è stato membro di giuria in vari festival e, di recente, è stato anche presidente di giuria nella sezione “Film in Concorso” del Tokyo FILMeX (2011) e all’Asian New Talent Award Competition dello Shanghai International Film Festival (2012).
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