la Biennale di Venezia
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Cinema


70. Mostra Internazionale d'Arte Cinematografica

Direttore: Alberto Barbera

28 agosto > 7 settembre 2013

Orizzonti

JE M'APPELLE HMMM... - AGNÈS B.
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Sinossi
Céline, una dodicenne fuggita di casa, si nasconde in un autotreno rosso. Qui incontra Peter, un camionista scozzese sulla quarantina. Lungo le strade percorse, durante le soste e negli incontri di quel viaggio Céline vive per la prima volta, con leggerezza e fiducia, i veri momenti dell’infanzia. Vuole vedere tutto, scoprire tutto. Peter diventa l’amico dei suoi sogni e a questa adolescente ferita l’uomo offre la possibilità di avere infine una vita normale.
1 settembre 12:00 - Sala Grande 2 settembre 12:45 - PalaBiennale ORIZZONTI Je m'appelle Hmmm... di Agnès B. - Francia, 120'
v.o. francese, inglese - s/t Italian
Douglas Gordon, Lou-Léila Demerliac, Sylvie Testud, Jacques Bonnaffé, Marie-Christine Barrault, Jean-Pierre Kalfon, Jean-François Garreau
 
Commento della regista
Ho scritto Je m’appelle Hmmm... qualche anno fa d’impulso, tutto d’un fiato, mentre portavo avanti il mio lavoro di stilista e aspettavo il momento di realizzare le mie “cose vere”. Su “Le Monde” avevo letto un articolo su un imputato che si era ucciso nell’ufficio del giudice utilizzando un tagliacarte. Ho scelto di inventare la storia che poteva averlo portato a quel gesto di disperazione: durante una gita scolastica al mare una dodicenne che subisce regolarmente abusi sessuali da parte del padre, decide di fuggire. Questo non è un film sull’incesto, è il racconto di una fuga e delle sue conseguenze. La ragazzina scappa durante la gita al mare e si nasconde in un camion. Comincia così un viaggio di iniziazione durante il quale l’adolescente scopre quanto possano essere belle la vita, l’amicizia e l’avventura. Si tratta di un “road movie” girato in Francia, nei pressi di Bordeaux. Pur avendo una scarsa esperienza del mondo, la giovane protagonista è avventurosa: vuole vedere e scoprire tutto. Ora ha trovato un amico prezioso. Il camionista che l’ha presa a bordo, lui stesso un po’ alla deriva, un personaggio “senza futuro”. Quest’uomo comincia a provare per lei un amore sincero e felice. Sa che la ragazza non tradirà mai suo padre, al quale vuole comunque bene. E se non ha mai detto una parola è perché crede che tutti i padri siano “in quel modo”. Ho voluto fare un film contro il pregiudizio e far capire che si deve stare attenti a non dare giudizi affrettati. Si rischia di colpire il bersaglio sbagliato. Ho voluto presentare questo viaggio come un periodo “fuori dal tempo”... e ho voluto anche mostrare l’intensità dell’amore fra i due, così silenzioso, puro e limpido. Questa non è la mia storia personale, ma so di che cosa sto parlando.

 
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