la Biennale di Venezia
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Cinema


70. Mostra Internazionale d'Arte Cinematografica

Direttore: Alberto Barbera

28 agosto > 7 settembre 2013

Proiezioni Speciali

DIETRO LE QUINTE DI OTTO E ½ - GIDEON BACHMANN
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Ho conosciuto Fellini nel gennaio del 1956. Era diretto a Hollywood per gli Oscar, ma non ci arrivò mai. Invece conobbe tutti i miei amici beatnik: Alan Ginsberg, Shirley Clarke, Susan Sontag, Jonas Mekas, Robert Frank, Peter Bogdanovich. Tornato a Roma realizzò La dolce vita. Di colpo gli Stati Uniti si resero conto della sua esistenza. Quindi non mi stupii quando la rivista “Life” mi chiese di andare a Roma e di fotografarlo mentre lavorava. Poi Simon & Schuster, una grande casa editrice statunitense, mi chiese di scrivere un libro su di lui. Così nell’autunno del 1962 partii e piombai dritto nella confusione del set di . Scattai tremila foto e quarant’anni dopo ero ancora a Roma. Chiesi a Federico di raccontarmi la storia della sua vita registrandola su nastro e di permettermi di scattare foto sul set. Ero proprio così ingenuo. All’epoca non mi rendevo conto del fatto che il mio compito era irrealizzabile. Come osavo chiedere di raccontare la storia di una vita che era ben lungi dall’essere finita? In effetti sembrava che lui non sapesse che cosa fare con me, quindi mi inserì nel suo film e mi fece girare l’Italia con il mio registratore per parlare con i suoi familiari, con le sue ex ragazze, con attori con cui aveva lavorato, con i suoi collaboratori artistici. I nastri si accumulavano. Alla fine dell’impresa avevo un appartamento a Roma, avevo imparato l’italiano, ero andato a New York con Federico per la prima di . E ancora nessuna registrazione con Federico. Dopo i miei primi tre anni trascorsi in attesa a Roma, di colpo lo fece. Registrai cinque ore di intervista con lui. Il giorno dopo i nastri furono rubati. Lui non acconsentì mai più a rifarlo. Ho impiegato molti anni a capire il motivo del suo rifiuto: aveva inventato la storia della sua vita per me. E temeva che la seconda volta non sarebbe stata la stessa storia.
Gideon Bachmann
6 settembre 14:30 - Sala Pasinetti PROIEZIONI SPECIALI Dietro le quinte di Otto e ½ di Gideon Bachmann - Italia, -
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Commento dell’autore
Usavo una Minolta SR-2 (single lens reflex 35mm) che mi era stata prestata da Shirley Clarke a New York, e che all’epoca era una novità. Ma la pellicola utilizzata è ancora più interessante, perché mi servivo degli “short ends” del film di Fellini stesso, cioè gli avanzi di pellicola che rimanevano alla fine della giornata nella macchina da presa Mitchell usata da Gianni di Venanzo. Nella mia pensione a Roma, tutte le sere arrotolavo questi frammenti di film, per poterli poi utilizzare nella mia reflex. Quindi le mie foto sono state scattate sulla stessa pellicola Ilford HP-4 con la quale lavorava Federico per girare .