la Biennale di Venezia
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Cinema


70. Mostra Internazionale d'Arte Cinematografica

Direttore: Alberto Barbera

28 agosto > 7 settembre 2013

Venezia 70

CHILD OF GOD - JAMES FRANCO
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Sinossi
Ambientato in Tennessee, nella montuosa contea di Sevier, Child of God racconta la storia di Lester Ballard, uno sfrattato dal carattere violento che viene definito “un figlio di Dio, molto simile a te forse”. La sua vita è un disastroso tentativo di esistere al di fuori dell’ordine sociale. Rimasto dapprima senza i genitori e poi privato della casa, Ballard, al quale rimangono ben pochi altri legami, scende sia letteralmente sia simbolicamente al livello di un cavernicolo man mano che la sua vita sprofonda sempre più nella degenerazione e nel crimine.

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31 agosto 21:45 - Sala Grande 1 settembre 17:30 - PalaBiennale VENEZIA 70 Child of God di James Franco - Usa, 104'
v.o. inglese - s/t italiano
Scott Haze, Tim Blake Nelson, Jim Parrack
 
Commento del regista
Child of God è basato sull’omonimo romanzo di Cormac McCarthy. La figura del protagonista o antiprotagonista, Lester Ballard, si richiama anche a Ed Gein, un killer che è realmente esistito negli anni Cinquanta e che ha inoltre ispirato il libro Psycho di Robert Bloch. È affascinante notare come tre prodotti molto diversi fra loro possano derivare dalla stessa fonte. In questo progetto vedevamo la possibilità di analizzare l’isolamento estremo. Quel macabro tema sarebbe stato affrontato in maniera responsabile, ma la sua funzione principale era di mostrare, in un modo certamente intenso, che cosa significhi volersi disperatamente collegare ad altri esseri umani e non essere capaci di farlo. È stato, questo, il nostro approccio: presentare un uomo desideroso di comunicare con i morti in quanto erano i soli che non l’avrebbero rifiutato. Egli è spinto in questa terribile situazione perché è stato completamente escluso dalla società civile. Che cosa fa l’individuo quando non riesce a tenere il passo con tutti i nuovi sistemi di civilizzazione e socializzazione? Lester passa dalla fattoria alla capanna, alla caverna e, infine, a un vero e proprio vagabondaggio sotto terra. È un reietto, con il quale tuttavia possiamo, noi tutti, essere collegati. La chiave del film sta nella proposta di qualcosa che è sia intenso sia guardabile. Lester è effettivamente un killer e un individuo disturbato, in alcun modo il suo comportamento è perdonabile, ma nella sfera dell’arte un personaggio come lui può essere utilizzato per studiare ciò che c’è dentro ciascuno di noi. E, diamine, quell’uomo è perfino un po’ divertente. È un killer imbranato. Per metà Un-tranquillo-weekend-di- paura e per metà Charlot.

 
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