La Biennale di Venezia  
La Biennale di Venezia
homeCinema › 65. Mostra
65. Mostra Internazionale d'Arte Cinematografica 
Venezia 65 - Fuori concorso
 

 

Sinossi tratte dal catalogo della 65. Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica

Editore Electa

 

 

Adriano Celentano

Yuppi Du (1975)

Un musical della gioiosa rivolta contro povertà e ingiustizie sociali, morti bianche e veleni che inquinano corpi e pensieri. La storia, ispirata a un fatto di cronaca, racconta dell’apparizione di Silvia (Charlotte Rampling), creduta morta e in realtà fuggita con un ricco milanese, mentre nel frattempo suo marito Felice (Adriano Celentano) si è risposato con la dolce e bellissima Adelaide (Claudia Mori). La felicità può essere in una casa-palafitta, in un umido antro sotto un ponte piuttosto che nella vita nella sontuosa Milano dell’apparenza e dello smog. Storia di crudeltà e disillusione, con il sentimento che si fa commercio. Metafora della modernità e delle sue tentazioni. L’antidoto è Felice che riuscirà a fare dei fumi chimici, dell’avidità e degli abusi una parabola d’amore.

 

 

Domenico Modugno

Tutto è musica (1963)

Domenico Modugno, uno dei più amati cantautori italiani, racconta, con toni romanzati, la storia dei propri esordi e dei propri successi attraverso le canzoni che lo hanno reso famoso.

 

 

Tito Schipa jr.

Orfeo 9 (1975)

Un gruppo di ragazzi vive felice tra le rovine di un’antica chiesa sconsacrata, lontano dalla città che detestano. Uno di loro, Orfeo, è chiuso nella sua solitudine. Euridice risveglia il cuore assopito del giovane: i due s’innamorano all’istante. Un oscuro personaggio, ossessionato dalla felicità, s’insinua però nella coppia con un trucco diabolico separando Orfeo dalla sua amata. Il giovane si incammina così alla ricerca di Euridice, in un tormentoso viaggio dentro e fuori di sé. Orfeo 9è la prima opera rock italiana e la prima al mondo rappresentata in un teatro (Sistina, gennaio 1970). Nella pellicola (1973) tutte le canzoni sono interpretate in voce originale dal cast di giovani artisti.

 

 

Piero Tellini

Nel blu dipinto di blu (Volare) (1959)

Turi, uno scanzonato giovanotto siciliano accusato di complicità nel furto di una gioielleria, viene scagionato da una cameriera che nutre simpatia per lui. Tutto ciò provoca la gelosia di un’altra ragazza innamorata perdutamente del giovane. Nonostante le ripicche, i malintesi e le discussioni, la complicata vicenda avrà un lieto fine.

 

 

Ferran Alberich

Bajo el signo de las sombras (1984)

Tutte le immagini cinematografiche utilizzate in Bajo el signo de las sombras sono tratte da film diretti da Lorenzo Llobet Gràcia, donati dai suoi eredi alla Cineteca spagnola. Lorenzo Llobet inizia a girare nel formato 9,5 mm con una cinepresa Pathé e passa ai 16 mm negli anni Quaranta. Lo spessore cinematografico dell’opera di Llobet non sta solo nell’effettiva qualità di ciascun film, ma nella sfida tecnica ed estetica, audace per l’epoca, soprattutto in una prospettiva cineamatoriale. Bajo el signo de las sombras presenta sequenze tratte da El suicida, El valle encantado, El diablo en el valle e Manolo, vario materiale fotografico ricavato da Vida en sombras e documentazioni video girate dallo staff tecnico della Cineteca spagnola. Si è tentato di attenuare il più possibile la differenza – dovuta alla diversa provenienza – tra il materiale cinematografico, così come la qualità della calibrazione del colore, ma sempre con l’obiettivo di realizzare un lavoro omogeneo e ottimale. Bajo el signo de las sombras vuole essere un prologo a Vida en sombras di Lorenzo Llobet Gràcia. Non pretendiamo di spiegare chi è stato Llobet Gràcia, ma di raccontare alcuni avvenimenti che lo coinvolsero prima, durante e dopo le riprese del suo unico film commerciale, o “professionale”, per usare la terminologia dei cineamatori. Non si tratta di una biografia ma della cronaca di fatti – non del tutto certi – presentati così come ne siamo venuti a conoscenza: frammenti di conversazioni con la moglie Beatriz Sans o con chi lo frequentava condividendone le passioni (Carlos Serrano de Osma e Delmiro de Caralt), immagini di alcuni dei suoi film definiti amatoriali, delle riprese di Vida en sombras, di coloro che allora lo circondavano e delle persone alle quali voleva bene. Forse un giorno potrà essere mostrata una versione definitiva di un film che si chiama Vida en sombras. Si potrà trovare un negativo che si era perduto, degli appunti che chiariranno definitivamente qual era il film a cui Llobet Gràcia pensava. A quel punto potremmo forse persino raccontarlo, se non mostrarlo. Quello che di certo non potremo raccontare è chi è stato Llobet Gràcia. Si potranno aggiungere nuovi dati che aiuteranno a precisare che cos’è successo. Ma una vita non si può raccontare, né racchiudere nei limiti di un film.











 
 
 
 
 
 
la Biennale di Venezia © 2007 - tutti i contenuti del sito sono coperti da copyright   Credits