Sinossi tratte dal catalogo della 65. Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica
Editore Electa
Youssef Chahine
Bab el-hadid (1958)
Un classico, un film elegante e ricco di suspense del regista Youssef Chahine, ambientato nella caotica stazione del Cairo. Una storia sulle fatali conseguenze di un’attrazione sessuale non corrisposta. Lo zoppo Kinawi (interpretato da Chahine stesso) è un venditore di giornali attratto da Hanuma (Hind Rostrom), una sensuale venditrice di bibite, fidanzata di Abu Sri (Farid Shawqi), il nerboruto capo dei facchini. L’azione si svolge in un’unica giornata in cui l’archetipico triangolo amoroso sfocia in un rifiuto e nella nascita della pericolosa ossessione di Kinawi. Le vite dei protagonisti si dipanano in una serie di eventi drammatici sullo sfondo dell’eterna stazione del Cairo.
Vittorio De Sica
Ladri di biciclette (1948)
Nel secondo dopoguerra trovare lavoro è un’impresa davvero difficile. Dopo essere stato a lungo disoccupato, Antonio Ricci, padre di famiglia, riesce a trovare un’occupazione come attacchino. Grazie all’aiuto della moglie riesce a recuperare la sua bicicletta, indispensabile per recarsi ad appendere i manifesti per la città. Il primo giorno di lavoro però gli rubano la bicicletta, indispensabile per il nuovo lavoro. Dopo un vano inseguimento e l’inutile denuncia alla polizia, padre e figlio vanno insieme alla disperata ricerca della bicicletta incontrando tra la gente solidarietà, indifferenza o aperta ostilità.
Lorenzo Llobet Gràcia
Vida en sombras (1948)
In un padiglione di “fotografia animata” di una fiera, il quattordicenne autore di un film amatoriale Carlos Durán, diventa cameraman professionista e si sposa con Ana dopo averle dichiarato il suo amore durante una proiezione al Coliseum di Romeo e Giulietta, di Cukor. Quando scoppia la guerra civile spagnola si assenta da casa per fare delle riprese e al ritorno trova la moglie morta. Fugge dai suoi rimorsi impegnandosi come reporter in prima linea al fronte. Anni dopo, nella pensione di Barcellona nella quale vive, conosce Clara che lo aiuta a superare i suoi traumi grazie a una proiezione di Rebecca.
Masahiro Makino
Ketto Takadanobaba (1937)
Yasubei Horibe (Tsumasaburo Bando), un tempo parte dei Quarantasette Samurai del Chushingura, sopravvive spendendo soldi in combattimenti e bevute, senza prestare ascolto ai consigli e alle parole dello zio Rokurozaemon Sugano. La sua vita è confinata ai margini della città di Edu e sembra crollare verso un inesorabile declino. Un giorno viene informato che la vita del suo caro zio è in pericolo, minacciata da spregiudicati criminali. Il suo orgoglio di guerriero si risveglia e Yasubei Horibe si precipita a salvare lo zio...
Pier Paolo Pasolini, Giuseppe Bertolucci
La rabbia di Pasolini
1963. I cinegiornali Mondo libero di Gastone Ferranti e i materiali reperiti in Cecoslovacchia, Unione Sovietica e Inghilterra diventano per Pier Paolo Pasolini la base per dare vita a un’analisi lirica e polemica dei fenomeni e dei conflitti, sociali e politici, del mondo moderno, con un commento diviso fra una «voce in poesia» (Giorgio Bassani) e una «voce in prosa» (Renato Guttuso). Mentre Pasolini è al lavoro in moviola il produttore decide di trasformare il film in un’opera a quattro mani, affidandone una parte a Giovannino Guareschi, secondo lo schema giornalistico del «visto da destra visto da sinistra». Pasolini reagisce con irritazione a quella collaborazione forzata, ma alla fine accetta e rinuncia alla prima parte del film per lasciare spazio all’episodio di Guareschi.
2008. Dopo tanti anni ci sembrava interessante (e una forma di risarcimento dovuto) provare a restituire all’opera di Pasolini i connotati dell’originale. Partendo dal testo del poeta e dalla collezione di Mondo libero abbiamo lavorato alla ricostruzione (o meglio alla “simulazione”) della prima parte mancante e la presentiamo al pubblico di oggi.