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65. Mostra Internazionale d'Arte Cinematografica 
Orizzonti
 

 

Sinossi tratte dal catalogo della 65. Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica

Editore Electa

 

 

Francis Xavier Pasion

Jay

Jay, un insegnante gay, viene brutalmente ucciso in quello che sembra essere un omicidio a sfondo sessuale. Prima ancora che la famiglia ne venga a conoscenza, un produttore televisivo – di nome Jay, come la vittima – fa irruzione in casa con una troupe per documentare lo shock e il dolore dei familiari. Il produttore li convince ad autorizzare le riprese della veglia funebre e del funerale per la messa in onda in un “reality show” che, a suo dire, aiuterà a far emergere la verità sul delitto, a scovare l’assassino e a consegnarlo alla giustizia. Diviene presto chiaro però che ciò che lui intende per “verità” ha molto a che fare con la capacità di intrattenimento delle immagini e con le aspettative del pubblico televisivo. Abile orchestratore di questo “reality show” è l’omonimo della vittima, il “giornalista” che sa che “verità” è tutto ciò che funziona in video. La conoscenza diretta del mondo della televisione guida Francis Xavier Pasion nella sua satira incisiva che, per i suoi toni talmente eccessivi e sfacciati, non può che lasciar trasparire un po’ di verità su certi modi di fare giornalismo. Ma Jay – con la sua mise-en-abîme di una realtà che si dissolve nell’infinita serie di immagini televisive e viceversa – è anche una riflessione sulle modalità con cui il terzo mondo viene spettacolarizzato e su come il pubblico a casa voglia un intrattenimento folle quanto la vita reale.

 

 

Eugenio Polgovsky

Los Herederos

In Messico i bambini cominciano presto a lavorare nei campi. Los Herederos è un viaggio nelle loro vite e nella loro quotidiana lotta per la sopravvivenza, così simile a quella dei loro antenati. Una generazione dopo l’altra imprigionata in un circolo infinito di povertà senza scampo.

 

 

Marco Pontecorvo

PA-RA-DA

La storia vera del clown francoalgerino Miloud Oukili dal suo arrivo in Romania nel 1992, poco più che ventenne, tre anni dopo la fine della dittatura di Ceausescu, all’incontro con i bambini dei tombini, i cosiddetti «boskettari». Bande di giovani vivono come randagi dormendo nei sotterranei di Bucarest e sopravvivono con furtarelli, accattonaggio e prostituzione. Miloud coltiva il folle sogno di entrare in contatto con questi ragazzi induriti dalla loro drammatica esperienza di vita (fatta di scontri, violenze, lutti, pedofilia e droga) e di portare nelle loro esistenze la speranza. Attraverso le attività clownesche, la condivisione di tragedie, osteggiato da funzionari corrotti, Miloud riuscirà a creare con i boskettari una vera e propria compagnia circense portando in scena lo spettacolo nella piazza principale di Bucarest e riportando alla dimensione umana degli esseri che tutti consideravano animali. Parada è il nome dell’affermato gruppo circense che, ancora oggi, porta in giro per l’Europa i propri spettacoli, che vogliono essere un messaggio di amicizia, solidarietà e speranza.

 

 

Gianfranco Rosi

Below Sea Level

In una terra di nessuno, a 40 metri sotto il livello del mare, in una base militare dismessa a 250 chilometri a Sud Est di Los Angeles, vive un gruppo di persone ai confini del mondo, senza elettricità, senza acqua, senza polizia, senza governo. In questo vasto deserto si depositano e conservano tutti i detriti – fisici e mentali – dei nostri tempi, mantenuti intatti dall’aria arida del deserto. Chi vive qui non ha rifiutato la società, le convenzioni, la “normalità”, ma ciascuno, per circostanze diverse, si è trovato “fuori”. È la nuova povertà.

 

 

Andreï Schtakleff, Jonathan Le Fourn

L’Exil et le Royaume

Sulle colline dell’Impero alcuni vanno a pescare, altri ad amoreggiare. Il tempo vola, e una sigaretta dopo l’altra reinventiamo il mondo. Quando c’è bel tempo dall’altra parte, riusciamo a vedere il paradiso perduto. Che sia un miraggio? Attraversiamo le strade della città, gridiamo per non sentirci soli e in preda alla paura, apriamo il minuscolo appartamentino per accogliere tutto il mondo circostante, collaboriamo e sabotiamo. Camminiamo, parliamo. Alcuni salgono, altri scendono. È bello anche se non ci riusciamo. Cerchiamo di far cessare il bisogno di stare insieme. Un ex ferroviere che naufraga nella Storia, un insegnante che vaga nella notte sulle tracce della polizia, un afgano che cerca un nascondiglio, due ragazzi disoccupati, un oste baffuto e le sue donne eritree... Attraversano sentieri, si evitano uno con l’altro; le loro traettorie definiscono uno spazio in cui la realtà deve essere ancora inventata, in un mondo in rovina. È giunto il momento per noi di diventare irragionevoli: il mondo intero sta passando per Calais.


Emily Tang

Wanmei Shenhuo

Le strade di due donne si incrociano in un momento cruciale delle loro vite. Sono molto diverse e non si conoscono, ma il loro passato e il loro futuro potrebbero avere molto in comune. La povera ventunenne Li vive in una triste cittadina industriale della Cina del nordest, ma un giorno incontra un uomo disabile che le chiede aiuto per trasportare un quadro nella lontana Shenzhen a sud verso Hong Kong. Finalmente Li ha l’occasione di andarsene e vedere il mondo. Sebbene perda presto la fiducia nelle labili promesse dell’uomo, la donna non vuole tornare a casa e affronta la dura vita a Shenzhen. Jenny incontra Li all’angolo di una strada di Shenzhen. Jenny sta divorziando e ha inspiegabilmente deciso di lasciare la sua vita a Hong Kong, quella vita che aveva sempre sognato e per la quale aveva tanto combattuto.











 
 
 
 
 
 
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