Questo sito usa cookie tecnici e cookie di profilazione, anche di terze parti, al fine di rendere più rapido e migliore il suo utilizzo e per inviarti messaggi pubblicitari in linea con le preferenze da te manifestate durante la navigazione.
Se vuoi saperne di più o modificare le impostazioni del tuo browser relativamente ai cookies, fino ad eventualmente escluderne l’installazione, premi qui.
Proseguendo la navigazione acconsenti all'uso dei cookie.



la Biennale di Venezia
Main Visual Sezione Cinema STORIA

Cinema


70 Registi per Venezia 70

- ABBAS KIAROSTAMI
Tutte le sezioni »
 

Biografia
Nato a Teheran nel 1940, Kiarostami è uno dei massimi artisti iraniani contemporanei nelle vesti di regista, sceneggiatore, poeta, pittore e scultore. Dopo la laurea all’Università di Belle Arti di Teheran, lavora come pubblicitario e illustratore di libri per bambini. Debutta dietro la macchina da presa con una serie di cortometraggi in bianco e nero, uno dei quali, Nan va koutcheh (Pane e strada), viene presentato proprio a Venezia nel 1972. Diventa uno dei registi più attivi nell’ambito del documentario didattico iraniano: il suo cinema avrà spesso al centro il mondo dell’infanzia. Non a caso il protagonista del suo primo lungometraggio Mossafer (Il viaggiatore, 1974) è un bimbo di dieci anni che s’ingegna per assistere a una partita di calico a Teheran. Tra I suoi titoli vanno ricordati Gozaresh (1977), storia di un funzionario del Ministero delle Finanze accusato di prendere tangenti e col matrimonio in crisi; Dov’è la casa del nuo amico? (1987), che nel 1989 vince il Premio della Giuria al Festival di Locarno, Sotto gli ulivi (1994), presentato al Festival di Cannes; Tickets (2005), film collettivo in tre episodi diretti da Kiarostami, Ken Loach ed Ermanno Olmi; Copia conforme (2010), girato in Toscana (Premio alla Miglior Interpretazione Femminile a Juliette Binoche al Festival di Cannes 2010). Kiarostami è stato più volte fra I protagonisti della Mostra: nel 1995 è membro della giuria del concorso ufficiale presieduta da Guglielmo Biraghi, l’anno dopo torna, a sua volta in concorso, con Il sapore della ciliegia (che nel 1997 vincerà la Palma d’Oro a Cannes). Il 1999 è invece l’anno di un importante riconoscimento a Venezia: Le vent nous emportera (Il vento ci porterà via) vince il Gran Premio della Giuria. Nel 2001 partecipa alla Biennale Arte con l’opera fotografica Hazan. Nel 2008 è ancora alla Mostra, fuori concorso, con lo sperimentale Shirin, in cui centoquattordici famose attrici iraniane di cinema e di teatro, insieme a Juliette Binoche, guardano silenziose la rappresentazione teatrale dell’antico poema persiano Khosrow e Shirin, messo in scena da Kiarostami stesso. L'allestimento però non è visibile allo spettatore cinematografico: la storia viene raccontata dai volti delle donne che assistono alla rappresentazione. Il suo ultimo film Qualcuno da amare (2012), ambientato a Tokio, è stato presentato in concorso al Festival di Cannes.
 
FILM PRESENTATI A VENEZIA:
1972 – Nan va koutcheh (Pane e strada) – Mostra Internazionale del Film Documentario e Cortometraggio (regia)
1996 – Ta’m-e-gilass (Il sapore della ciliegia) – In concorso (regia, sceneggiatura, soggetto)
1999 – Le vent nous emportera (Il vento ci porterà via) – In concorso (regia, sceneggiatura)
1999 – Volte sempre, abbas! – Nuovi territori (soggetto)
2008 – Shirin – Fuori concorso (regia)

PREMI:
1999 – Le vent nous emportera (Il vento ci porterà via) – Gran Premio della Giuria

PRESENZE IN GIURIA:
1995 – Giuria del Concorso Ufficiale

 



70 Registi per Venezia 70