la Biennale di Venezia
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Danza


Emanuel Gat Dance (Francia)

24 e 25 giugno ore 20.00
Teatro Piccolo Arsenale
Brilliant Corners
coreografia, luci, colonna sonora Emanuel Gat
con Hérvé Chaussard, Amala Dianor, Andrea Hackl, Fiona Jopp, Pansun Kim, Michael Lohr, Philippe Mesia, Genevieve Osborne, François Przybylski, Rindra Rasoaveloson
direzione tecnica Samson Milcent
una commissione La Biennale di Venezia, Dance Umbrella (Londra), Dansens Hus (Stoccolma) nell’ambito del progetto Enparts – European Network of Performing Arts
con il supporto del Programma Cultura dell’Unione Europea
in coproduzione Festival Montpellier Danse 2011, Sadler’s Wells, deSingel
 
Emanuel Gat Dance ringrazia per il supporto SAN Ouest-Provence, Conseil Général des Bouches du Rhône, DRAC PACA-ministère de la Culture e BNP-Paribas Foundation.
 
Considerato un purista della danza, in cui spicca tutta la sensualità e la fisicità del movimento, l’israeliano Emanuel Gat è oggi uno dei maggiori coreografi della scena internazionale. Il suo nuovo spettacolo, Brilliant Corners, sull’arte effimera della danza, che nasce muore e sempre si rinnova nello spazio circoscritto di un gesto, debutterà in prima mondiale a Venezia il 24 giugno al Teatro Piccolo Arsenale (replica il 25 giugno). Lo spettacolo nasce nell’ambito del programma European Network of Performing Arts che la Biennale promuove e condivide, per la danza, con il festival Dance Umbrella di Londra e il centro Dansen Hus di Stoccolma.
 
Fare danza così come Thelonious Monk componeva musica. Brilliant Corners nasce con questa ambizione, richiamando proprio nel titolo l’omonimo album che il grande pianista americano pubblicò nel 1957 e che divenne una delle pietre miliari della storia del jazz.
 
“Il Jazz è la mia avventura. Cerco sempre nuovi accordi, nuovi modi di sincopare, nuove figure, nuovi percorsi. Come usare diversamente le note. È tutto qui. Smplicemente usare diversamente le note” così scriveva Monk, autore di uno degli standard più celebri della musica jazz, Round Midnight. Anche Emanuel Gat pensa alla coreografia come ad un processo di continua scoperta ed elaborazione di strutture, un modo di comporre che cerca di trarre l’armonia dall’apparente dissonanza degli elementi che la costituiscono. Del grande ed enigmatico compositore, Emanuel Gat infatti non utilizza le musiche, che quindi nello spettacolo non ci saranno, ma ne assume a modello la ricerca creativa. Lo spettacolo diventa così un modo per parlare di danza, per mettere in luce il modo stesso in cui la scrittura coreografica prende forma e si evolve attraverso le dinamiche dei danzatori.
 
“È nella chiarezza e nella semplicità di un quadrato di luce ben definito che si dispiega un organismo coreografico in perenne mutamento creato da dieci danzatori. Quasi un’esplosione simultanea di idee, Brilliant Corners funziona come un sismografo dell’attività coreografica, traccia le sue strutture evanescenti e le sue molteplici prospettive. Regole e meccanismi si creano e si confrontano immediatamente con le aspettative, mettendo in luce sia la fragilità dell’istante coreografico che la sua bruciante rilevanza.
Come quando si versa la pittura nell’acqua, ed emerge un disegno in costante mutamento. Una struttura complessa a quattro dimensioni di eventi cinetici, fatta di infiniti strati ritmici e melodici che si compongono nello spazio e nel tempo in elaborati contrappunti. Brilliant Corners si fonda sull’intima fiducia nella capacità del processo coreografico di inventare strutture che posseggono una verità fondamentale” (E. Gat).
 
Nato in Israele nel 1969, Emanuel Gat si unisce all’età di 23 anni alla compagnia Liat Dror Nir Ben Gal con cui fa torunée internazionali. La sua carriera solista ha inizio nel 1994 quando crea il suo primo assolo, Four Dances, su musiche di Bach. Nei dieci anni successivi intensifica la sua attività di coreografo creando pezzi come Al-Kuds (1996/98) con il musicista Mariano Weinstein, autore anche dei testi, Kasha (1999), un duetto di cui Gat è autore anche delle musiche, Good Year (2000), un pezzo per 9 danzatori commissionato dalla Kibbutz Dance Company di cui firma anche la colonna sonora, Two Stupid Dogs (2002), un lavoro per 5 danzatori in collaborazione con il gruppo arabo MWR, commissionato dal Festival Israeli/Jerusalem. Dopo aver presentato i suoi lavori anche all’estero ed aver vinto premi e borse di studio, nel 2004 Gat fonda la compagnia che porta il suo nome. Da allora 6 sono i pezzi che coreografa esclusivamente per la sua compagnia e che fanno il giro del mondo: Winter Voyage, The Rite of Spring (con cui ottiene un Bessie Aaward nel 2006), K626, 3for2007 (My Favourite things, un assolo su musiche di Coltrane, Petit torn de dança, un duetto su musiche medievali francesi, through the center…, per 8 danzatori con la musica elettronica degli Squarepusher).
 
Nel 2007 Gat si trasferisce in Francia e stabilisce la sua compagnia a Istres, Ouest Provence, dove resta in residenza per 3 anni. Qui crea Silent Ballet, un pezzo senza musica per 8 danzatori, presentato al Festival di Montpellier. Nel 2009 è invitato dal Corpo di ballo dell’Opèra di Parigi a creare una coreografia per 13 danzatrici. Dello stesso anno è Winter Variations, un duetto con Roy Assaf, che ha debuttato all’American Dance Festival, per poi essere presentato a Montpellier Danse e al Lincoln Center Festival.