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la Biennale di Venezia
Main Visual Sezione Danza (new)

Danza

Intervento di Virgilio Sieni

Direttore del settore Danza

L’intento di Biennale College Danza è quello di aprire a una riflessione fondante sul corpo, inteso come cammino dell’uomo alla scoperta della sua funzione. La danza mette in luce non tanto il legame con il passato, ma la natura stessa dell’uomo, dell’esistente: un’archeologia del sé, che fonda sulle stratificazioni del tempo la consapevolezza di essere contemporanei al proprio tempo.
La danza ci informa, ci coglie in quest’atto: non essere coincidenti ai contemporanei, ma intuire il tempo del contemporaneo, ponendosi come momento inaspettato e, allo stesso tempo, ospitale, di tutte quelle esperienze che colgono l’uomo e le comunità nell’atto trasfigurante e necessario del corpo.
 
Il progetto triennale Abitare il mondo - trasmissione e pratiche 2013 > 2015 sarà improntato sul senso della trasmissione ponendo la danza al centro di un dialogo intenso, teso ad aprire la ricerca dei linguaggi del corpo alle questioni del mondo contemporaneo.
 
Ci rivolgeremo con continuità alla formazione, aprendo il campo alla creazione di luoghi in cui i danzatori e i coreografi incontreranno maestri, studiosi, artisti, filosofi e saranno invitati a condurre delle esperienze inedite anche con anziani, donne e uomini, bambini, non vedenti e intere comunità.
 
Un triennio che, di volta in volta, si aprirà al pubblico attraverso cicli di visioni e spettacoli secondo un sistema di adiacenza tra le arti. Il progetto triennale include il 9. Festival Internazionale nel 2014, pensato come un articolato sistema di dialoghi tra le culture del mondo; il Festival proporrà cicli di esperienze e spettacoli presentati come dittici e polifonie: spazi adiacenti che ospiteranno il dialogo tra la danza contemporanea e le altre arti, l'antropologia e la filosofia.
 
Oltre ai numerosi percorsi rivolti a giovani danzatori che intendono approfondire e sviluppare il processo di studio verso la creazione, una particolare attenzione verrà rivolta ai ragazzi tra i 10 e i 15 anni, attraverso lo sviluppo di una serie di esperienze nell’intento di creare uno spazio oggi necessario e a loro destinato.
 
Biennale College Danza avrà il compito di praticare il senso dell’apertura, indicando la capacità del gesto di abitare i luoghi, facendoli apparire come una rinnovata carta geografica che inviterà gli artisti e il pubblico a una frequentazione fatta di cammini nella città. Il triennio sarà fondato su un dialogo continuo tra interno e esterno, tra il fuori rappresentato dai campi e dalle calli e il dentro degli spazi.
 
A ogni pratica di formazione verrà destinato uno spazio ricercato, al fine di dar luogo a un processo di composizione e creazione che porterà tutti i percorsi ad aprirsi al pubblico attraverso prove e spettacoli che, dislocati in un articolato sistema di luoghi, lasceranno immaginare l'esistenza di un corpo organico, di una polis che prenderà forma tra campi e calli, palazzi e teatri, paesaggi e scorci.
 
Ogni coreografo, giovane o affermato, sarà chiamato a condurre un ciclo di esperienze rivolto al senso di trasmissione, sviluppando una prassi di analogie e adiacenze in relazione con gli altri ambiti artistici, in particolar modo con la musica e l’arte.
 
Nel 2013 daremo vita a sette pratiche diversificate, in cui l’incontro tra coreografi, danzatori, artisti, musicisti, studiosi e filosofi produrrà un ciclo di eventi e spettacoli che verranno presentati negli ultimi tre giorni di giugno (28, 29 e 30).
 
Ogni giorno si assisterà a un passaggio che porta da una dimensione intima a una dimensione corale: dai luoghi appena macchiati dalla luce dell'imbrunire, come accadrà per Prima danza, progetto a cura di giovani coreografi che si confronteranno con la musicalità degli spazi, ai campi che ospiteranno Agorà di persone, cori di madri e figli, danzatori con anziani…
 
Venezia pone questioni urgenti, che vanno oltre il senso di polis, di civitas, di metropoli, di territorio e paesaggio: si tratta di questioni legate all'antropologia della frequentazione, a una rinnovata energia dell'uomo che guarda alla trasmissione, all'abitare i luoghi e all'essere attraversati dall'esperienza.