la Biennale di Venezia
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Danza


Arsenale della Danza (Italia)

26 - 27 maggio ore 20.00
Teatro alle Tese - Arsenale
Oxygen (2010) [prima assoluta]
ideazione e coreografia Ismael Ivo
musiche Arvo Pärt e John Adams
eseguite dal vivo dall'Orchestra di Padova e del Veneto diretta da Maffeo Scarpis
scene e costumi Marcel Kaskeline
con Jessica Bova, Ivelice Brown, Antonino Casile, Ariella Maria Casu, Francesco Colaleo, Laura De Nicolao, Sandra Français, Valeria Galluccio, Jan Jamrich, Roberto Lazzari, Isabella Legato, Chiara Montalbani, Gioia Maria Morisco, Andrea Orlandi, Amandine Petit, Stella Picariello, Claudio Pisa, Stefano Roveda, Teresa Santos, Hema Sundari Vellaluru, Marta Lastowska, Pavel Zhukov
produzione La Biennale di Venezia - Settore Danza
 
Saranno i 20 danzatori dell’Arsenale della Danza – provenienti da Italia, India, Venezuela, Portogallo, Francia, Polonia, Slovacchia – cui si aggiungono due dello scorso anno, a inaugurare il 26 e il 27 maggio al Teatro alle Tese il 7. Festival Internazionale di Danza Contemporanea con Oxygen, la nuova creazione di Ismael Ivo.
 
Hanno tutti una formazione di qualità alle spalle – dal Laban alla Royal Dance Academy di Londra fino alla Broadway Dance Academy; hanno spesso completato i loro studi di danza con altre discipline, come il teatro, il canto, le arti circensi, quelle marziali e così via. Ma soprattutto, che siano italiani, slovacchi, russi o francesi, gli studi e le esperienze lavorative hanno portato questi giovani danzatori in tutto il mondo.
 
Jessica Bova (Torino, 19 anni), Marta Bozena Wallner (polacca residente in Austria, 29 anni), Ivelice Brown (Caracas, 29 anni), Antonino Casile (Reggio Calabria, 24 anni), Ariella Casu (Sassari, 20 anni), Francesco Colaleo (Napoli, 21 anni), Laura De Nicolao (Padova, 26 anni), Sandra Français (Aix-en-Povence, 22 anni), Ján Jamrich (slovacco, 25 anni), Roberto Lazzari (brasiliano naturalizzato italiano, 18 anni), Isabella Legato (Torino, 23 anni), Chiara Montalbani (Bologna, 25 anni), Gioia Maria Morisco (Urbino, 26 anni), Andrea Orlandi (Bergamo, 23 anni), Amandine Petit (francese nata in Germania, 21 anni), Stella Picariello (Reggio Emilia, 21 anni), Claudio Pisa (Napoli, 22 anni), Teresa Santos (Oporto, 24 anni), Hema Sundari Vellaluru (Bangalore, 25 anni), Pavel Zhukov (Mosca, 30 anni) sono stati selezionati da Ismael Ivo per l’Arsenale della Danza, il corso di perfezionamento nella danza contemporanea istituito dalla Biennale di Venezia lo scorso anno. A loro si sono aggiunti Valeria Galluccio e Stefano Roveda, danzatori meritevoli provenienti dal primo anno di anno di attività. La produzione di Oxygen, che conclude la sessione di studi e inaugura contemporaneamente il Festival di Danza, è così occasione per misurare le loro capacità e sperimentare la loro creatività su una scena rigorosamente professionale.
 
Dopo The Waste Land dello scorso anno, un grido che si leva da una terra sempre più desolata, Ivo si ispira all’attività più naturale e necessaria dell’uomo, il respiro. Complice le musiche rarefatte di Arvo Pärt, messe quasi in contrapposizione al ritmo pulsante del tessuto sonoro di John Adams, tutte eseguite dal vivo dall’Orchestra di Padova e del Veneto, Ivo declina con Oxygen le sue personali variazioni sul tema dell’aria.
 
“Fai un respiro profondo e inala una buona quantità di aria. Trattienila per tre secondi. Preparati a un’immersione immaginaria. Mentre espiri l’aria, rilassati e abbandona il corpo come se stessi per perdere l’equilibrio. Quando sei sul punto di cadere, fai un passo. È l’occasione per un nuovo inizio. Una sorta di risveglio.
L’ossigeno è connesso alla percezione fisica del nostro corpo. Provoca un contatto tutto interiore, che scatena sentimenti e sensazioni. L’ossigeno è la risorsa essenziale e necessaria alla sopravvivenza dell’uomo. È fondamentalmente attraverso il respiro che si risvegliano e si sviluppano sentimenti ed emozioni. L’arte della danza dipende da questa capacità del corpo umano di inspirare ed espirare producendo movimenti, cambiando ritmo e dinamica. La danza sposta una massa d’aria e questo spazio viene occupato da movimenti che poi misteriosamente scompaiono. È una comunicazione affascinante, suggestiva, che crea un momento di comunione con gli spettatori. Uno slancio magico, una sorta di afflato e di sensazione che si propaga da una persona all’altra veicolando messaggi di amore, paura, pudore. La danza è un laboratorio di emozioni umane e di immaginazione condivisa”.
(Ismael Ivo)