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la Biennale di Venezia
Main Visual Sezione Danza (new)

Danza

Grado Zero

Biennale Danza

30 marzo > 30 giugno 2009

Compagnia dell'Accademia Nazionale di Danza di Roma

Sabato 27 giugno ore 21.00
Domenica 28 giugno ore 20.00
Teatro Piccolo Arsenale
La Compagnia dell’Accademia Nazionale di Danza di Roma

INCIPIT
 
With astonishment I note the dog (revisited) - prima assoluta
coreografia Robyn Orlin
musica e regia del suono Luigi Ceccarelli e Alessandro Cipriani
video Letizia Renzini
costumi Eva Coen
disegno luci Vincent Longuemare
Omaggio di Pina Bausch a La Compagnia
dallo spettacolo Nefes (2003) un solo di Cristiana Morganti
musica Mattew Herbert
rielaborazione del costume Eva Coen
disegno luci Vincent Longuemare
Da ora in poi - prima assoluta
coreografia Jacopo Godani     
musica Ulrich Müller e Siegfried Rössert - 48 Nord
costumi Eva Coen
disegno luci Vincent Longuemare        
 
con i danzatori della Compagnia dell’Accademia Nazionale di Danza di Roma - Alessio Attanasio, Matteo Carvone, Anna Fingerhuth, Ekaterine Giorgadze, Jiri Kalfar, Francesco Arduino Leone, Teresa Marcaida, Roberta Pisu, Ilenia Romano, Noemi Valente, Antonia Zagel
produzione Fondazione dell’Accademia Nazionale di Danza, La Biennale di Venezia
con il contributo del Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e in collaborazione con AMAT e Civitanova Danza
 
Nel luglio del 2008 ha preso il via il progetto dell’Accademia Nazionale di Danza di Roma, diretta da Margherita Parrilla, volto a costituire una compagnia di danza internazionale. Undici elementi formano il neonato gruppo, ideato con la supervisione artistica di Pina Bausch. Lo spettacolo inaugurale, dopo un anno di intenso percorso formativo, debutta a Venezia per la Biennale. Si intitola significativamente Incipit e vuole essere il manifesto della versatilità dei danzatori e della molteplicità del pensiero coreografico che costruirà la storia del gruppo.
A comporre la serata, infatti, è un trittico coreografico rappresentato da artisti di personalità assai diversa: apre With astonishment I note the dog (revisited), a firma di Robyn Orlin, artista fra le più controverse e provocatorie, che ha ridisegnato la coreografia e l'arte performativa del Sudafrica, svelando e stigmatizzando, attraverso la sua opera, la realtà contraddittoria del suo Paese e diventando nota al mondo intero; segue Pina Bausch con il suo personale omaggio all’idea affidando alla compagnia e a Cristiana Morganti, danzatrice del Wuppertal Tanztheater, l’elaborazione di un assolo tratto da uno dei suoi ultimi capolavori, Nefes (2003); infine una creazione originale, Da ora in poi, dell’italiano Jacopo Godani, danzatore solista del Ballet Frankfurt di Forsythe e coreografo per le maggiori compagnie europee, dal Rotterdamse Dansgroep al Royal Ballet Covent Garden di Londra, dal Nederlands Dans Theater 2 alla Compañía Nacional de Danza di Madrid.
 
Lo spettacolo che Pina Bausch ha creato nel 2003 si chiama Nefes, che in lingua turca significa "respiro". E’ nato sulla base delle impressioni che la compagnia del Tanztheater raccolse durante un intenso soggiorno di tre settimane nella splendida città di Istanbul. Anche l'assolo di Cristiana Morganti, dunque, si inspira alle atmosfere, alle immagini e alle esperienze vissute in questa città unica e misteriosa.
Cristiana Morganti racconta: "Ho cercato di rispondere alle domande di Pina cogliendo lo spirito, l'allegria e la spigliata voglia di comunicare delle persone che avevo incontrato ad Istanbul, uno spirito molto simile a quello che si respira nel centro-sud d'Italia. La gioia di vivere, la buona cucina, il piacere della seduzione come gioco per passare il tempo e quella sana pigrizia dei paesi del sud, sono tutti elementi che ho tentato di far passare nella mia scelta di movimento. Ricordo che avevo creato molte sequenze che contenevano dei giri, delle "pirouettes", era successo senza che me ne fossi accorta. Fu Pina, guardando il mio materiale che me lo fece notare e che mi propose di scegliere proprio "il giro" come tema da sviluppare, come motivo ricorrente per il mio assolo".
Il risultato è un assolo solare e brillante, velocissimo, ricco di dettagli, in cui la danzatrice con ironia lascia partecipare il pubblico alla sua gioia di danzare.
Cristiana Morganti
 
 “Storicamente il cane ha avuto molte connotazioni...... Dalle rappresentazioni fedeli delle loro caratteristiche più realistiche a forme molto stilizzate nelle decorazioni e negli ornamenti che sono quasi irriconoscibili ma ancora significativi....... il simbolismo cambia da un secolo all’altro e da un continente all’altro....... Così ho scelto di parlare di alcuni di questi diversi aspetti..... Una sorta di riflessione collettiva....... Quando ho cominciato a lavorare allo spettacolo, c’era appena stato il terremoto in Italia, a L’Aquila....... Le prime immagini diffuse ritraevano le squadre dei soccorritori con i cani mentre cercavano la vita in mezzo alle macerie..... Mi sono ricordata perché, quando portavo il mio cane al corso di addestramento, mi sembrava di essere a un corso di danza..... così come ogni danzatore mi ricordava un certo tipo di cane...... Cani “senzatetto”...... cani “religiosi”..... cani “artisti”...... cani “danzanti”...... e come ogni volta che scrivo ‘cane’ questa parola può essere sostituita con ‘essere umano’...... Le libere associazioni sono state moltissime, così come è stato per i miei collaboratori, danzatori molto coinvolti in questo spettacolo...... Come spero sarà per il pubblico.....”
Robyn Orlin