la Biennale di Venezia
Main Visual Sezione Danza (new)

Danza


Grado Zero

Biennale Danza

30 marzo > 30 giugno 2009

Premio per la Giovane Danza d'Autore della Regione del Veneto 2009


Giovedì 25 giugno ore 22.00
Teatro Piccolo Arsenale
Premio per la Giovane Danza d’Autore della Regione del Veneto 2009
Ex
coreografia e interpretazione Giuliana Urciuoli
video Alessandro Amaducci
Ci vuole il fiore
coreografia e interpretazione Alberto Cacopardi
luci e costumi Alberto Cacopardi e Evarossella Biolo
musica George Winston
Plastikraum
coreografia e interpretazione Marianna Batelli e Alessandro Rossi
suono e luci Marcello Batelli
A corpo libero… ma non troppo!
coreografia e interpretazione Silvia Gribaudi
suono Mauro Fiorin
luci David Napolin Casagrande
Kalsh
coreografia e interpretazione Francesca Foscarini
luci e musica Simone Sonda
trucco Milly Cuman
 
con il sostegno di Operaestate Festival Veneto, Arteven – Circuito Teatrale Regionale, Regione del Veneto, in collaborazione con Anticorpi XL Network
 
Promosso da Operaestate Festival Veneto e da Arteven - Circuito Teatrale Regionale con la Regione del Veneto, il Premio per la Giovane Danza d’Autore nasce dall’esperienza sviluppata in Emilia Romagna dalla Associazione Cantieri Danza e dalla rete Anticorpi, che raccolgono, sostengono e coordinano rassegne, festival e residenze creative dedicate alla danza contemporanea.
Cinque giovani autori della Regione del Veneto, dopo una selezione fra moltissimi candidati, sono stati accompagnati da gennaio a giugno in un percorso di formazione sulla ricerca e sulla coreografia che si conclude ora con la presentazione a Venezia delle loro creazioni originali davanti a una giuria internazionale. In giuria figurano: Eddie Nixon (Direttore artistico di The Place, Londra), Louise Seibaek (Direttore artistico di Dansescenen, Copenhagen), Katja Werner (Direttore di Ballet Tanz), Gemma Di Tullio (Anticorpi XL – Teatro Pubblico Pugliese), Amy Gale (Direttore artistico di Dansateliers, Rotterdam), Susanne Franco (Docente di Storia della Danza). La migliore opera presentata vincerà il Premio Giovane Danza d’Autore. In concorso Marianna Batelli e Alessandro Rossi da Belluno, Francesca Foscarini da Vicenza, Alberto Cacopardi da Padova, Silvia Gribaudi da Venezia, e Giuliana Urciuoli da Verona.
 
Ex è uno studio sulla trasformazione e sull’evoluzione, sul passaggio in diversi luoghi che appartengono all’essere, attraversato da mutevoli nature, che come un’energia lo percorrono spingendo dall’interno e diventando scheletro, linfa, stelo, corpo: natura primigenia, vegetale, animale, digitale e che pure appartiene al nostro trovarci in vita.
Spesso la trasformazione degli esseri viventi ed il ricambio cellulare non sono processi graduali: avvengono con passaggi bruschi interrotti da attimi di quiete e silenzio… e così è per la percezione che abbiamo di questa stessa metamorfosi.
In scena un corpo solo costruisce trame di interazione con le immagini videoproiettate sulla pelle. 
Giuliana Urciuoli
 
Giuliana Urciuoli (Verona)
Laureata in Discipline delle Arti, Musica, Spettacolo - D.A.M.S. Teatro - presso l’Università di Bologna, approfondisce lo studio della danza contemporanea con Luisa Casiraghi, Raffaella Giordano, Carolyn Carlson, Ivan Wolfe, Nigel Charnok, Josef Nadj, Vim Wandekeybus, Malou Airaudo.
Entra a far parte della Compagnia La Biennale di Venezia diretta da Carolyn Carlson ed è solista del Szeged Contemporary Dance Company presso il Teatro Nazionale di Szeged in Ungheria.
Danza in numerosi festival internazionali e collabora con diversi coreografi: Juronics Tamàs, Roberto Galvan, Itzik Galili, Amir Kolben, Ben Craft, Vera Sander, Piet Rogie.
 
In Ci vuole il fiore inizialmente vi è un corpo, disteso al suolo, che lascia tutto il suo peso alla terra.
Nasce la danza con il movimento che porta alla scoperta delle ossa, dei muscoli e della pelle. Un po’ come un cucciolo di uomo che si trasforma scoprendo il contatto con la terra, come se fosse il ventre materno, ascolta l’aria che entra ed esce dalla bocca con tutto ciò che porta... respirando diventa uomo, si accorge del cielo, nella posizione eretta, guarda l’orizzonte… ed ecco che è cominciato, un passo dopo l’altro, un viaggio che dopo tutto avrà una sua fine.
Il lavoro nasce da una esplorazione della sfera istintuale: una volta ero bambino, adesso ho una elevata capacità di articolare ragionamenti complessi, che talvolta rischiano di essere una gabbia. Con la danza cerco di stupirmi delle cose come se fosse sempre la prima e l’ultima volta che le vivo, tocco la terra, guardo lontano… L’immaginazione è uno strumento che abbiamo per creare, per trasformare le cose, gli stati d’animo (dell’anima), è un grande atto di libertà, che ci permette di vivere o rivivere le esperienze umane profonde, come la nascita e la morte. Io sono un uomo ed ho immaginato, danzando, di essere una donna che sente suo figlio nella pancia. Alla fine, disteso, scopro il corpo… un bambino che danza nel ventre materno.
Alberto Cacopardi
 
Alberto Cacopardi (Padova)
La sua esperienza artistica parte dal teatro di strada; poi si avvicina al movimento del corpo interessandosi di danza contemporanea e arti marziali.
Nel 2002 si diploma presso la Scuola internazionale di creazione teatrale Kiklos, diretta da Giovanni Fusetti, dove segue il percorso di formazione teatrale di Jaques Lecoq.       
Nel corso della sua formazione incontra: Jean Daniel Frichter, Maja Stromarg, Yoshi Oida, Tapa Sudana e Norman Tailor. Nel 2005 Atsushi Takenouchi lo introduce alla danza Butoh, da cui rimane affascinato per l’esplorazione sensibile del mondo esterno ed interno all’interprete. Nel 2004 entra nella compagnia Il balletto civile, diretta da Michela Lucenti, partecipando a I topi e Kecuptroiane. In seguito fonda assieme ad Evarossella Biolo la compagnia Manonuda Teatro (Padova), con cui sperimenta un proprio linguaggio.
 
Plastiktraum è una creazione di teatrodanza che trae ispirazione dal romanzo Doppio sogno di Arthur Schnitzler. Dopo il debutto di Traumnovelle, sempre ispirato a Doppio sogno, il lavoro sui due personaggi si evolve e si estremizza, creando in scena figure "plastificate", "maschere acustiche", immutabili simboli di incomunicabilità. Continua la ricerca sul tema del doppio, del rapporto uomo-donna e della loro psiche: in scena due partner in bilico tra verità e menzogna, tra mondo onirico e mondo quotidiano e il silenzio, il non suono, simbolo dei segreti e delle cose non dette, taciute e inconfessabili che convivono con la realtà quotidiana di una coppia. In primo piano vi è il problema dell’incomunicabilità, che viene a turbare l’equilibrio di un rapporto consolidato. Con un linguaggio corporeo scarno e lineare si disegnano sulla scena situazioni sospese, diverse e in contrasto tra loro, che si esplicano con lo stile scenico estetico ed essenziale del teatrodanza. La crisi di entrambi i personaggi si sviluppa parallelamente e confonde reale e surreale, mentre quella della tranquilla famiglia borghese è solo una maschera illusoria che nasconde un groviglio di dubbi, angosce e desideri repressi che sospendono i personaggi in bilico tra comprensione e incomprensione, tra conscio e inconscio. La facciata inganna, la realtà è un paravento illusorio e costringe i protagonisti alla ricerca affannosa di una verità, che non esiste se non nel tentativo della reciproca comprensione.
Marianna Batelli
 
Marianna Batelli (1979, Belluno)
Laureata in Lettere Moderne, studia danza classica e si perfeziona nello stile moderno-contemporaneo seguendo corsi con Wanda Moretti, L. Pulin, G. Carbone, Lindsay Kemp, Giorgio Rossi, Misha Van Hoecke, Larrio Ekson, Cesare Ronconi, Mauro Bigonzetti. In Francia studia danza contemporanea e teatrodanza con, fra gli altri, Carolyn Carlson. Approfondisce il genere Teatrodanza con Michele Abbondanza e Antonella Bertoni, con cui partecipa dal 2005 al 2007 a due progetti performativi. Dal 1999 insegna danza moderna e contemporanea. Nel 2004 fonda la Compagnia Atelier Gruppo Danza, con la quale crea coreografie originali. Il suo ultimo lavoro di teatrodanza è ospite alla 12° e 13° edizione della Biennale de la Danse di Lione e al festival Les Hivernales di Avignone.
 
Alessandro Rossi (1978, Belluno)
Perfeziona i suoi studi con S. Mitchell, G. Coullet, M. Plevin, Marco Baliani, Laura Curino, Yoshi Oida. In Francia studia danza contemporanea e teatrodanza con Carolyn Carlson, T. Fernandez, B. Pradet, B. Sajous. Approfondisce il genere Teatrodanza con Michele Abbondanza e Antonella Bertoni, con cui partecipa dal 2005 al 2007 a due progetti performativi. Come attore professionista ha recitato in numerose produzioni nazionali, in particolare nell’ambito del teatro per ragazzi. È ospite alla 12° e 13° edizione della Biennale de la Danse di Lione e al festival Les Hivernales di Avignone. Nel 2006 è semifinalista al Concorso Nazionale “Prova d’Attore”, organizzato da Tangram Teatro di Torino. È protagonista del lungometraggio Una Settimana in Concorso, presentato nell’ambito della 64. Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia.
 
A corpo libero… ma non troppo! colloca in un tempo e in uno spazio una giovane donna che scopre l’inadeguatezza che in ogni istante tenta di superare per ricercare quella libertà a cui aspira.
E’ un lavoro di movimento che attraversa la rigidità e la fluidità del corpo, approda ad una lontana femminilità e cade gioiosamente nella sua concreta realtà!
La nostra vita in origine è libera da ogni impurità e vasta come l’universo (Daisaku Ikeda).
Silvia Gribaudi
 
Silvia Gribaudi (Venezia)
Decisivo per la sua formazione è l’incontro nel 2000 con Claude Coldy, con il quale inizia un percorso di formazione in Danza Sensibile®. Nel 1998 lavora per la compagnia svizzera Rigolo Tanzendes Theater, presso la quale segue corsi di improvvisazione con Maya Brosch, di “teatro fisico” con Monica Francia, di danza Butoh con Pierpaolo Koss e partecipa allo spettacolo Balance, coreografie di Anzu Furukawa, in qualità di assistente coreografa e danzatrice. Nel 2001 è assistente alla coreografia e protagonista femminile con Luciano Padova per la compagnia Naturalis Labor nel duetto 2, Rue des pommes (Coproduzione Abano Danza Festival, Oriente Occidente Festival, Bassano Operaestate Festival). Dal 2004 al 2007 lavora con Vasco Mirandola in spettacoli comici e crea performance di danza urbana. Nel 2008 viene selezionata per la Vetrina della giovane danza d'autore di Ravenna e selezionata in eXpLo 2008 all’interno di Anticorpi eXpLo - Tracce di giovane danza d’autore - con lo spettacolo UNATTIMO di cui è autrice ed interprete.
 
Kalsh nasce dalla riflessione intorno all’idea di “abbandono” e come questa condizione si traduce al corpo e al suo movimento. Abbandono come rinuncia, cedimento, non resistenza, riduzione della presa sul mondo e il conseguente sprofondare al suolo.
In contrapposizione a questa condizione, torna forte la volontà di rialzare quel corpo che sembra aver dimenticato la posizione eretta, ma che conserva la memoria di un livore e una condanna da sputare al momento giusto.
Kalsh, da Kalashnikov. Un’arma che rende combattente anche una scimmia.
Francesca Foscarini

Francesca Foscarini
(1982, Bassano del Grappa, Vicenza)
Studia danza classica, moderna e contemporanea. Inizia la sua esperienza professionale con la Compagnia Aldes di Roberto Castello (2000-2003), nelle creazioni Biosculture e Il migliore dei mondi possibili (Premio Ubu 2003). Successivamente partecipa a “The Project” (2004-2007) – Opera Estate Festival, dove incontra e prende parte a performance con Ronit Ziv, Elisabeth Lea, Sara Wiktorowicz, Rachel Prische e Iris Erez. Nel 2007 come danzatrice è coinvolta nel progetto europeo “The migrant body” promosso e sostenuto da Opera Estate Veneto e Cultura 2000 e prende parte alle residenze coreografiche presso: National Dance Center Bucharest con Sacha Steenk, Merseysie Dance Iniziative Studios a Liverpool con Sonia Brunelli, Teatro Astra di Bassano del Grappa con Florin Fieroiu.
Nel 2008 continua la sua collaborazione con Sonia Brunelli nella creazione A NNN A e nello stesso anno Sara Wiktorowicz crea per lei l’assolo Grandmother. Importanti anche le esperienze di teatro per ragazzi: danza per ULLALA’ Teatro Animazione in Storia di una gabbianella e di un gatto e in Storia di una sirenetta.
 
Quarto palcoscenico
Video e fotogallery
Biennale College - Teatro
Nove laboratori dal 30 luglio al 10 agosto 2014
Biennale Musica 2014
20 > 21 settembre, 3 > 12 ottobre 2014