la Biennale di Venezia


Danza

Attività 2010 dell'Arsenale della Danza

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al via il 18 gennaio la prima masterclass in programma
15 | 01 | 2010

un centro di alta formazione nella danza contemporanea

L’Arsenale della Danza avvia le attività 2010 del Settore Danza della Biennale di Venezia diretto da Ismael Ivo: lunedì 18 gennaio inizia la prima masterclass in programma, condotta dalla coreografa statunitense Francesca Harper, per sei anni interprete principale del Ballett Frankfurt di William Forsythe.
 
Nato dalla volontà di incentivare le energie creative delle nuove generazioni, l’Arsenale della Danza, a un anno dalla sua istituzione, precisa la sua fisionomia come centro di alta formazione nella danza contemporanea e spazio polifunzionale di produzione artistica, un cantiere di lavoro aperto al confronto tra la danza e le altre discipline - dal teatro alle arti visive e all’architettura, dalla drammaturgia alla scenografia - dove i giovani selezionati provenienti da Venezia, dal Veneto e da tutto il mondo diventano attori del processo di creazione coreografica in tutti i suoi aspetti, fino al confronto finale con il pubblico internazionale della Biennale.
 
Il primo anno di vita dell’Arsenale della Danza si era concluso con il successo di The Waste Land, una coreografia del direttore Ismael Ivo. In linea di continuità con l’esperienza passata, tre fra i più meritevoli danzatori dello scorso anno si uniscono ai nuovi in occasione della realizzazione di Aria, lo spettacolo di Ismael Ivo che concluderà l’Arsenale della Danza del 2010 e che inaugurerà allo stesso tempo il 7. Festival Internazionale di Danza Contemporanea il 26 maggio.
 
Un segno di riconoscimento del lavoro svolto arriva con il Premio Danzainfiera – L’Italia che danza, conferito quest’anno a Ismael Ivo (nel 2009 era stato attribuito a Luciana Savignano) in qualità di Direttore del Settore Danza della Biennale di Venezia per “lo straordinario contributo alla cultura e alla formazione nel panorama contemporaneo, grazie ai progetti promossi dalla Biennale Danza come l’Arsenale della Danza, Grado zero, Choreographic Collision”.
 
L’attività dell’Arsenale della Danza, programmato nell’arco di una sessione annuale (18 gennaio > 27 maggio), sviluppa sistematicamente una serie di appuntamenti intitolati Open doors: a conclusione di ogni ciclo di masterclass in programma, ci saranno dimostrazioni e lezioni aperte al pubblico, tutte realizzate nella sede del Teatro Piccolo Arsenale. Ma quest’anno l’Arsenale della Danza uscirà dal teatro con happening dove lo spazio urbano diventa occasione di esperienza artistica, sviluppo di idee, laboratorio di ricerca, e andrà anche oltre Venezia, attraverso un secondo ciclo di appuntamenti intitolato Out doors, frutto di residenze coreografiche con altre istituzioni e festival.
In questo percorso la Biennale di Venezia ha attivato infatti una rete di scambi e collaborazioni con quelle realtà che operano nel territorio promuovendo, fra i giovani, le potenzialità del futuro. Con l’atteso sostegno della Regione del Veneto alle attività dell’Arsenale della Danza collaborano: Prospettiva Danza Teatro 2010 con il Comune di Padova, Premio Giovane Danza d’Autore con il Comune di Bassano del Grappa, l’Università IUAV di Venezia, l’Orchestra di Padova e del Veneto. È un primo nucleo di collegamenti che mira a rafforzare le realtà del territorio e che la Biennale di Venezia valorizza inserendole in un contesto di confronto nazionale e internazionale.
Altre collaborazioni sono previste con con Danzainfiera di Firenze e con Maratona della danza e il Comune di Pavia.
 
Quest’anno si svolge il 7. Festival Internazionale di Danza Contemporanea che porterà a Venezia, dal 26 maggio al 12 giugno, compagnie dal Canada e dal Québec, dall’Australia e dalla Nuova Zelanda, ma anche dagli Stati Uniti e dall’Italia. Capturing emotions è il titolo scelto dal direttore Ismael Ivo che, ricorda, “la danza è un laboratorio di emozioni e di visioni condivise”. Per la prima volta il Festival dedica uno spazio alle esperienze più innovative o che altrimenti non troverebbero visibilità con Marathon of the Unexpected, una piattaforma di novità assolute nella danza contemporanea.
 

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