La Biennale di Venezia  
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Biennale Danza  6. Festival Internazionale di Danza Contemporanea  Ballet National de Marseille (Francia) 

 

14 > 16 giugno  ore 20.00

15 giugno  ore 22.00

Teatro alle Tese – Arsenale

Ballet National de Marseille (Francia)

Métamorphoses  [prima italiana]

progetto artistico Frédéric Flamand

coreografia Frédéric Flamand e i danzatori del Ballet National de Marseille

design e costumi Humberto & Fernando Campana

con Delphine Boutet, Marion Cavaillé, Katharina Christl, Nonoka Kato, Yoshiko Kinoshita, Aurélie Luque, Valentina Pace, Marion Zurbach, Slawek Bendrat, Simon Courchel, Marcos Marco, Nathanaël Marie, Yasuyuki Endo, Vito Giotta, Anton Zvir - realizzazione scenografica Ralf Nonn - realizzazione costumi Aurélia Lyon, Nicole Murru - musiche George van Dam, Sergej Prokofiev, Walter Hus, Maurice Ravel, Biosphere, Ambre & M. Spybey, George Antheil, Igor Stravinskij, Philip Jeck & Jacob Kirkegaard, Camille Saint-Saëns, Arcangelo Corelli, Autopoieses - immagini Fabiano Spano - produzione Ballet National de Marseille - in coproduzione con Grand Théâtre de la Ville de Luxembourg, nell’ambito di Luxembourg & Grande Région – Capitale Europea della Cultura 2007, Brighton Festival (Gran Bretagna) - con il sostegno di Culturesfrance, Délégation culturelle de l’Ambassade de France, Alliance Française di Venezia

Métamorphoses

Autore che ha sviluppato il suo lavoro coreografico attraverso la relazione con artisti visivi e architetti (Fabrizio Plessi, Zaha Hadid, Diller+Scofidio, Jean Nouvel), esplorando i nuovi punti di convergenza tra la tecnica e l'emozione, Frédéric Flamand - che della Biennale Danza è stato anche direttore nel 2003 - si confronta ora con il mondo del design. Sono i fratelli brasiliani Humberto e Fernando Campana - i creatori della celebre sedia “vermelha”, composta da 500 metri di corda rossa avvolta a nido d’uccello - a progettare per la prima volta scene e costumi del nuovo spettacolo di Flamand. Celebrati in tutto il mondo per la loro particolare concezione del design, fatto di forme ibride e di materiali poveri e riciclati, i fratelli Campana sono apparsi a Flamand come i più adatti a confrontarsi con il tema delle metamorfosi ispirato alla monumentale opera di Ovidio.

 

Nelle Metamorfosi Flamand coglie il desiderio di far esplodere l’ordine classico: con la perpetua mescolanza (di umano, divino, minerale, animale, vegetale) contrapposta all’idea di purezza, con il mutare perenne delle forme in contrasto con l’idea di stabilità, con la ricchezza di un immaginario fantastico che alla sua canonizzazione oppone l’irrazionalità assoluta.

 
 
 
 
 
 
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