Square Map of Q4, ultimo titolo del coreografo spagnolo, esprime tutta la sua fascinazione per il movimento. usando la memoria come punto di partenza, Bonachela esplora il mondo dei ricordi d’infanzia, la forza con cui plasmano la nostra vita, facendo collidere un tema intimo con l’intensità del movimento fisico e con un prepotente immaginario high tech che immerge la coreografia in un diluvio di decibel.
Elemento portante dello spettacolo, la “colonna sonora” di Square Map of Q4 porta la firma di Marius de Vries - produttore e autore dei massimi successi degli ultimi tempi (Bedtime Stories e Ray of Light di Madonna), amico e collaboratore di Björk, dei Massive Attack, di Rufus Wainwright, oltre che direttore musicale del film Moulin Rouge e autore con Nellee Hooper della colonna sonora di Romeo+Juliet, entrambi i film che hanno consacrato Buz Luhrmann regista di fama mondiale.
“Con i miei collaboratori, - afferma Bonachela ripercorrendo la genesi del lavoro - ho cercato di stendere una mappa dei ricordi, dei luoghi, delle emozioni, delle sensazioni e dei colori, di tutto ciò che abbiamo provato nella nostra vita. Ognuno di noi ha poi usato questa mappa per intervenire personalmente e dare vita alla performance – danza musica e immagini video”.
Presentato due mesi fa al Southbank Centre di Londra, scrive il critico del Guardian: “Negli ultimi dieci anni, i coreografi si sono posti in prima linea nella rivoluzione digitale per testare quanto della loro umanissima forma d’arte potrà coniugarsi con le nuove tecnologie. È cosa comune oggi vedere danzatori lavorare a fianco di prodotti virtuali, o vedere corpi vivi trasformarti da video proiezioni in atomi di pixel luminescenti privi di gravità. Ma Rafael Bonachela ha trasformato la prima linea in campo di battaglia, con un pezzo in cui espone sei danzatori a una violenta tempesta di suoni e immagini high tech. In termini coreografici, Square Map of Q4 non potrebbe essere più umano, dal momento che il movimento diventa deposito di frammenti di sogni, ricordi, emozioni. A volte i danzatori di Bonachela si ripiegano in forme infantili, come se si rifugiassero in un tenero passato. Altre, sono crocefissi dal desiderio e dal tormento nel disperato tentativo di sopravvivere” (Judith Mackrell).