Rafael Bonachela si autodefinisce “a movement junkie”, un drogato del movimento, che considera alla stregua di un’attività intellettuale: e nell’esplorazione del puro movimento, infatti, trova la sua inconfondibile cifra. Il risultato è una danza incandescente che nasce dalla potenza del movimento, dove energia e forza muscolare si coniugano con una grande sensibilità emotiva.
Nato nel 1972 a La Garriga, nei pressi di Barcellona, Raphael Bonachel non ha ancora compiuto 21 anni quando entra a far parte della Rambert Dance Company, la compagnia di vocazione classico-innovativa che è stata il vivaio dei talenti che hanno fatto il balletto inglese. È con la Rambert che Bonachela resta 11 anni interpretando i lavori di alcuni dei più importanti coreografi - Merce Cunningham, Jirí Kylián, Trisha Brown, Richard Alston, Mats Ek; ed è ancora con la Rambert che matura la sua esperienza coreografica. Nella migliore tradizione, Bonachela diventa un portabandiera dell’eccellenza della formazione ballettistica inglese, di cui è coreografo associato dal 2003 al 2005.
Ma ciò che distingue e fa di Bonachela uno dei coreografi più glamorous della scena anglosassone è il sapiente mix tra coreografia d’autore e popular art. Nel 2002, a quasi 31 anni, Bonachela insegna a danzare a Kylie Minogue, la cantante pop australiana, e per lei coreografa il tour mondiale Fever. A questa esperienza seguiranno altre “interferenze” con il mondo della musica pop-rock: con Tina Turner, per il corto 21, in cui Kylie Minogue compare insieme ai Muse (regia di Tim Meara), e ancora per il video Miss Lucifer dei Primal Scream, premiato all’MtvEurope Music Awards nel 2002.