La Biennale di Venezia  
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Biennale Danza  6. Festival Internazionale di Danza Contemporanea  Stephen Petronio Dance Company (Stati Uniti) 

 

15 giugno  ore 18.00

17 giugno  ore 19.30

Teatro Malibran

Stephen Petronio Dance Company (Stati Uniti)

Beauty and the Brut  [prima italiana]

coreografia Stephen Petronio

musica originale FISCHERSPOONER mixata da Steve Stein

costumi Benjamin Cho

Bloom  [prima italiana]

coreografia Stephen Petronio

per Lucia Terzi Bagan

musica originale Rufus Wainwright

testi Lux aeterna (messa latina) e le poesie di Walt Whitman e Emily Dickinson - costumi Rachel Roy

This is the Story of a Girl in a World  [prima italiana]

coreografia Stephen Petronio

musica Antony, Lou Reed, Nico Muhly

costumi Tony Cohen, Tara Subkoff/Imitation of Christ, Michael Angel

gioielli Erickson Beamon

 

direzione artistica Stephen Petronio - produzione Stephen Petronio Dance Company - con Michael Badger, Julian De Leon, Elena Demyanenko, Davalois Fearon, Jonathan Jaffe, Mandy Kirschner, Shila Tirabassi, Amanda Wells - in collaborazione con Just in Time Art Management, Fondazione Teatro La Fenice di Venezia

Beauty and the Brut

Cresciuto sotto l’influsso della contact improvisation di Steve Paxton all’Hampshire College, poi danzatore fra i più in vista della Trisha Brown Company, quindi esponente nel miglior post modern americano, nel 1984 lo statunitense Stephen Petronio fonda la propria compagnia, subito acclamata da pubblico e critica in tutto il mondo. Il segno radicale, l’esplicito marchio di gender, l’energia aggressiva nel rigore formale, ne hanno fatto un team di culto in Europa, dove Petronio ha collaborato anche con Michael Clark. Musica, arte visiva e moda si incontrano nelle performance del coreografo, evocando paesaggi fortemente contemporanei. Musicisti come Michael Nyman, James Lavelle, Beastie Boys, Wire, Yoko Ono, Diamanda Galàs, Sheila Chandra, Peter Gordon e Lenny Pickett; artisti come Anish Kapoor, Cyndi Sherman, Donald Baechler, Stephen Hannock, Arnaldo Ferrara, Tal Yarden; stilisti come Leigh Bowery, Manolo, Yonson Pak, Paul Compitus, Tara Subkoff e Matthew Levi/Imitation of Christ e Tanya Sarne/Ghost hanno collaborato ai suoi spettacoli.

 

Così, per il trittico appena presentato al Joyce Theatre di New York e ora alla Biennale, Petronio allinea un gruppo di artisti che agiscono sulla linea di confine fra avanguardia e pop, poco tempo fa considerati underground e oggi alla ribalta nei migliori teatri e nei club newyorchesi, quando non celebrati in tutto il mondo.

 
 
 
 
 
 
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