La Biennale di Venezia  
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Biennale Danza  6. Festival Internazionale di Danza Contemporanea  Ballet Preljocaj (Francia) 

 

20 giugno  ore 20.00

21 giugno  ore 18.00

Teatro Malibran

Ballet Preljocaj (Francia)

Larmes Blanches

coreografia Angelin Preljocaj

musica Johann Sebastian Bach, Claude Balbastre, Henry Purcell

con Natacha Grimaud, Ayo Jackson, Yan Giraldou, Bruno Péré - colonna sonora Marc Krief - costumi Annick Goncalves - realizzazione costumi Le Chat Botté Costumier - luci Jacques Chatelet - produzione Compagnie Preljocaj

Eldorado (Sonntags Abschied)  [prima italiana]

coreografia Angelin Preljocaj

musica Karlheinz Stockhausen, Sonntags-Abschied

con Virginie Caussin, Caroline Finn, Céline Galli, Lorena O’Neill, Zaratiana Randrianantenaina, Nagisa Shirai, Neal Beasley, Hervé Chaussard, Damien Chevron, Craig Dawson, Davide Di Pretoro, Julien Thibault - scene e costumi Nicole Tran Ba Vang - luci Cécile Giovansili, Angelin Preljocaj - produzione Ruhrfestspiele - Recklinghausen, Festival Montpellier Danse 2007, Théâtre de la Ville (Parigi)

 

con il sostegno di Culturesfrance, Délégation culturelle de l’Ambassade de France, Alliance Française di Venezia

in collaborazione con A.T.E.R. – Associazione Teatrale Emilia Romagna, Fondazione Teatro La Fenice di Venezia

Eldorado (Sonntags-Abschied)

“Stockhausen sapeva che avevo già coreografato una sua musica, Helikopter-Streichquartett, perché avevo dovuto domandargli l’autorizzazione. Tre anni dopo, mi inviò una e-mail che mi invitava nella sua casa vicino a Colonia, dove mi fece ascoltare Sonntags-Abschied (Congedo della domenica), pezzo finale del grande ciclo musicale sui giorni della settimana. Diceva che il pezzo era perfetto per la danza e che per questo aveva pensato a me” (Angelin Preljocaj). Così è nato Eldorado, l’ultima coreografia di Preljocaj, che impone un nuovo rapporto tra musica e danza. Come dichiara lo stesso Preljocaj al Figaroscope: “La musica di Stockhausen è appassionante da coreografare, perché apre uno spazio fisico e mentale senza minimamente imporsi. Riesce a sollevarci umilmente alle sue altezze, ma per dialogare senza farci sentire sopraffatti. Lo stesso compositore tedesco aveva una grande considerazione della danza, tanto da tenere nella sua orchestra un danzatore che dirigeva come uno strumento musicale, al pari di ogni elemento dell’orchestra”.

 
 
 
 
 
 
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