“Può l’arte tornare a essere un piacere per gli occhi e la mente, un rifugio di utopia e di immaginazione, un eden di senso e sensibilità?
Visioni di un sogno, immagini oniriche si susseguono, catturano la mente, la perturbano, l’affascinano inspiegabilmente.
Il perpetuum mobile, dalla nascita all’epilogo, evolve tra fluidità e tensione, contribuendo a tracciare l’intento della mente danzante, dove l’anima si libera della materia per aleggiare in una felice vacuità.
Geometrie astratte, splendori del vano dove il corpo muta con altrettanta concentrazione che potenza.
La scenografia crea un ambiente dove il corpo è allo stesso tempo in armonia e in costante tensione.
Tutti elementi che formano un enigmatico mondo di profonda interiorità. Amplificando questo mondo interiore, l’invisible diventa visibile”.
Sono le suggestioni che al ventisettenne Mauro de Candia, premio Positano nel 2007, hanno ispirato il nuovo spettacolo, Chain of Feathers, nato dall’invito della Biennale a esprimersi coreograficamente sul tema della bellezza.
Pugliese di origine ma europeo di adozione, Mauro de Candia studia a Montecarlo con Marika Besobrasova grazie alla borsa di studio John Gilpin, e dal 2001 si stabilisce in Germania, dove, per cinque stagioni è solista principale del Balletto di Hannover diretto da Stephan Thoss. È qui che De Candia ha occasione di interpretare lavori dei massimi coreografi: da Balanchine a Béjart, da Kylián a Mats Ek, passando per Forsythe, Naharin, Marco Goecke, in una gamma di colori e stili che hanno reso la sua presenza scenica e il suo movimento intenso e particolare. Nel 1997 fonda in Italia Arte&BallettO “progetto di vita”, da cui scaturisce, due anni fa, la sua attuale compagnia, Pneuma.
Invitato in qualità di coreografo ospite del Balletto di Hannover per tre anni, alcune sue creazioni sono nel repertorio di importanti compagnie europee. La ricerca coreografica di Mauro de Candia parte da un attento studio del linguaggio accademico con cui fa interagire la sperimentazione delle dinamiche contemporanee.