ARCHIVIO 2008



La bambola di carne
Venezia - Londra - Stoccolma , 21,22 giugno 2008 - 28 ottobre 2008 - 9,10 ottobre 2009

Letizia Renzini (Italia)
La Bambola di Carne
9, 10 ottobre 2009, Dansens Hus, Stoccolma 

dal film Die Puppe di Ernst Lubitsch (USA/GER, b/n, 1919)
coreografia Marina Giovannini
video, sonorizzazione dal vivo Letizia Renzini
 
con Marina Giovannini, Letizia Renzini
in video, voce Sabina Meyer
scene e disegni Paolo Fiumi
costumi Giulia Pecorari
video compositing e animazione Gregory Petitqueux
tecnica Saverio Damiani
produzione La Biennale di Venezia, Dance Umbrella (Londra)
nell’ambito del progetto ENPARTS – European Network of Performing Arts
produzione esecutiva Teatro Fondamenta Nuove
in collaborazione con Comune di Venezia - Assessorato alla Produzione Culturale, Goethe Institut - Rom, ISR - Spazio Culturale Svizzero di Venezia
con il supporto del Programma Cultura dell’Unione Europea
 
Die Puppe (1919), noto film di Lubitsch che dell’espressionismo esprime il lato più scanzonato, racconta la fiaba di Ossie e del suo doppio, una bambola meccanica. La creatura artificiale, il doppio, la favola psicanalitica sono temi portanti del film, che nello spettacolo viene rielaborato in video e si fa contrappunto, partitura, sfondo nel rapporto con le performer: Letizia Renzini, elettronica voce e strumenti; Sabina Meyer, voce; Marina Giovannini, danza. Alle due bambole virtuali della narrazione cinematografica si aggiungono tre “bambole di carne” in scena.

Un progetto sperimentale che debutta in prima assoluta alla Biennale nell’ambito di ENPARTS (European Network for Performing Arts) e che poi sarà al Dance Umbrella di Londra e a ImpulsTanz di Vienna, festival che coproducono lo spettacolo.

Ideatrice dello spettacolo, la dee-jay, videoartista e performer Letizia Renzini lavora con l’audio e l’immagine focalizzando la sua esplorazione sulla differenza fra l’analogico e il digitale e sulle possibilità espressive ed evocative del suono, della voce e del corpo in relazione ai contesti. Autrice di mostre, installazioni e spettacoli che la portano a interagire con artisti afferenti a discipline diverse, Letizia Renzini ha collaborato con Ikue Mori, David Moss, Phil Minton, Virgilio Sieni, Marina Rosenfeld, Romeo Castellucci, per citarne solo alcuni. Accanto a lei, Marina Giovannini, già danzatrice solista nel Balletto di Toscana (1989 - 1992) e in seguito nella compagnia Virgilio Sieni, e la vocalist Sabina Meyer, impegnata nell'ambito della musica sperimentale tra improvvisazione e musica elettroacustica da un lato, scrittura di derivazione classica e contemporanea dall’altro.
 
La Bambola di Carne, progetto sperimentale di “polifonia mediatica”, nasce nell’ambito dello European Network of Performing Arts (ENPARTS), una rete di rapporti culturali costruita dalla Biennale di Venezia e dai suoi settori dello spettacolo dal vivo coinvolgendo altri cinque festival europei di danza musica e teatro con l’obiettivo di sviluppare progetti performativi e di formazione nell’arco di un quinquennio. Il progetto ENPARTS inizia quest’anno con la coproduzione di tre spettacoli che verranno di volta in volta presentati nelle varie sedi europee degli enti e dei festival coinvolti.
 
La Bambola di Carne, progetto che la Biennale condivide con Dance Umbrella, storico festival londinese di danza contemporanea, debutta in prima assoluta nell’ambito del 6. Festival Internazionale di Danza Contemporanea, per essere successivamente rappresentato (28 ottobre 2008) a Londra.