ARCHIVIO 2008



Winter Gardens / Nourished Fruits
Bitef Teatar, Belgrado, 19-20 settembre 2008

Winter Gardens / Nourished Fruits
Laboratorio aperto con presentazione
 
Coproduzione Bitef Teatar (Serbia), La Biennale di Venezia (Italia), Berliner Festspiele (Germania), Riksteatern, Teater Theatron, Uppsala Stadsteater (Svezia)
 
Laboratorio aperto:
8-19 settembre 2008
Presentazione:
19 settembre 2008, ore 20.00
20 settembre 2008, ore 17.00
 
Bitef teatar, Belgrado
 
Concept Željko Santrac Sceneggiatura e regia Nikita Milivojevic Musica Dimitris Kamarotos Coreografia Amalia Bennet Cast Danijela Ugrenovic, Angela Stamenkovic, Predrag Damjanovic, Marijana Andelkovic, Miljan Prljeta, Željko Santrac, Adriana Savin, Fyr Thorwald, Viveka Dahlen, Sara Appelberg, Rikard Lekander, Vladimir Aleksic, Tindaro Granata, Nicoletta Fabbri, Elisa Lucarelli
 
Direttore artistico Vesna Bogunovic Produttori Željko Santrac e Jelena Knezevic Pubbliche Relazioni Tina Peric Consulente finanziario Dragana Živanovic Servizi finanziari Jasna Stojkov, Dragan Cosic, Spomenka Patkovic Direttore tecnico Ljubivoje Radivojevic Direttore di scena Maja Jovanovic Luci Dragan Durkovic Suono Miroljub Vladic Scenografia Aleksandar Marinkovic, Vladan Miloševic, Goran Gavrancic Agenzia creativa New Moment – New Ideas, Belgrade, Serbia
 
con la partecipazione di Region Skåne, Culture - City of Lund, Swedish Arts Council, The Foundation for the Culture of the Future, The Swedish Arts Grants Committee e Swedish Institute.
 
Il secondo di quattro laboratori nell’ambito del progetto, Winter Gardens / Nourished Fruits si svolgerà all’interno del 42 Bitef 08, dall'8 al 19 settembre. Il laboratorio vedrà la partecipazione di 15 persone da Serbia, Svezia e Italia, e chiuderà il 20 settembre con la Presentazione.
 
Il punto di partenza dei laboratori è la selezione di tre scene tratte dal racconto di August Strindberg Nourished Fruit, sceneggiati e adattati per il teatro (con testi dal romanzo del Premio Nobel Ivo Andric, Il Ponte sulla Drina), sui quali si baseranno le performance: approfondimenti del materiale che si svolgeranno in varie lingue e in varie città (Stoccolma, Belgrado, Venezia, Berlino).
 
Gli autori sono convinti che questo tipo di laboratorio non solo produrrà un materiale variegato per il teatro, ma offrirà risposte interessanti in merito al genere di associazioni o di problemi che possono essere sollevati dallo stesso tema in regioni diverse con diversi patrimoni sociali e culturali.
 
Calendario:
 
I fase: 4-16 maggio 2007 Reksteatern, Stoccolma
 
II fase: 8-20 settembre 2008, Belgrado, 42 Bitef 08, programma ENPARTS
III fase: febbraio 2009, Venezia, nell’ambito del 40. Festival Internazionale del Teatro alla Biennale di Venezia, programma ENPARTS
IV fase: fine 2009, Berlino, Berliner Festspiele, programma ENPARTS
 
Una mattina, quando viene comunicato a Sten, il personaggio principale della novella di Strindberg Nourished Fruit, che la sua casa non è più sua, quando da lì a poco le sue cose sono messe fuori in strada, e quando…
 
Il racconto somiglia stranamente alla storia molto moderna di migliaia di persone che, tutto d’un tratto, perdono le loro case e sono obbligate a cercare di rifarsi una vita.
 
Questa immagine di cumuli di cose che una volta costituivano una vita, la realtà di una persona, e che ora sono ammucchiate a caso e trasformate in triste memoria, segnava l’inizio di un laboratorio di due settimane al Teatro Rijks di Stoccolma. Il progetto ora riprende a Belgrado. Il laboratorio di due settimane e la sua presentazione finale si svolgeranno durante il 42. Bitef 08, nell’ambito del progetto ENPARTS. Seguiranno i laboratori a Venezia e Berlino, e il tutto si concluderà con una produzione finale.
 
L’idea di fondo dietro a questo progetto è la convinzione che il mondo dei protagonisti di Strindberg, presentato in diverse lingue (serbo, svedese, giapponese, russo, tedesco, italiano, turco..) da una compagnia composta da persone di paesi diversi, di culture, religioni e opinioni politiche diverse, di età e sesso diversi, con esperienze diverse, possa rivelare un nuovo aspetto dell’idea di un mondo senza frontiere, per la quale l’intero pianeta è la nostra patria. Gli autori/artisti agiscono nello spazio intermedio, che non è vuoto né si allunga da un punto A a un punto B: è uno spazio radiale, stratificato, quasi digitale, pulsante di textures sfaccettate, di emozioni potenti e antichi dilemmi sul significato della vita e l’esistenza di identità uniche; fra desideri e il riconoscimento che la vita si svolge in uno spazio quasi virtuale, ma con tutti i nostri “corpi” biologici e sociologici, con tutto il bagaglio, le zavorre, i doni… con tutto quel “materiale” che trasciniamo dalla memoria alle memorie, dalle fabbriche di arredamento, letti caldi, armadi… alle nostre camere, ripostigli, valigie, mensole… dal pubblico al privato, dal possesso di tutti/di nessuno a quello di qualcuno… queste cose viaggiano da un significato all’altro e ci lasciamo tutti il segno, alcuni come persone felici, altri tristi, come perdenti o come eredi… le cose sembrano sempre stare davanti alle nostre porte a testimoniare… attraverso “porte” diverse, gli artisti li portano in scena dove non sembrano recitare o declamare un testo a memoria ma vivere onestamente le loro storie, recitare per il pubblico, con il pubblico, diventare il pubblico e attraverso le nostre esperienze vere, genuine, riportare l’arte nelle nostre vite.
 
Scritto nel lontano 1840, Nourished Fruit si trasforma in una storia moderna che riguarda l’uomo e la sua ricerca di un luogo dov’è possibile vivere con dignità. Cercando per sé un posto nuovo, Sten, come in una magica, incredibile, fantasmagoria, attraversa tutto quello che a noi sembra il mondo di oggi: un luogo pericoloso e insicuro nel quale troppe persone non riescono più a trovare un santuario. Alla fine delle sue peregrinazioni Sten finisce davanti a un monastero, l’ultimo posto che gli permetterebbe di nascondersi dalla vita che lo insegue e dove non ha mai saputo trovare posto per la sua esistenza. Quando nemmeno il monastero lo accoglie, Sten si rende conto che un mondo simile non merita la sua vita. Oggi più che mai, il mondo si trova sommerso da migrazioni nelle quali quello che sta attorno a noi potrebbe stare ovunque, e ogni nuovo giorno conferma la volubilità e la fragilità di tutto quello che ci circonda… Milo Crnjanski, uno dei maggiori scrittori serbi, che è stato migrante per la maggior parte della sua vita, scrive: “Non c’è vita, ci sono solo migrazioni..”
 
Sten è un personaggio dalle molteplici identità separate, soggetti che non hanno risposto all’appello lanciato dai vertici della società all’ubbidienza, alla sottomissione; non hanno acconsentito a mostrarsi simpatici, a recarsi tranquillamente al lavoro, a produrre e a durare finché servono… per poi sparire rapidamente da questa egemonia sociale rimanendo soli con un mucchio di cose di cui non sanno che farsene perché non c’è più spazio per la loro vita… Sten non sceglie di dare spettacolo, se ne va silenziosamente in una specie di dissoluzione… si dematerializza e sceglie uno spazio nuovo e diverso in mezzo, un interstizio fra la necessità esistenziale di vivere liberamente e di esistere all’interno di una comunità.
 
Il progetto si occupa della vita e della deviazione dalla vita e i suoi autori siamo tutti noi.
 
Nikita Milivojevic, Direttore, Professore di regia e recitazione
Vesna Bogunovic, Teorica delle arti e dei media