ARCHIVIO 2010



Tristi Tropici
Venezia - Belgrado - Berlino, 10, 11 giugno 2010 - 18, 19 settembre 2010 - 21 dicembre 2010

COMPAGNIA VIRGILIO SIENI (Italia)
10 giugno ore 20.00 e 11 giugno ore 22.00
Teatro Piccolo Arsenale
Tristi Tropici  (2010, 60’)    prima assoluta
liberamente ispirato a Tristes tropiques di Claude Lévi-Strauss
ideazione, coreografia, scene e luci Virgilio Sieni
interpretazione e collaborazione Simona Bertozzi, Ramona Caia, Elsa De Fanti, Dorina Meta, Michela Minguzzi
musiche originali Francesco Giomi
costumi Lydia Sonderegger
luci Marco Santambrogio
produzione La Biennale di Venezia, Berliner Festspiele – Spielzeit’europa, Bitef Theatre nell’ambito del progetto ENPARTS - European Network of Performing Arts
con il sostegno del Programma Cultura della Commissione Europea
in coproduzione con Biennale de la Danse de Lyon, Compagnia Virgilio Sieni
Altre rappresentazioni:
18-19 settembre, Bitef Festival, Belgrado
21 dicembre, Haus der Berliner Festspiele, Berlino
 
Autore di una delle più significative ricerche nel campo della danza, di cui è uno dei protagonisti a partire dagli anni ’80, il danzatore e coreografo Virgilio Sieni sarà a Venezia con la sua compagnia per presentare in prima assoluta la sua ultima opera, Tristi tropici. Nato nell’ambito del progetto ENPARTS, la rete di collaborazioni avviato dalla Biennale di Venezia con festival e istituzioni europee che operano nel settore dello spettacolo dal vivo, Tristi tropici è coprodotto dalla Biennale di Venezia, Berliner Festspiele - Spielzeit’europa e Bitef Theatre, cui si affiancano per questa occasione la Compagnia Virgilio Sieni e la Biennale de la Danse de Lyon.
 
Tristi tropici prende spunto dall’omonimo testo di Lévi-Strauss del 1955. Il libro è essenzialmente un diario di viaggio nel quale Strauss annota le sue impressioni, frammiste a una serie di geniali considerazioni sul mondo. Ne risulta un'autobiografia intellettuale in cui convivono l'esperienza del viaggiatore, la ricerca sul campo e il confronto fra società moderne e primitive.
Il lavoro di Virgilio Sieni si concentrerà sul senso della diversità e del viaggio cercando un legame di parentela possibile nella qualità dei gesti e nella differenziazione dei personaggi; allo stesso tempo si rivolgerà all'apparire delle tipologie marginali dell'uomo dalle quali trarne le risorse per un percorso rivolto all'incontro e alla bellezza.

Così racconta la genesi dell’opera Virgilio Sieni: “Nell'estate 2008 ad Avignone, dopo aver discusso con Giorgio Agamben di danza, cous cous e inoperosità del corpo, ripresi in mano un suo saggio sul bricolage dedicato al settantacinquesimo compleanno di Claude Lévi-Strauss. Fu lì che decisi di lavorare su quegli “straccioni sperduti in fondo alla loro palude” e come il loro abbrutimento aveva tuttavia preservato certi aspetti del passato: aspetti riflessi in decorazioni corporali e facciali di carattere ancestrale e rapporti di parentela tra gerarchie cosmiche e miti. Corpi e popoli che mostrano un possibile legame con l'inaccessibile indicandoci un barlume di speranza. E ancora una volta ho sentito un forte desiderio rivolto alla danza, non tanto come forma metrica, simbolica, poetica, ma come esperienza dell'inerzia, come esercizio di rianimazione lungo il processo di disintegrazione dell'uomo. Non possono esserci racconti ma deiezioni fisicamente fraseggiate dei racconti sui gruppi dei Tupi-kawahib, Nambikwara, Caduvei, Bororo fatti da Lévi-Strauss nel suo viaggio intorno agli anni ‘40 nelle terre del Mato Grosso (grande Macchia) in Brasile. Popoli già alla deriva ma ancora vivi dove le ‘donne nobili’ ci richiamano a quella che Lévi-Strauss definisce l'occasione perduta che era stata offerta all'Occidente di scegliere la sua missione”.

Sarà il compositore Francesco Giomi a creare i paesaggi sonori di Tristi tropici.
 
Virgilio Sieni (Firenze, 1958) - Si è formato alla danza classica e contemporanea ad Amsterdam, New York e Tokyo, ma il suo percorso comprende anche studi di arti visive, architettura e arti marziali. Nell’83 ha fondato la compagnia Parco Butterfly, che nel 1992 diventa Compagnia Virgilio Sieni, attualmente una delle principali realtà coreografiche italiane, legata da rapporti produttivi ai più importanti teatri e festival: Festival d’Avignon, Biennale de la Danse de Lyon, Charleroi Danse di Bruxelles, Théâtre du Merlan di Marsiglia, Scéne Nazionale di Marsiglia.,
In qualità di coreografo ospite, ha creato balletti per i principali Enti Lirici e istituzioni teatrali italiane: Teatro alla Scala di Milano, Teatro Comunale di Firenze - Maggio Musicale Fiorentino, Teatro Massimo di Palermo, Balletto di Toscana.
La Compagnia Virgilio Sieni ha ricevuto molti riconoscimenti: dopo due premi UBU (2000 e 2003), lo spettacolo Sonate Bach_di fronte al dolore degli altri ha ottenuto il premio Danza&Danza come “migliore novità italiana dell’anno”nel 2007.
Fra i suoi ultimi lavori: Osso (2005), dove Sieni è in scena con il padre ottantenne in un dialogo gestuale, intimo e trasfigurato, e Interrogazioni alle vertebre, entrambi invitati al Festival d’Avignon; La natura delle cose (2008), tratto dal De rerum natura di Lucrezio, per cui si avvale della collaborazione del filosofo Giorgio Agamben per la drammaturgia; Oro (2009) e l’Ultimo giorno per noi (2010) concludono la trilogia lucreziana.
Dal 2003 Virgilio Sieni dirige a Firenze CANGO Cantieri Goldonetta (un edificio storico dell’Oltrarno attrezzato per le pratiche del corpo, ospitalità di artisti, ricerca sui linguaggi contemporanei dell’arte) e dal 2007 l’Accademia sull’arte del gesto.