ARCHIVIO 2011



Prometheus Landscape II
Venezia - Belgrado, 11 ottobre 2011 - 13 settembre 2011

Martedì 11 ottobre - ore 19.00
Teatro Piccolo Arsenale, Venezia
Troubleyn/Jan Fabre (Belgio)
Prometheus Landscape II               prima italiana
ideazione, regia, scenografia Jan Fabre
 
testi di Jeroen Olyslaegers (I am the all-giver da Prometheus Bound di Eschilo), di Jan Fabre (We need heroes now)
con Kurt Vandendriessche (Prometheus), Ivana Jozic (Prologo, Bia, Athena), Gilles Polet (Prologo), Cédric Charron (Kratos, Dyonisos), Kasper Vandenberghe (Hephaestus), Lawrence Goldhuber (Epimetheus), Annabelle Chambon (Io), Katarina Bistrovic-Darvaš (Hermes, Oceanus), Katarzyna Makuch (Pandora), Vittoria De Ferrari
musica Dag Taeldeman
assistenza e drammaturgia Miet Martens
luci Jan Dekeyser
costumi Andrea Kränzlin
coordinamento tecnico tour Arne Lievens
suono e video Tom Buys
tecnica Bern Van Deun
produzione Troubleyn/Jan Fabre (Antwerp, Belgium)
con il supporto del Governo Fiammingo
in coproduzione con Peak Performances@Montclair State University (Montclair, USA), Théâtre de la Ville (Paris, France), Malta Festival (Poznan, Poland), Tanzhaus NRW (Düsseldorf, Germany), Zagreb Youth Theatre (Zagreb, Croatia), Exodos Ljubljana (Ljubljana, Slovenia)
e in coproduzione con La Biennale di Venezia (Venice, Italy), Bitef Theatre Belgrade (Belgrade, Serbia) nell’ambito del Progetto ENPARTS – European Network of Performing Arts con il supporto del Programma Cultura della Commissione Europea
 
13 settembre 2011
Bitef, Belgrado

Altre rappresentazioni:
20-21-22-23-27-28-29-30 gennaio 2011, Montclair State University, Kasser Theater / 15-17-18-19 febbraio 2011, Tanzhaus Nrw Dusseldorf / 23-24-25-26 febbraio 2011, Desingel, Antwerp / 11-12 marzo 2011, Teatro Central, Siviglia / 16-17-18-19 marzo 2011, Kaaitheater, Bruxelles / 1-2-3-4-5-6-7-8 aprile 2011, Théâtre De La Ville, Parigi / 19-20 aprile 2011, Exodos Festival, Lubiana / 13-14 maggio 2011, Theater Aan Het Vrijthof, Maastricht / 19-20 maggio 2011, Cndc, Angers / 26-27-28 maggio 2011, Vooruit, Gent / 8-9 luglio 2011, Malta Festival, Poznan / 19 luglio 2011, Impulstanz, Vienna / 16-17 settembre 2011, Zkm Zagabria / 24-25 settembre 2011, Arsenic, Losanna / 28-29 settembre 2011, Adc, Ginevra / 18-19-20 ottobre 2011, La Rose Des Vents, Villeneuve-D’ascq / 5-6 novembre 2011, Romaeuropa Festival, Roma / 18-19 novembre 2011, Pallas Theatre, Atene
 
Coreografo, regista, scenografo, ma anche autore di sculture, disegni, film, installazioni e performance dal tratto inquietante, l’artista fiammingo Jan Fabre ha costruito, a partire dagli anni Settanta, un corpus di opere che lo hanno reso famoso in tutto il mondo, dando forma e verità alle sue ossessioni con un senso della disciplina e della perfezione ineguagliabili. Più volte ospite della Biennale di Venezia fin dai suoi esordi teatrali, quando nell’84 è invitato con The power of theatrical madness all’Esposizione Internazionale d’Arte, spesso presente anche a Documenta di Kassel, che conosce i suoi esordi coreografici con Dance Sections, Jan Fabre è fra i pochi artisti contemporanei ad essere stato consacrato da una mostra al Louvre di Parigi (Jan Fabre au Louvre. L'Ange de la métamorphose, 2008). Inseguito dalla fama di provocatore e di artista scomodo, è una profonda ribellione etica quella che ispira l’opera di Jan Fabre: non sorprende allora, che a oltre vent’anni di distanza (Prometheus Landscape I è del 1988), Fabre torni alla figura mitica di Prometeo, archetipo di ogni ribellione, all’eroe che, con un gesto di orgogliosa indipendenza alle regole dell’Olimpo, ruba il fuoco agli dèi per donarlo agli uomini. Fabre prende le mosse dal prototipo di Eschilo e, facendo tabula rasa delle interpretazioni che si sono stratificate nei secoli, scompone il dramma in otto monologhi dirompenti, immerge l’azione scenica in un paesaggio apocalittico fatto di fuochi, fumi e sabbia, esaspera la dimensione tragica in un violento atto d’accusa contro la società.
Prometheus – Landscape II, che ha debuttato a gennaio negli Usa, dopo una tournée mondiale nelle maggiori capitali europee e in Giappone, arriva in prima italiana per la Biennale di Venezia, che lo ha coprodotto insieme al Bitef Theatre di Belgrado nell’ambito del Progetto ENPARTS (European Network of Performing Arts) con il supporto del Programma Cultura della Commissione Europea.