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Leone d’argento: Dai Fujikura

Cerimonia di premiazione per Dai Fujikura; in programma un suo lavoro e di due altri autori orientali con l’Orchestra di Padova e del Veneto.



Cerimonia di consegna del Leone d’Argento

a seguire:

ORCHESTRA DI PADOVA E DEL VENETO
Dai Fujikura (1977) Horn Concerto no. 2 (2017, 20’) concerto per corno e orchestra prima es. ass. della versione integrale
Malika Kishino (1971) Concerto per koto (2013, 12’) prima es. it.
Guo Wenjing (1956) Shèxì concerto per violino e orchestra prima es. it.
Nobuaki Fukukawa corno
Makiko Goto koto
Hae Sun Kang violino
Yoichi Sugiyama direttore

 

La musica di Dai Fujikura è estremamente mobile, inventiva e sorprendente. Spiazza l’ascoltatore per l’imprevedibilità che il discorso musicale presenta a ogni istante, pur fondandosi su una logica formale di estrema chiarezza e originalità. Malika Kishino è un’artista di grande raffinatezza, sapiente nel coniugare il suono arcaico di strumenti della tradizione con quello degli strumenti moderni. Lo stesso si può dire di Guo Wenjing, la cui caratura e profondità di pensiero arrivano all’ascoltatore con una naturalezza e un fascino sbalorditivi.

Descrizione

Nel Horn Concerto no. 2 Dai Fujikura prosegue il lavoro intrapreso insieme a Nobuaki Fukukawa con Poyopoyo (2012), sperimentando per il corno modalità espressive e sonorità soffuse, vellutate e poetiche in antitesi all’idioma tradizionale, virile e fragoroso dello strumento, e utilizzando a tale scopo in particolare una speciale sordina wah-wah. Alla prima parte del concerto segue una cadenza, dove il corno suona altro da sé rispetto a come lo conosciamo nella cultura europea e anche giapponese.
Fonte d’ispirazione per il Concerto per koto (2013) di Malika Kishino, è l’arte giapponese dei giardini, simile all’arte della composizione musicale nel creare un universo interiore e profondo. Attraverso l’articolazione in cinque parti si delinea qui una flessibile curva di energia che culmina in uno stato tranquillo di sublimazione conclusiva, mentre l’organico strumentale è trattato su tre livelli, identificati rispettivamente dal koto (il solista che propone i materiali e i gesti musicali), dal piano e dall’arpa (eco del solista e al contempo ponte tra questi e l’orchestra) e infine dall’orchestra (intesa come unico mega strumento).
Shèxì è una parola cinese che si riferisce alle rappresentazioni teatrali tipiche delle feste nei villaggi della regione dello Sichuan, nel Sudest della Cina, dove è nato Guo Wenjing. Il suo concerto per violino è articolato in due movimenti in netto contrasto tra di loro: l’uno cupo e oscuro, l’altro chiaro e luminoso; l’uno che evoca montagne inospitali, l’altro vivaci piazze di mercato; l’uno femminile, l’altro maschile. Per dirla in termini assolutamente cinesi, l’uno yin e l’altro yang.

Commento di Ivan Fedele

Il Leone d’Argento per i talenti emergenti è assegnato quest’anno al giovane compositore giapponese Dai Fujikura (nato a Osaka, ma residente fin da ragazzo a Londra), di cui potremo ascoltare la prima esecuzione assoluta della versione integrale dello Horn Concerto No. 2 nella serata che vede protagonista l’Orchestra di Padova e del Veneto diretta da Yoichi Sugiyama. Fujikura è un compositore quanto mai versatile e aperto alle più diverse fonti di ispirazione e all’interazione con le altre forme di espressione artistica. Ha scritto opere teatrali, pezzi per orchestra, per ensemble e da camera, colonne sonore per il cinema ed è molto interessato alle connessioni con il mondo dell’improvvisazione, del jazz e del pop più sperimentale.

Teatro alle Tese

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