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la Biennale di Venezia
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Musica


54. Festival Internazionale di Musica Contemporanea

23 settembre > 2 ottobre 2010

27 prime assolute (di cui 18 commissionate dalla Biennale), 15 novità per l’Italia, 77 compositori, 31 appuntamenti tra concerti, installazioni, performance audio-visuali, musica corale ma anche laboratori, giornate di studi, incontri distribuiti nell’arco di 10 giorni di programmazione, dal 23 settembre al 2 ottobre 2010: sono i numeri del 54. Festival Internazionale di Musica Contemporanea, intitolato Don Giovanni e l’uom di sasso e diretto da Luca Francesconi.
 
In linea di continuità con l’impegno che la Biennale di Venezia rivolge alle giovani generazioni, il Festival di Musica – osserva il Presidente Paolo Baratta – accanto a formazioni di prestigio si è fatto palcoscenico di ensemble professionali giovani e giovanissimi, come MDI, le due formazioni di soli fiati e di sole percussioni dell’Accademia di Musica di Malmö, e L’Arsenale, al quale ha riproposto alcuni dei pezzi più importanti della storia del festival, come Quando stanno morendo. Diario polacco n.2 di Luigi Nono, presentato alla Biennale Musica nell’82. Ed è sempre in questo senso che il Festival ha promosso occasioni per scoprire e favorire il talento delle nuove generazioni e ha invitato anche allievi artisti e musicisti - del Conservatorio Benedetto Marcello e dell’Accademia di Belle Arti di Venezia – a misurare la propria competenza e stimolare la propria originalità creativa a contatto con la scena professionale di compositori, cantanti, coristi, strumentisti, attori, scenografi e registi, tutti coinvolti nella realizzazione dell’opera inaugurale, Don Giovanni a Venezia.
 
Intitolato Don Giovanni e l’uom di sasso, il Festival ha inteso richiamarsi non soltanto alla celebre opera mozartiana, ma a uno dei miti centrali della cultura occidentale, il mito del Don Giovanni: nel conflitto tra la finitudine umana e il suo anelito all’eternità, tra il corpo e l’anima, si riverbera il rapporto tra l’immortalità dell’opera d’arte e il respiro inesorabile del tempo, tra la scrittura e l’oralità, tra tradizione e modernità. Temi che hanno attraversato il 54. Festival Internazionale di Musica Contemporanea trovando la loro sintesi nell'opera-installazione in apertura, Don Giovanni a Venezia.