la Biennale di Venezia
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Musica


Don Giovanni a Venezia

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23 > 25 settembre ore 21.00
Palazzo Pisani, Conservatorio B. Marcello di Venezia
Opera labirinto
tre frammenti dal Don Giovanni di Mozart e nuove composizioni di
Pierre Jodlowski, Michele Tadini, Maria Gabriella Zen, Marcello Filotei, Federico Troncatti, Martina Tomner (commissioni La Biennale di Venezia) in prima es.ass
Francesco Zorzini, Marco Marinoni (commissioni Conservatorio B. Marcello di Venezia) in prima esecuzione assoluta
Ingresso libero
 
Pierre Jodlowsky The Ghost Women (3 video installazioni)
Michele Tadini Requiem_#2065 per coro femminile e elettronica
Maria Gabriella Zen Don Giovanni, variazioni sul mito. Melologo filosofico. 7 variazioni per coro femminile, percussioni (e organo in una stanza lontana)
Marcello Filotei Walking sax (un Don Giovanni improvvisato) per sassofono tenore e supporto magnetico su otto canali
Federico Troncatti L'ateisto fulminato per organo e clavicembalo, organo e pianoforte ed elettronica
Martina Tomner Tempelmusik II per archi
Francesco Zorzini Serenata d’addio per archi
Marco Marinoni Black drop per ensemble e live electronics (Marco Marinoni e Stefano Alessandretti)
 
da un’idea di Luca Francesconi
progetto e drammaturgia Francesco Micheli
coordinamento Federica Parolini, Michele Tadini
attori Maria Pilar Perez Aspa, Chiara Stoppa, Stefano Orlandi, Gianluca Di Lauro
allestimento scenico a cura degli allievi del corso di Scenografia dell’Accademia di Belle Arti di Venezia, coordinati da Franca Nava
costumi e oggetti di scena del Teatro La Fenice di Venezia
direzione tecnica Carlo Pallieri
 
Coro femminile del Teatro La Fenice di Venezia
maestro del Coro Claudio Marino Moretti
Ensemble orchestrale del Teatro La Fenice di Venezia
diretta da Dario Garegnani
Ensemble di percussioni del Conservatorio B. Marcello di Venezia
voce Manuela Agnesini
voce recitante Umberto Curi
solisti e gruppi orchestrali del Conservatorio di Venezia B. Marcello di Venezia
diretti da Franco Massaro, Justine Rapaccioli, Michele Sacco, Angelo Benedetti, Corrado Pasquotti
 
produzione La Biennale di Venezia, Conservatorio di Venezia B. Marcello, Fondazione Teatro La Fenice di Venezia, Accademia di Belle Arti di Venezia
 
 
Il Don Giovanni mozartiano diventa Don Giovanni a Venezia, un’opera-installazione totalmente nuova, che inaugura il 54. Festival e si pone come sintesi dei temi che lo attraversano. Frutto della compresenza di più eventi – musicali, scenici, teatrali, visivi – dislocati in tutti gli spazi del Conservatorio Benedetto Marcello di Venezia e “accesi” ciclicamente, Don Giovanni a Venezia scardina le nostre abitudini percettive e crea interferenze fra epoche diverse.
Ideato dal direttore Luca Francesconi, Don Giovanni a Venezia rappresenta anche un singolare esperimento produttivo con giovani artisti provenienti dalle file del Conservatorio Benedetto Marcello e dall’Accademia di Belle Arti a misurarsi sulla scena professionale di cantanti e orchestrali di uno dei massimi enti lirici, il Teatro La Fenice, di compositori, solisti e attori coinvolti nell’operazione. Una macchina scenica complessa, che muove oltre 130 masse artistiche e tecniche, resa possibile dall’impegno congiunto di quattro istituzioni veneziane: al progetto della Biennale Musica partecipano il Conservatorio Benedetto Marcello, che, oltre ad aver impegnato i suoi giovani musicisti e compositori, ha destinato la storica sede di Palazzo Pisani in Campo Santo Stefano, uno dei più affascinanti palazzi veneziani, a luogo dello spettacolo; il Teatro La Fenice, che, oltre all’intero coro e all’ensemble orchestrale, ha aperto il suo magazzino mettendo a disposizione costumi e oggetti di scena; l’Accademia di Belle Arti, che cura un allestimento scenico distribuito nell’intero edificio di Palazzo Pisani.
 
Tre sono le scene selezionate dall’originale mozartiano, tre scene chiave - il duello di Don Giovanni con il Commendatore, la seduzione di Zerlina, la morte di Don Giovanni - che si svolgono ciclicamente ma sfasate temporalmente, come in un loop fuori sincrono, e in tre luoghi diversi dei tre piani di Palazzo Pisani. Alle tre scene mozartiane, che fungono da “catenaccio”, come un refrain che riconduce lo spettatore fra le maglie dell’opera, sono interpolati 8 nuovi brani originali - commissionati dalla Biennale e dal Conservatorio Benedetto Marcello ad autori contemporanei – che si intrecciano all’ossatura mozartiana dell’opera illuminando il rapporto con la tradizione. “È come se le tre scene mozartiane fossero meteoriti che esplodono negli antichi saloni, nelle logge, nei portici, fra le statue monumentali, gli stucchi, i dipinti, le porte intarsiate, i soffitti affrescati del palazzo veneziano – dice Luca Francesconi. Come se i personaggi del Don Giovanni mozartiano trasudassero dai muri carichi di storia di questo palazzo secentesco e si animassero in mezzo al nostro presente”.

Sede del Conservatorio di Venezia, l’intero Palazzo Pisani ospiterà questa “opera labirinto”, in cui il pubblico percorrerà le sale e i saloni, attraverserà corti, logge, passerà nei corridoi e salirà sulle gradinate di questo antico edificio. Un viaggio che apre a una nuova esperienza percettiva, dove spazio e tempo si sospendono.

A tessere le fila di questa particolarissima messa in scena sarà il regista Francesco Micheli (da anni fautore di un teatro lirico di ricerca, Premio Abbiati 2009 per Bianco Rosso e Verdi del Teatro Massimo di Palermo), mentre la drammaturgia musicale, la creazione di un’intelaiatura armonica sarà curata da Michele Tadini, che governerà anche l’intera operazione da una regia audio e video centralizzata, resa possibile dalla completa cablatura del Conservatorio.

La vera e propria trama musicale di Don Giovanni a Venezia si compone di un caleidoscopio di scritture, frutto di compositori di generazione e formazione diversa chiamati dalla Biennale a confrontarsi con il tema dell’opera: la ventisettenne svedese Martina Tomner, autrice di Tempelmusik, il francese Pierre Jodlowski, che ha pensato a una triplice video installazione con The ghost women, Federico Troncatti che rievoca l’archetipo italiano del mito, L'Ateisto Fulminato, la veneziana Gabriella Zen, che con la complicità di Umberto Curi ha ideato un melologo filosofico intitolato Don Giovanni, variazioni sul mito, Marcello Filotei, che inventa un Don Giovanni improvvisato, Walking sax, Michele Tadini, autore di Requiem_#2065, Marco Marinoni e Francesco Zorzini, direttamente dal Conservatorio di Venezia, rispettivamente con Black drop e Serenata d’addio.