la Biennale di Venezia
Main Visual Musica (new)

Musica


Neue Vocalsolisten Stuttgart

sabato 25 settembre ore 18.00
Teatro Piccolo Arsenale
solisti dell’Ensemble L’arsenale
 
Sylvano Bussotti
(1931) 1. Ancora odono i colli da Cinque frammenti all’Italia per sei cantanti (1967-68, 10’)
François Paris (1961) Drei Handspiele per sei cantanti (2003, 20’) prima es. it.
Andreas Dohmen (1962) infra per cinque cantanti (2008, 12’) prima es. it
György Ligeti (1923-2006) Aventures per tre cantanti e sette strumenti (1962, 11’)
 

Fra gli ensemble protagonisti del 54. Festival Internazionale di Musica Contemporanea della Biennale di Venezia, Neue Vocalsolisten Stuttgart, fondato nel 1984, ha una vocazione per la musica contemporanea ma si è costantemente rivolto anche allo studio della musica delle origini. A Venezia, i solisti di questo gruppo vocale sono impegnati in due importanti appuntamenti: oltre che nell’opera da camera Freizeitspektakel, sono infatti interpreti di un concerto che impagina musiche di due grandi autori come Sylvano Bussotti e György Ligeti, insieme a quelle del tedesco Andreas Dohmen e del francese François Paris con due novità per l’Italia. Una serata dedicata allo “strumento” vocale, alla sua evoluzione e ai suoi sviluppi.
 
Reduce dai festeggiamenti che la sua città gli ha tributato per un mese intero in occasione del prossimo ottantesimo compleanno, Sylvano Bussotti, uomo di spettacolo a tutto tondo (è anche pittore, scrittore, regista e scenografo), tanto da infondere forza teatrale e “carnalità” a tutta la sua musica, torna alla Biennale con Ancora odono i colli, tratto da Cinque frammenti all’Italia, originariamente concepiti come un progetto di ampie proporzioni, ma mai realizzato. Alla stregua di un “manierista moderno”, come è stato spesso definito, Bussotti inanella un florilegio di citazioni poetiche attinte a Rilke, Leonardo da Vinci, Campana, Tasso, Proust e tanti altri poeti di ogni tempo, facendo “rifiorire una sorta di ‘madrigale amoroso’ di una modernità alimentata da raffinatezza culturale, in cui domina una calligrafia minutissima, tutta anelante al suono come vibrazione interiore, sensuosa e fibrillare” (A. Gentilucci).

Della produzione musicale di György Ligeti, con i suoi inconfondibili artifici illusionistici, i Neue Vocalsolisten propongono un raro esempio di azione drammatico-musicale, Aventures (al suo debutto amburghese diretto da Friedrich Cerha), in cui l’autore affida all’espressività della voce e alle emozioni che sa suscitare la capacità di dare un senso anche a quelli che sono soltanto fonemi linguistici. Partecipano all’esecuzione sette solisti diretti da Filippo Perocco: Francesca Cescon al flauto, Michele Morao al corno, Alessio Rossato alle percussioni, Felix Marangoni al cembalo, Roberto Durante al pianoforte/celesta, Massimo Raccanelli al violoncello, Daniele Carnio al contrabbasso.
 
Di François Paris viene eseguito il recente Drei Handspiele, in cui il compositore sceglie tre soggetti – una canzone popolare come What a wonderful world di Louis Armstrong che traduce l’ottimismo del tempo, una ninna nanna atta a far addormentare un bambino, e un gioco di mano come la morra cinese che serve al puro divertimento – per veicolare la sua riflessione su queste intenzioni iniziali. E si chiede: “Come interpretare oggi l'incantesimo, che il mondo è meraviglioso, senza percepire una forma di manipolazione? … Il conforto di una ninna nanna non è dovuto alla dolcezza della canzone, forse destinata a far dimenticare il presente senza alcuna speranza nel domani? … Ogni gioco, ingenuo o meno che sia, avrà sempre un significato simbolico e poetico: se dico, secondo le regole del gioco, che la carta avvolge il sasso e le forbici tagliano la carta prima di cadere nel pozzo, non ho forse già iniziato ad attuare una forma di drammaturgia?”.

Il titolo del brano del compositore tedesco Andreas Dohman, infra, indica “una musica che si muove sempre in zone di confine” (A. Dohman), in mezzo a, fra, appunto. Il punto di partenza è il sonetto n. 8 del Petrarca Passa la nave mia colma d’oblio, filtrato dalla traduzione che il poeta rumeno-tedesco Oskar Pastior ne diede, con sguardo necessariamente “esatraneo” a una lingua di cui possedeva soltanto i rudimenti. “Sezioni di frase, spesso anche singole parole si sviluppano per lo più molto lentamente (ma questo spesso con tempi molto veloci), ‘ricercati’, ‘ispezionati’, formati durante la ricerca. Nella seconda, breve, parte segue – come un unico movimento spiraliforme costruito su due intervalli – il testo di Oskar Pastior. Ma questo, sempre quando in entrambi i testi sono possibili correlazioni fonetiche tra la lingua tedesca e quella italiana, si sincronizza con reminiscenze a mo’ di ritorni di eco all’originale petrarchesco” (A. Dohman).
 
 
François Paris (Valenciennes - Francia, 1961) - Ha studiato musica al Conservatorio Nazionale della Regione di Versailles, dove ha ricevuto una medaglia d'oro in analisi, e poi al Conservatorio di Parigi, dove ha vinto il primo premio in composizione; i suoi insegnanti sono stati Ivo Malec, Betsy Jolas (per l'analisi) e Gerard Grisey (per la composizione e l’orchestrazione). Ha studiato anche direzione d'orchestra, dirigendo le sue opere a Radio France e a Darmstadt. È stato premiato al Concorso Internazionale di Composizione di Besancon, e invitato in residdenza all’Accademia di Francia a Roma (Villa Medici 1993-1995). Vincitore del programma AFAA di "Villa Medici e oltre", ha anche ricevuto il premio Claude Arrieu SACEM nel 2001. Ha ricevuto molte commissioni da ensemble e orchestre, tra cui IRCAM, Itinéraire, Radio France, Nuova Arca. Paris è attualmente il direttore del CIRM, il Centro nazionale di creazione musicale a Nizza, e del Festival Manca che si svolge nella stessa città ogni anno. Fra le sue opere ricordiamo: Les Confessions silencieuses per soprano, baritono, quartetto vocale, arpa, due tastiere e live electronics (1995), Murs per quartetto vocale e orchestra da camera (1993), L'Empreinte du cygne concerto pour violoncello, pianoforte e orchestra (1997). La maggiore parte del suo lavoro è pubblicato da Ricordi.
 
Andreas Dohmen (Viersen – Germania, 1962) - Ha studiato composizione con Dieter Torkewitz e contrabbasso alla Folkwang-Hochschule für Musik, teatro e danza ad Essen con Rolf Heister. Dal 1987 al 1990 ha partecipato a masterclass di composizione di Franco Donatoni all’Accademia Musicale Chigiana di Siena. Dal 1988 al 1990, come borsista del Deutschen Akademischen Austauschdienst (DAAD), ha studiato composizione con Franco Donatoni a Milano e Biella. Dopo aver avuto docenze alle Musikhochschule di Essen, Duisburg e Dortmund, dal 2002 insegna Analisi della Nuova Musica e Orchestrazione alla Hochschule für Künste di Brema. Fra i premi ricevuti: il primo premio al concorso internazionale di composizione della WDR di Colonia Forum junger Komponisten«, il premio dell’Accademia Musicale Chigiana di Siena, il primo premio al concorso internazionale di composizione della città di Roma Premio Valentino Bucchi, il primo premio del concorso di composizione del Landeshauptstadt di Stoccarda. Ha ricvuto commissioni da: Donaueschinger Musiktage (SWR), Wittener Tage für Neue Kammermusik (WDR), Festival ECLAT Stuttgart (SWR), Festival Musik im 20.Jahrhundert (SR), Musica Viva München (BR), SWR-Symphonieorchester Baden-Baden und Freiburg, WDR-Symphonieorchester Köln, Symphonieorchester des Bayerischen Rundfunks München, Ensemble Modern Frankfurt, Neue Vocalsolisten Stuttgart, Schlagquartett Köln.
Fra le sue opre più rrecenti segnaliamo: Lautung per grande orchestra con 5 voci soliste (2003/2004), adest per quartetto di percussioni con timpano obbligato (2004/2005); dissociations per grande orchestra con 3 arpe soliste (2005/2007); infra per 5 voci (2007/2008); Latah per 6 strumenti (2008/2009).