la Biennale di Venezia
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Musica


Tre opere da camera

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Venerdì 24 settembre
Teatro Piccolo Arsenale
SEIDL-KÖTTER / FRANCESCHINI / CAMARERO
 
ore 18.00
FREIZEITSPEKTAKEL  (2010, 45’) [prima assoluta]
musica e video Hannes Seidl e Daniel Kötter
Neue Vocalsolisten Stuttgart
soprano Susanne Leitz-Lorey
mezzosoprano Truike van der Poel
tenore Martin Nagy
baritono Guillermo Anzorena
basso Andreas Fischer
produzione Musik der Jahrhunderte Stuttgart
con il supporto di Ernst Von Siemens Musikstiftung
 
ore 19.30
IL GRIDARIO  (2010, 30’) [prima assoluta]
per soprano, voce recitante, coro maschile, live electronics e video
musica Matteo Franceschini
libretto e editing video Andrea Franceschini
regia Christian Gangneron
soprano Laura Catrani
attore Samuel Faccioli
coro Croz Corona diretto da Renzo Toniolli
disegni e animazioni Luca Franceschini
disegno luci Nicolas Roger
ingegnere del suono Sébastien Naves
scenografia Thierry Leproust
costumi Claude Masson
realizzazione informatica e live electronics Matteo Franceschini
produzione La Biennale di Venezia
con il supporto della Provincia Autonoma di Trento
 
ore 21.00
EN LA MEDIDA DE LAS COSAS  (2010, 30’)  [prima assoluta]
musica César Camarero
testi María Negroni
regia Raúl Arbeloa
soprano Sarah Maria Sun
pianoforte Alberto Rosado clarinetto Carmen Domínguez viola Ana María Alonso violoncello David Apellániz
live cinema Things Happen
produzione Musicadhoy Madrid

commissionate da La Biennale di Venezia, Musik der Jahrhunderte Stuttgart e Musicadhoy Madrid nell’ambito del progetto ENPARTS – European Network of Performing Arts
con il supporto del Programma Cultura dell’Unione Europea


Hannes Seidl insieme a Daniel Kötter, Matteo Franceschini e César Camarero sono gli autori di tre opere da camera, tre scritture contemporanee e sperimentali in cui l’aspetto visivo entra in gioco diventando anche elemento drammaturgico. Commissionate dalla Biennale di Venezia, Musicadhoy di Madrid e Musik der Jahrhunderte di Stoccarda nell’ambito del progetto ENPARTS (European Network of Performing Arts), una rete di collaborazioni con enti, istituzioni e festival europei con cui la Biennale promuove spettacoli di ricerca, laboratori, giornate di studio internazionali e documentari audiovisivi, le tre opere debutteranno in prima mondiale a Venezia e avranno una circuitazione europea.

Apre la serata il duo tedesco Hannes Seidl e Daniel Kötter, rispettivamente musicista e video artista (già premiati a Stoccarda nel 2008 con Falsche Arbeit). Freizeitspektakel parla del mondo di oggi, dove il concetto di tempo libero – che contempla anche l’opera artistica, da sempre concepita come intrattenimento - e quello di tempo lavorativo cambiano sfumando sempre più la distinzione tra i due campi. I cantanti dei Neue Vocalsolisten dialogano in scena e interagiscono con le loro stesse immagini proiettate sugli schermi, come in un gioco di specchi che moltiplica le prospettive all’infinito. Così spiegano l’ingegnoso meccanismo dello spettacolo Hannes Seidl e Daniel Kötter: “Cinque cantanti del Neue Vocalsolisten passano ‘il loro’ tempo libero tra giardinaggio, cucina, passeggiate, wrestling, aquagym, massaggi… Cinque momenti delle attività ricreative di ognuno di loro vengono proiettati su cinque schermi posti sul palco, cinque storie che si intrecciano ripetutamente e che alla fine conducono ad una prova collettiva del pezzo che potrà essere visto in palcoscenico. Interpolato, anche l’aspetto contrario è parte del film: i manager dello svago, il cui lavoro procura l’ozio di altri. Il bagnino che apre la piscina, aziona i dispositivi e controlla la qualità dell’acqua, il croupier a tarda notte dopo la chiusura del casinò, il DJ nel club, il personal trainer, e così via. Come un quadro, sviluppato su cinque schermi a grandezza naturale, i manager dello svago sono incorniciati all'interno dei loro luoghi di lavoro.
Le cinque figure sullo schermo sono raddoppiate dai ‘veri’ Neue Vocalsolisten sul palco. Attingendo il materiale sonoro dai rumori dei film e dalle tracce audio prodotte dalle loro attività ricreative, i cantanti interagiscono ognuno con il proprio doppio filmato, commentandolo direttamente o ricomponendolo molto liberamente in una trama di rumori iscritta in ogni singolo schermo, ora potenziandola ora estraniandosene. In un certo senso, anche i cantanti gestiscono il tempo libero di altri. Quindi, questa opera video-musical-teatrale diventa un Lied Recital con i ‘veri’ Neue Vocalsolisten in competizione con i loro alter ego del film”.

In Gridario, Matteo Franceschini attinge alla tradizione settecentesca dei bandi e seleziona sette proclami del proibizionismo trentino che immagina filtrati attraverso la fantasia e il modo di vedere di un bambino. L’opera è anche un modo per mettere a confronto due mondi distinti: da un lato quello raffinato dell’aristocrazia nobiliare che impone le regole, dall’altro quello schietto e genuino del mondo popolare che le subisce. “Ciascuno dei due universi è rappresentato da un gruppo di cantanti, di timbro, numero e caratteristiche diverse a seconda della realtà a cui esso appartiene, non solo dal punto di vista musicale, ma anche estetico e teatrale” (M. Franceschini). Firma la regia Christian Gangneron, regista di lungo corso nell’ambito operistico, di cui abbraccia un repertorio che va dal barocco al contemporaneo, noto anche a Venezia e al Teatro La Fenice per cui ha messo in scena Anacreonte di Cherubini e Pia De’ Tolomei di Donizetti
 
Il compositore spagnolo César Camarero per En la medida de las cosas si affida ai versi della poetessa argentina María Negroni, nota in tutto il mondo latino americano e tradotta anche negli Usa, dove insegna letteratura al Sarah Lawrence College (Bronxville, New York), e alla regia del giovane Raúl Arbeloa, assistente di J. L. Raymond, prima di diventare regista in proprio, mettendo in scena A House Full of Music di John Cage, The Great Learning di Cornelius Cardew, Schwanengesang di Schubert. Invitato a esprimersi ripetutamente sui suoi lavori in occasione del debutto, Camarero ricorda sempre che farlo vuol dire deludere le attese del pubblico: “è come andare al cinema per vedere un thriller, e al momento di comprare i biglietti ci dicono chi è l'assassino, e ci avvertono che un personaggio che sembra un tipo losco alla fine si rivelerà molto simpatico e salverà la ragazza”.
 
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