la Biennale di Venezia
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Musica


Aura in Visibile.2

24 settembre > 1 ottobre
Ingresso di Ca’ Giustinian
AURA IN VISIBILE.2
installazione per pianoforte ed eccitatori di vibrazione
di Luigi Ceccarelli
tratta dal progetto Bianco Nero Piano Forte
 
“Un pianoforte senza pianista cosa fa? - si chiede Luigi Ceccarelli. Aspetta, medita, evoca, semplicemente sta? E dell'uomo ha nostalgia? Forse l'assenza dell'uomo non è che la nostalgia ch'egli ha di se stesso. Del suono, del timbro, del tono. … Il pianoforte, eletto così a protagonista, più che essere da noi osservato, ci osserva. Implacabile, nero, lucido, teso. E anche concretamente presente, adagiato sul fianco, spoglio, a far cantare le sue corde, stimolato da leggere vibrazioni elettromeccaniche”.
 
Tratta dal progetto Bianco Nero Piano Forte, realizzato con la scrittrice Mara Cantoni e i fotografi Roberto Masotti e Silvia Lelli, la nuova installazione di Luigi Ceccarelli, Aura in Visibile.2, mette al centro dello spazio e della riflessione un pianoforte a coda - rigorosamente senza pianista - che, sollecitato da eccitatori meccanici, progettati dal compositore e controllati tramite computer, ne scoprono una voce inedita.
 
Nel pianoforte, infatti, Ceccarelli vede una macchina perfetta, ma costruita per rispondere alle esigenze compositive dell’800 e del primo ‘900, quando occorreva sviluppare i rapporti armonici e melodici. Mettendolo al centro di uno spazio, solitario, di traverso e con il coperchio della tastiera chiuso, Ceccarelli ne invalida la tradizionale funzione, ne fa “una macchina spenta” – come dichiara egli stesso – ma solo per reinventarlo. E prosegue: “La più perfetta macchina meccanica costruita per la musica è un insieme di corde tese su di un telaio e pronte a vibrare al minimo tocco dei martelletti. Una fusione di legno e metallo che la tavola armonica trasforma in suono. E la tastiera è una sofisticata interfaccia meccanica che trasmette le più sottili sfumature della pressione delle dita alle corde. La teoria scientifica apparentemente non lascia scampo: tanto più una macchina è complessa, tanto più è perfetta nell’assolvere il suo compito, tanto più è difficile adattarla ai cambiamenti. E allora inevitabilmente invecchia.
 
E invece non è così. La limitazione non è nella macchina, è nella mente di chi la usa. Tutt’al più non è nel pianoforte in sé, ma nel concetto di tastiera, rigida regolatrice del timbro che limita il suono a rigide melodie e armonie temperate. Una barriera asettica che impedisce il contatto fisico tra gesto e suono. I pianisti, da sempre, suonano una scatola senza sapere nulla del suo contenuto. Nella nostra epoca la musica ha liberato il pianoforte dai suoi limiti: i musicisti hanno scoperto che il contatto fisico con le corde apre un mondo nuovo di suoni possibili, affascinanti e molto diversi dai precedenti. Il pianoforte per reinventarsi ha dovuto ripudiare quella tastiera che aveva fatto la sua fortuna nell’epoca classica e romantica”.
 
Il pianoforte così collocato nel Portego di Ca’ Giustinian, sede della Biennale, diventa un ambiente sonoro in cui la musica sarà generata dal vivo, ma non in modo tradizionale, bensì da una sequenza di vibrazioni sinusoidali che dal computer passano ai vibratori meccanici e da questi alle corde del pianoforte.
 
Luigi Ceccarelli (Rimini – Italia, 1953). Ha studiato musica elettronica e composizione al Conservatorio di Pesaro con Walter Branchi, Guido Baggiani e Giuliano Zosi, dedicandosi alla composizione musicale con le tecnologie elettroacustiche. Alla fine degli anni '70 si è trasferito a Roma incontrando Achille Perilli e Lucia Latour con i quali ha approfondito il rapporto tra musica, arti visive e danza. Da allora la sua attività si svolge parallelamente sia nel campo della musica elettroacustica, che nel teatro musicale, inteso nelle sue forme più disparate; scrive anche per il cinema e la televisione.
Tra i riconoscimenti internazionali: nel 2005 il premio OPUS del Conseil Québécois de la Musique (Canada), l'Euphonie d'Or nel 2004 al Concorso dell'IMEB di Bourges; nel 2002 il Premio UBU (premio della critica italiana dello spettacolo, per la prima volta assegnato a un musicista); il Premio Speciale della Giuria al MESS Festival di Sarajevo e il Premio al Festival BITEF di Belgrado per lo spettacolo Requiem; nel 1999 il premio Hear della Radiotelevisone Ungherese e nel 1997 e 1998 l'Honorary Mention al concorso Ars Elettronica di Linz (Austria).
Ha realizzato varie opere radiofoniche, tra cui i radiofilm La Guerra dei dischi su testo di Stefano Benni, I viaggi in tasca su testo di Valerio Magrelli, e La commedia della vanità di Elias Canetti con la regia di Giorgio Pressburger, tutti prodotti da Rai Radio3.?Numerose sono le opere di teatro musicale, fra cui: L'isola di Alcina, concerto per corno e voce romagnola, realizzato nel 2000 con la regia di Marco Martinelli e prodotto dal Ravenna Festival e dalla Biennale di Venezia, e il Requiem, realizzato nel 2001 con i testi e la regia di Fanny & Alexander sempre per il Ravenna Festival.?Nel campo della danza, storica è la sua collaborazione, dal 1978 al 1994, con la coreografa Lucia Latour, cui seguono collaborazioni con il coreografo Francesco Scavetta e Robin Orlin.
Le sue musiche sono state eseguite nelle più importanti rassegne internazionali tra cui: Redcat-Walt Disney Concert Hall (Los Angeles), Festival Inventionen (Berlino), Festival Europalia (Anversa), Festival Rien à Voir (Montreàl), Teatro Coliseo (Buenos Aires), Festival LIM (Madrid), Conservatoire National De Lyon, Festival RomaEuropa, Festival Ars Musica (Bruxelles), Merkin Hall (New York), The Kitchen (New York), Royal Theatre (Copenhagen), Festival Musica (Strasburgo), Settembre Musica (Torino), Gulbenkian Foundation (Lisbona), Centre Pompidou (Parigi), Ultima Festival (Oslo), Milano Musica (Milano), Teatro la Fenice (Venezia), etc.
Dal 1979 è titolare della cattedra di musica elettronica presso il Conservatorio di Perugia. È tra i fondatori del laboratorio per la produzione di musica informatica Edison Studio di Roma con cui ha realizzato vari lavori collettivi, tra cui le musiche per i film muti Gli ultimi giorni di Pompei (1913), Das Kabinet des Doktor Caligari (1919) e Inferno (1911), dalla Divina Commedia di Dante Alighieri, recentemente pubblicato in DVD dalla Cineteca di Bologna.
 
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