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Musica

Geometrie Variabili. Ensemble da camera dell’Orchestra Sinfonica Nazionale della Rai


martedì 27 settembre ore 20.00
Teatro Malibran
GEOMETRIE VARIABILI. Ensemble da camera dell'Orchestra Sinfonica Nazionale della Rai
 
Unsuk Chin (1961) Gougalon (Scenes from a Street Theatre) (2009, 14’)
Giorgio Colombo Taccani (1961) Timor panico (2001, 7’)
Massimo Botter (1965) And at the end... The scream per oboe e 14 strumenti (2007, 12’)
Staffan Storm (1964) Quaestio temporis (2005, 14’)
Thomas Adés (1971) Living Toys (1993, 17’)
direttore Marco Angius
 
Diretto da Marco Angius, l’ensemble orchestrale della RAI, presenza costante della Biennale Musica, presenta quest’anno un gruppo di compositori dal linguaggio consolidato e già affermati nel panorama internazionale: gli italiani Giorgio Colombo Taccani e Massimo Botter, la coreana Unsuk Chin, lo svedese Staffan Storm e l’inglese Thomas Adés, il più giovane e anche il più popolare del gruppo.
 
Timor panico, composto nel 2001 da Giorgio Colombo Taccani è “una pagina che cattura con atmosfere immobili, assolate e nostalgiche, dove parentesi di sinuosa drammaticità ritraggono il timore che per un attimo, improvvisamente, si svegli l’irascibile dio Pan, colui che riempie i boschi di rumori misteriosi” (David Giovanni Leonardi). È infatti l’ora più calda del giorno, che rievoca questo pezzo di ispirazione mitologica, “quando l'intera natura rimane immobile e attonita, non ci è concesso alcun canto, alcun suono. Il dio Pan, dal carattere aspro e irascibile, si riposa, stanco degli amori e delle cacce mattutine. Pauroso sarebbe il suo risveglio prematuro, come paurosi sono i rumori misteriosi di cui riempie i boschi per farsi beffe dei malcapitati viandanti. Si tace, dunque: timor panico”.
 
Gougalon, il suggestivo titolo scelto da Unsuk Chin per il suo pezzo, è un termine dell’antico alto tedesco che significa “imbrogliare qualcuno usando finta magia”. Ed è a una sorta di Dulcamara dell’est che la compositrice coreana pensa in questa revêrie provocata dal suo primo soggiorno in Cina nel 2008. È a Canton e Hong Kong che scopre, in mezzo agli edifici ultra-moderni, i venditori ambulanti che le ricordano la Seul degli anni ’60 e le compagnie amatoriali di attori e musicisti che giravano da un villaggio all’altro “per rifilare alla gente medicine fatte in casa – che nella migliore delle ipotesi erano inefficaci. Per attirare gli abitanti dei villaggi, mettevano in scena uno spettacolo con canti, balli e varie acrobazie. … Tutto questo era estremamente dilettantesco e un po’ kitsch, tuttavia provocava emozioni incredibili negli spettatori: cosa che non sorprende se si considera che era praticamente l’unico intrattenimento in una vita quotidiana segnata dalla povertà e da istituzioni repressive. Non esistevano i divertimenti elettronici e i giocattoli. Perciò l’intero paese era presente a questi ‘grandi eventi’, circostanza dalla quale altri desideravano guadagnare: chiromanti, saltimbanchi e venditori ambulanti. … Tuttavia Gougalon non si riferisce direttamente alla musica misera e amatoriale di questo teatro di strada. I ricordi descritti sopra forniscono solo una struttura, così come i titoli dei movimenti non vogliono essere illustrativi. Questo brano riguarda un’immaginaria musica popolare che è stilizzata, spezzata internamente e solo apparentemente primitiva”.
 
And at the end… The scream, un pezzo del 2007 di Massimo Botter, allude alla fatica e al mistero della nascita di una nuova vita, che per un artista è la genesi di un nuovo pezzo e in questo caso occupa metaforicamente lo spazio di nove lunghi mesi. “Da qui la macrostruttura della composizione suddivisa in 9 parti raggruppate in 3 grandi periodi (3+3+3) – spiega l’autore. Nella prima grande sezione il solista, protagonista in cerca di una forma che lo definisca tale, è alla continua ricerca di un dialogo con il resto del mondo (l’ensemble), che non lo accoglie ma lo contrasta. Nella parte centrale egli è come se si abbandonasse a forze esterne, all’ensemble che diventa protagonista come per proteggerlo, cullandolo, guidandolo con movimenti dolcissimi a quarti di tono. Nella fase conclusiva vi è il ritorno e l’affermazione dell’identità del solista, dell’essere che ormai pronto alla vita inizia a scambiare i primi segnali con il mondo esterno. Da qui l’ascesa al climax con la drammatica gioia dell’esplosione, l’urlo ‘liberatorio’ che ne suggella il diritto di essere la nuova vita che si presenta al mondo”.
 
Fra i compositori anglosassoni più brillanti e di maggior successo, con un contratto in esclusiva con la Faber per la pubblicazione e la Ecm per l’incisione delle sue opere, fra cui quella Powder her Face che lo impose a tutto il mondo, Thomas Adès è stato anche il più giovane compositore a vincere il prestigioso Grawemeyer Award nel 2000, a soli 29 anni. Oggi che ne ha 40, è richiestissimo nella duplice veste di autore e di direttore d’orchestra.
Living Toys è stato scritto nel ’93 per la London Sinfonietta e prende spunto dalle fantasie di un bambino, dai suoi sogni di avventura fra mostri ed eroi: “Quando l’uomo gli chiese cosa volesse diventare da grande, il bambino non nominò nessuno dei loro lavori, come tutti avevano sperato facesse, ma rispose: diventerò un eroe, e ballerò con gli angeli e i tori, e lotterò con i tori e i soldati, e morirò da eroe nello spazio, e sarò seppellito da eroe. Vedendolo lì in piedi, l’uomo si sentì piccolo, capendo che loro non erano eroi, e che le loro vite erano meno concrete dei sogni che circondavano il bambino come giocattoli” (anonimo spagnolo).
 
Giorgio Colombo Taccani (Milano – Italia, 1961). Ha svolto studi classici, laureandosi in Lettere Moderne all'Università Statale di Milano, sotto la guida di Francesco Degrada, con una tesi in Storia della musica dedicata all'Hyperion di Bruno Maderna, alla quale nell'ottobre 1993 è stato attribuito il Premio Missiroli dal Comune di Bergamo in occasione di un convegno dedicato al teatro musicale italiano del Dopoguerra. Parallelamente ha svolto studi musicali, diplomandosi in pianoforte nel 1984 e in composizione nel 1989 al Conservatorio di Milano sotto la guida dapprima di Pippo Molino e quindi di Azio Corghi, conseguendo in seguito il Diploma al corso di perfezionamento biennale in Composizione tenuto da Franco Donatoni all'Accademia Nazionale di Santa Cecilia in Roma, dove ha ottenuto una borsa di studio SIAE. Ha inoltre seguito corsi di perfezionamento con Azio Corghi e György Ligeti ed è stato selezionato per partecipare al workshop estivo 1995 dedicato all'informatica musicale organizzato dall'IRCAM.
Sue composizioni sono state premiate o segnalate in concorsi nazionali e internazionali, nonché regolarmente eseguite in sedi italiane ed estere (ISCM World New Music Days - Växjö, Svezia, Sibelius Academy - Helsinki, Nuova Consonanza - Roma, Gaudeamus - Amsterdam, Ferienkurse für Neue Musik - Darmstadt, Festival Musica - Strasburgo, Fylkingen Festival - Svezia, La Biennale di Venezia, RAI NuovaMusica, Società Aquilana dei Concerti, Auditorio Nacional de Música – Madrid). Dal 1991 al 2001 si è occupato di musica elettronica presso lo studio AGON - acustica informatica musica - Centro Studi Armando Gentilucci di Milano. La sua attività musicologica è dedicata alla produzione del Novecento italiano. Dal 1992 al 1999 ha insegnato Composizione alla Civica Scuola di Musica di Milano. Dal 1999 insegna Composizione presso il Conservatorio "G. Verdi" di Torino. È pubblicato dalle Edizioni Suvini Zerboni di Milano.
 
Unsuk Chin (Seul – Corea del Sud, 1961). Studia pianoforte e composizione alla Università Nazionale della sua città natale, Seul, nella Corea del Sud, in particolare composizione con Sukhi Kang, ed esordisce come pianista nel 1984. Lo stesso anno la sua composizione Figures, è selezionata per l’ISCM World Music Day in Canada e per l’Unesco Rostrum of composers. Grazie a una borsa di studio (DAAD), si trasferisce a Berlino (dove fa anche pratica di musica elettronica) e ad Amburgo, dove studia con György Ligeti fino al 1988. Da allora la compositrice e pianista coreana vive e lavora a Berlino. Nel 2004 vince il prestigioso Grawemeyer Award for Music Composition per il suo Concerto per violino. Fra i suoi lavori: Fantaisie mécanique e Xi, commissionati dall’Ensemble InterContemporain, ParaMetaStrings, commissionato dal Kronos Quartet, Miroirs des temps, commissionato dalla BBC per l’Hilliard Ensemble e la London Philharmonic, Kala, commissionato dalle orchestre Danish Radio Symphony, Gothenburg Symphony e Oslo Philharmonic e diretto in prima esecuzione da Peter Eötvös (2001). È stata compositrice in residenza presso la Deutsche Symphonieorchester Berlin nel 2001/02, che ha eseguito il suo Concerto per violino sotto la direzione di Kent Nagano, Viviane Hagner solista. Fra i suoi lavori più recenti: Cantatrix Sopranica per due soprani, controtenore e ensemble (2004/05), commissionato dalla London Sinfonietta, la Los Angeles Philharmonic New Music Group, St Pölten Festival (Austria), Ensemble InterContemporain e musikFabrik; l’opera Alice in Wonderland, che ha debuttato nel 2007 alla Bavarian State Opera di Monaco inaugurando il Munich Opera Festival. È stata compositrice in residenza presso la Seul Philharmonic Orchestra dal 2006. È pubblicata in esclusiva da Boosey & Hawkes.
 
Massimo Botter (Como – Italia, 1965). Diplomato in pianoforte, ha intrapreso gli studi di composizione con Azio Corghi diplomandosi nel 1996 con Alessandro Solbiati al Conservatorio di Milano. Vincitore di importanti concorsi nazionali ed internazionali (fra i quali il XXI Premio Reina Sofia di Madrid per orchestra 2003, il Premio Internacional Orquestra Simfònica de Illes Balears Ciutat de Palma 2000, il concorso The Next Millenium Composition Award Memoriam Takemitsu di Tokyo 1997 e la Biennale di Lisbona 1994), ha partecipato a vari festival (fra i quali Auditorium Nacional de Musica de Madrid 2010, La Quincena Musical de San Sebastián 2010, Théâtre de l’Opera di St. Etienne 2010, Le NEM Saison di Montréal 2009, Milano Musica 2009, MiTo 2008, Mostly Modern di Dublino 2006, Guggenheim Museum Festival di Bilbao 2005, Youth Music Festival di Kiev 2001). Sue musiche sono state trasmesse da importanti emittenti radio televisive internazionali. Hanno pubblicato CD di sue musiche Stradivarius, Zeitlang e la Fundació ACA di Palma de Mallorca. Ha curato la riduzione pianistica delle opere Partenope di E. Morricone, La Señorita Cristina di Luís de Pablo e Una Via Crucis di E. Morricone, A. Poce, M. Dall’Ongaro, E. Macchi.
 
Staffan Storm (Karlskrona – Svezia, 1964). Ha iniziato a studiare arrangiamento, composizione e teoria musicale al College of Music di Malmö nel 1986, continuando a studiare composizione fino al 1992. I suoi insegnanti principali sono stati Rolf Martinsson e Hans Gefors, ma ha studiato anche con Bent Sørensen e Trevor Wishart. Ha partecipato inoltre a numerosi corsi di composizione, in particolare al corso del Centre Acanthes di Avignone e ai Ferienkurse für Neue Musik a Darmstadt. Il compositore stesso sottolinea il significato che i contatti con Elliott Carter, Harrison Birtwistle e Brian Ferneyhough, in tale contesto, hanno avuto sulla sua maturazione artistica.
Un critico musicale ha descritto la musica di Staffan Storm come “fantasiosa, a tratti violenta e martellante, a tratti evasiva”. Il carattere della sua musica può variare da lavoro a lavoro: in uno dei primi pezzi orchestrali, De Profundis (1988), per esempio, sono evidenti i legami con il tardo romanticismo; in Förvittrad Sfinx (1990), la musica segue strettamente il testo in stile rinascimentale ed è ricca di melismi; mentre Abschattung (1997) è caratterizzato da un tipo di musica pura, stranamente fluttuante, eppure coerente. Staffan Storm usa una gran varietà di tecniche compositive, che lasciano spazio sia a idee intuitive che a procedimenti rigorosamente strutturali. La sua musica è stata eseguita in diverse edizioni del Festival UNM (dedicato alla giovane musica nordica), al Festival Swedish Music Spring, ai Contemporary Music Days di Malmö, al Festival Gaudeamus di Amsterdam, a Darmstadt.
Dal 1993 insegna storia della musica e teoria musicale presso il College of Music di Malmö e presso il dipartimento di musicologia dell’Università di Lund.
 
Thomas Adès (Londra – Gran Bretagna, 1971). Studia composizione e pianoforte (Lutine Prize come strumentista) presso la Guildhall School of Music and Drama, proseguendo i suoi studi con Alexande Goehr al King’s College di Cambridge (diploma con menzione nel 1992). Le sue prime composizioni riconosciute, risalenti al ’90, gli valgono già due anni dopo un contratto editoriale in esclusiva con la Faber. Si mette in luce come pianista nel Park Lane Group Young Artists Platform e, dopo l’esecuzione alla BBC della sua Chamber Symphony op. 2, viene scritturato nel ’93 come compositore associato alla Hallé Orchestra. Negli anni seguenti, suoi lavori sono eseguiti in importanti contesti dalla London Sinfonietta, dall’Endellion Quartet, dalla pianista Imogen Cooper, nei BBC Proms da K. Nagano, fino all’esordio teatrale con Powder Her Face all’Almeida Opera; l’opera ha poi avuto positive accoglienze in tutto il mondo. The Tempest, secondo lavoro di teatro musicale, gli è stato commissionato dalla Royal Opera House di Londra, dove è andato in scena nel 2004; il suo Concerto per violino del 2005 gli è stato commissionato dalla Carnegie Hall e dai Berliner Philharmoniker; In Seven Days per video, pianoforte e orchestra, composto nel 2008 è stato eseguito per la prima volta al South Bank di Londra e a Los Angeles. Il suo successo internazionale è testimoniato dai numerosi ritratti che sono stati dedicati alla sua musica: Musica Nova di Helsinki (1999), il Festival di Pasqua di Salisburgo (2004), Présences di Radio France (2007), Carnagie Hall (2007/08).
È docente della cattedra Britten alla Royal Academy of Music dal ’97, direttore artistico del Birmingham Contemporary Music Group e (per il 1999) del Festival di Aldeburgh. La Emi gli ha dedicato numerosi cd monografici.