la Biennale di Venezia
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Musica


HERMESensemble

lunedì 26 settembre ore 20.00
Teatro Piccolo Arsenale
LAMENTO DI MEDEA (2011, 70’) prima es. it.
teatro musicale in forma di concerto
 
musica Wim Henderickx (1962)
libretto Peter Verhelst
soprano Selva Erdener
Hermesensemble
duduk Raphaela Danksagmuller, flauto Karin De Fleyt, clarinetto/clarinetto basso Peter Merckx, viola Marc Tooten, chitarra elettrica Matthias Koole, live electronics Jorrit Tamminga, percussioni Gaetan La Mela, Wim Henderickx
direzione Wim Henderickx
 
Medea, Giasone e gli Argonauti: per quanto i loro destini siano inestricabilmente legati dalla leggenda del vello d’oro, è la figura femminile, sulfurea e tragica, a stagliarsi sui pallidi eroi maschili e a vivere di vita propria, fonte di ispirazione artistica nei secoli. Questa volta a misurarsi con il mito e il tragico destino della maga Medea è la musica del compositore belga Wim Henderickx, da anni impegnato sul versante del teatro musicale, facendo dell’area multimediale il proprio terreno privilegiato di indagine insieme ad una squadra di artisti come l’Hermes ensemble e gli attori del collettivo Veenfabriek. Dopo il debutto lo scorso maggio al deSingel di Anversa, noto spazio per la ricerca tra danza, musica, teatro, architettura, Medea arriverà in prima italiana per la Biennale di Venezia in forma di concerto con il titolo Lamento di Medea. Il testo, un adattamento contemporaneo della tragedia euripidea, è del narratore e poeta belga Peter Verhelst, coevo e compatriota di Wim Henderickx, compositore che spesso include nei propri lavori suggestioni musicali dall’oriente.
 
In questa versione concertistica, la soprano turca Selva Erdener - già solista per l’Opera di Stato di Ankara, dove si perfeziona con Roman Verlinsky e Lidia Pronina - si assume il compito di interpretare tutti e quattro i lamenti che compongono l’opera: Passione, Disperazione, Declino, Dolore. “Non si tratta di un testo veramente semantico – scrive Henderickx - ma di suoni musicali privi di significato. La musica evoca un mondo interiore fatto di sofferenza, passione e dolore. La cantante è accompagnata da un duduk, uno strumento tradizionale armeno simile a un flauto, il cui suono si avvicina incredibilmente alla voce umana. Il materiale musicale è composto da un’ampia melodia, caratterizzata da frequenti quarti di tono, ed elaborata per la maggior parte in modo eterofonico (con differenti variazioni della melodia realizzate simultaneamente). L’elettronica crea una sorta di “ronzio” costante, e costituisce lo sfondo sonoro del brano. La cantante e gli strumenti sono amplificati in modo da arricchire il colore del loro suono, dando così una dimensione in più all’opera. Il flauto, la viola e il clarinetto, tipicamente occidentali, sono accompagnati da due percussionisti e una chitarra elettrica, a tratti sorprendentemente vicini al carattere melodico e introspettivo della musica, altre volte spezzandolo” (W. Henderickx).
 
Wim Henderickx (Lier - Belgio, 1962). Ha studiato composizione e percussioni al Conservatorio Reale di Anversa. Successivamente ha partecipato all’Internationale Ferienkurse für Neue Musik a Darmstadt e ha frequentato lezioni di sonologia all’IRCAM di Parigi e al Conservatorio Reale di Musica dell’Aia. Insegna composizione e analisi musicale ai Conservatori di Anversa e Amsterdam.
È autore di musica da camera, musica sinfonica e teatro musicale. Come compositore in residenza presso Muziektheater Transparant, ha scritto diversi pezzi di teatro musicale: Achilleus, A Total Entführung, Medea. Le culture straniere sono spesso fonte d’ispirazione per Henderickx, che fra i suoi lavori annovera tre Ragas, Confrontations per percussioni occidentali e africane, mentre dopo un viaggio in India e in Nepal, ha iniziato a lavorare a Tantric Cycle, una serie di composizioni che hanno l’oriente come fonte d’ispirazione. The Seven Chakras per quartetto d’archi, Void/Sunyata un pezzo di teatro musicale, Disappearing in Light per mezzo-soprano, flauto contralto, viola e percussioni, Tejas per orchestra e Mudra per ensemble sono parti di questo ciclo. Nel febbraio 2011, Groove! per percussioni e orchestra è stato eseguito per la prima volta dalla Brussels Philharmonic. Attualmente sta componendo un brano sinfonico per l’Orchestra Nazionale Belga che vedrà la luce nel marzo 2012.